A Treviso si lavora con i Lego

E chi lo ha detto che i mattoncini più famosi del mondo servono solo a giocare? In provincia di Treviso c’è chi, per lavoro, realizza spettacolari architetture lasciando tutti a bocca aperta

Quando, nel lontano 1932, l’olandese Ole Kirk Christiansen ebbe l’idea di creare i colorati mattoncini con cui sperava di intrattenere qualche bambino, non poteva certo immaginare che stava dando forma a uno dei successi più clamorosi di tutti i tempi. Capace di vincere latitudini ed ere, visto che con i Lego continuano a giocare stuoli di appassionati di ogni età e nazionalità. Il carpentiere danese che – dopo la Grande Depressione – decise di reinventarsi fabbricatore di giocattoli ha avuto un impatto incredibile nella vita di tanti bambini. Che sono riusciti a costruire di tutto, con l’ausilio della loro fantasia. Lo sa bene Wilmer Archiutti, socio fondatore di L.A.B (Literally Addicted to Bricks), il laboratorio creativo in provincia di Treviso dove i mattoncini-giocattolo più famosi del mondo vengono assemblati con cura certosina. E dove uno dei giochi più creativi di sempre si è trasformato in un vero e proprio lavoro.


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“Come molte altre persone, sono cresciuto giocando con i Lego, però in me questa passione non si è esaurita con l’infanzia”, ha dichiarato, in un’intervista, Wilmer Archiutti. Che ha infatti (ben) pensato di continuare a coltivarla fino a farne un mestiere. La sua azienda di Roncade (in provincia di Treviso) ospita un numero impressionante di mattoncini che hanno, fin qui, permesso di realizzare due diorami “monumentali”. Ma procediamo con ordine: quello che, in pratica, si fa a L.A.B è progettare e realizzare grandi costruzioni in Lego destinate all’esposizione. La società fondata da Archiutti si occupa, infatti, anche dell’organizzazione di eventi nel corso dei quali è possibile ammirare ciò che i progettisti realizzano in laboratorio. La squadra di collaboratori è formata da “bricks addicted” che hanno imparato a specializzarsi in settori inimmaginabili. C’è chi cura gli interni e chi preferisce dedicarsi agli esterni; chi si preoccupa dell’automazione e chi perfeziona l’illuminazione. E c’è anche chi, per lavoro, studia la sistemazione dei vari personaggi all’interno della scenografia, in modo da creare storie credibili. Nulla a L.A.B. è insomma affidato al caso. E nonostante l’apparenza, non si tratta di puro divertimento. Anzi: i progettisti di L.A.B (la squadra è formata da circa 15 persone) sono veri e propri artigiani che riescono a dare forma ad architetture uniche e irripetibili. Costruite con fantasia, creatività e straordinaria manualità.

Il lavoro instancabile di Archiutti &co. si è concretizzato nella realizzazione di due grandi diorami, di circa 40 metri quadrati, per i quali sono stati utilizzati più di un milione di Lego. Il primo si è inspirato alla Saga di Star Wars, il secondo (“City Booming”) è, invece, la sorprendente riproduzione di una città tipo, abitata da supereroi e curata in ogni piccolo dettaglio. Le due realizzazioni sono state esposte, in varie occasioni, in molti centri del Nord-Est riscuotendo ovunque consensi unanimi. “Le esposizioni L.A.B. mostrano al pubblico complesse, fantasiose e stupefacenti costruzioni Lego, nonché rari pezzi da collezione – si legge nella pagina facebook della società – Insegnano ai bambini che, con la fantasia, si può costruire qualsiasi cosa e agli adulti che nella vita bisogna continuare a sognare”. Come di fatti continua a fare Wilmer Archiutti, che ha in progetto la realizzazione di un grande diorama sui pirati. Altro che gioco, “armeggiare” con i Lego è un impegno serio.