Assunzioni donne: il punto sulle agevolazioni post-Fornero

L’art. 4 della legge 92/2012 impatta sul regime di assunzioni agevolate delle donne prevedendo una serie di benefit di natura contributiva (e non solo) sui quali abbiamo il piacere di soffermarci al fine di rispondere a una lunga serie di interrogativi giunti in redazione nelle ultime settimane.

Iniziamo con il ricordare come la riforma Fornero preveda che possano ottenere le agevolazioni già previste per le assunzioni di over 50 anche tutte quelle aziende che optino per l’assunzione di donne di qualsiasi età, purchè prive di un impiego regolarmente retribuito da almeno sei mesi, residenti in regioni ammissibili ai finanziamenti nell’ambito dei fondi strutturali europee e in quelle aree che sono state individuate dal Ministro del lavoro in accordo con quello dell’Economia.

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Inps “trasforma” in dipendenti gli associati in partecipazione con apporto di lavoro

Qualche giorno fa l’Inps ha diramato una interessante circolare che interviene sul tema della stabilizzazione degli associati in partecipazione con apporto di lavoro, puntando in tal modo a promuovere l’occupazione mediante l’attesa stabilizzazione degli stessi in lavoratori subordinati a tempo indeterminato.

La circolare cerca pertanto di trasformare la figura degli associati con solo apporto di lavoro in lavoratori dipendenti, permettendo a questi ultimi di poter conseguire i vantaggi derivanti da tale forma contrattuale.

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Niente cassa integrazione per i professionisti

Brutte sorprese per i professionisti: secondo quanto sancito dalla riforma degli ammortizzatori sociali in deroga (cioè, cassa integrazione e provvedimenti di mobilità), i trattamenti sono applicabili esclusivamente ai lavoratori dipendenti delle imprese. Ne deriva che, secondo il tenore letterale della revisione normativa, rimangono fuori i dipendenti degli studi professionali, per quella che il presidente di Confprofessioni, Gaetano Stella, ha definito una scelta “incomprensibile e ingiustificata”.

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Fondi pensione: dagli aperti ai chiusi, ecco come funzionano

 <span style="font-family: verdana, geneva, sans-serif"><span style="font-size: 14px"><span style="color: rgb(0,0,0)"><img style="display: none" class=" alignleft size-full wp-image-3876" alt="" src="https://www.biancolavoro.it/wp-content/uploads/2013/11/pensionati.jpg" style="margin: 3px; width: 160px; float: left; height: 105px" width="800" height="527" />Recentemente abbiamo introdotto il concetto di “<strong>fondo pensione</strong>”, indicando come questo secondo pilastro stia diventando un perno fondamentale per la buona riuscita della costruzione di un proprio piano di previdenza, che possa ridurre o azzerare il gap stimato tra i redditi conseguiti dal lavoratore, e quelli che otterrà una volta cessata l’attività lavorativa.</span></span></span>

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Fondi pensione: renderli obbligatori è una buona scelta?

Rendere i fondi pensione integrativi uno strumento obbligatorio, magari accompagnato dall’abbattimento fiscale sulla loro contribuzione, potrebbe essere la soluzione più idonea per permettere ai giovani di ridurre il gap previdenziale in fase di continuo allargamento. Ad esserne convinto è il leader della Cgil, Raffaele Bonanni, secondo cui “se si vuole andare incontro ai giovani diventa obbligatoria o semi-obbligatoria la previdenza integrativa”.

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File sharing su pc ufficio? La Cassazione respinge il licenziamento

Secondo quanto affermato dalla sentenza 2639/2013 della Corte di Cassazione, chi installa un programma di file sharing per poter condividere e scaricare file sul personal computer dell’ufficio non va incontro al licenziamento, poiché tale  provvedimento sarebbe del tutto “sproporzionato” rispetto al comportamento agito dal proprio dipendente.

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Lavoro da insegnanti: nuove assunzioni e qualche novità

 <span style="font-family:verdana,geneva,sans-serif;"><span style="font-size: 14px;"><span style="color: rgb(0, 0, 0);"><img style="display: none" class=" alignleft size-full wp-image-3962" alt="" src="https://www.biancolavoro.it/wp-content/uploads/2013/11/insegnante.jpg" style="width: 160px; height: 107px; margin: 3px; float: left;" width="1125" height="750" />Qualche settimana fa è stato finalmente approvato l’atteso<strong> decreto Scuola. </strong>Un provvedimento contraddistinto da una ondata preannunciata di <strong>nuove assunzioni </strong>(85 mila posti di lavoro, di cui 69 mila destinati agli insegnanti, e 16 mila riservati al personale tecnico – amministrativo), da spalmarsi <strong>nei prossimi tre anni,</strong> sulla base dei posti vacanti e disponibili in ognuno dei tre esercizi scolastici. Sempre secondo quanto previsto dal provvedimento, <strong>metà degli insegnanti sarà scelta tra i vincitori dell’ultimo “concorsone”</strong> e di quelli precedenti, mentre l’altra metà sarà soddisfatta dalla lista dei precari presenti nelle graduatorie ad esaurimento.</span></span></span>

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Mini bond: cosa sono e come funzionano

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 <span style="font-family:verdana,geneva,sans-serif;"><span style="font-size: 14px;"><span style="color: rgb(0, 0, 0);"><span face=""><img style="display: none" class=" alignleft size-full wp-image-3950" alt="" src="https://www.biancolavoro.it/wp-content/uploads/2013/11/Euromonete.jpg" style="width: 160px; height: 120px; margin: 3px; float: left;" width="1024" height="768" />I <strong>mini bond</strong> sono un nuovo strumento introdotto nel nostro ordinamento dal c.d. “Decreto Sviluppo 2012”, il quale puntava a <strong>rendere disponibile un servizio alternativo di reperimento di capitale extra bancario per le piccole e medie imprese</strong> che possedessero i requisiti utili per accedere a tale alternativa. Tuttavia, nonostante le buone ambizioni del governo, le emissioni di queste obbligazioni per società non quotate sono state circa una ventina, per complessivi 20 miliardi di euro. Considerato che a ricoprire la figura di emittenti sono state soprattutto società con operazioni da 100 milioni di euro (e, pertanto, non proprio il profilo ideale di pmi tricolore), ne deriva che lo strumento è stato appannaggio di un ristretto gruppo di imprese.</span></span></span></span>

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Professioni: ecco quelle più desiderate dai genitori e dai figli

La crisi economica ha profondamente inciso sulle valutazioni e sulle prospettive professionali di giovani e meno giovani. Ne è l’ennesima dimostrazione la pubblicazione dei dati di una recentissima ricerca di LinkedIn, dalla quale emerge come i genitori diano sempre più importanza alla stabilità del posto di lavoro e alla sua remunerazione, e meno al soddisfacimento delle aspettative da parte dei loro figli. In altre parole, i genitori vorrebbero i figli “sistemati” con un posto di lavoro fisso e prestigioso, forse più pragmatico di altri, e pongono in secondo piano la possibilità che la propria prole sia concretamente soddisfatta attraverso la realizzazione dei propri sogni da “bambino”.

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Come aggirare la crisi e lavorare in Svizzera

Contrariamente a quanto sta accadendo nel resto d'Europa, il mercato del lavoro svizzero non sembra conoscere crisi. Secondo le ultime statistiche ufficiali condotte all'interno dei confini elvetici, nel corso del secondo trimestre dell'anno gli occupati sarebbero saliti a quota 4,818 milioni di unità, con un aumento dell'1,3 per cento rispetto allo stesso periodo e dello 0,5 per cento rispetto al primo trimestre del 2013.

Sempre secondo i dati forniti dall'Ufficio federale di statistica, le persone che esercitavano un'attività lucratica al termine del periodo considerato erano cresciute di 62 mila unità in un solo anno, e di 22 mila nel confronto trimestrale. Percentualmente, l'incremento più forte è stato quello dei lavoratori stranieri, con un aumento del 3 per cento su base annua e del 2,3 per cento su base trimestrale, a 1,401 milioni di unità. La crescita più corposa è stata quella dei c.d. "domiciliati C", con un apprezzamento del 5,4 per cento e del 2,8 per cento a quota 682 mila unità, e dei lavoratori frontalieri, con un incremento del 4,4 per cento a 273 mila unità. In calo i c.d. "domiciliati B", con una flessione del 2,9 per cento su base annua e incremento di 0,1 per cento su base trimestrale, a quota 370 mila unità.

Come anticipato, l'andamento svizzero sembra essere fortemente contrastante rispetto a quanto è possibile sperimentare nel resto del vecchio Continente. Basti considerare, in proposito, il calo dello 0,4 per cento nell'Unione Europea, e la flessione di un punto percentuale nell'ambito dell'Eurozona. Negativo anche l'andamento in Grecia, con una flessione del 4,3 per cento, in Portogallo (- 4%), Spagna (- 3,7%), Italia (- 2,2%), Francia (- 0,3%). Migliore l'evoluzione tedesca, con un incremento dello 0,6 per cento.

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Investire in Italia: nasce una nuova società statale

Si chiama "Destinazione Italia" ed è un nuovo piano che il governo guidato dal premier Enrico Letta sta predisponendo per poter attrarre gli investimenti esteri nel nostro Paese, cogliendo altresì l'occasione per compiere una contemporanea opera di rifinanziamento delle missioni all'estero.

In particolare, il piano Destinazione italia sarebbe un pacchetto di 50 distinti interventi finalizzati all'agevolazione delle attività imprenditoriali e all'attrazione degli investimenti in generale, e dall'estero in maniera più specifica.

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Redditometro: arrivano le prime lettere del Fisco

L’Agenzia delle Entrate sta inviando in questi giorni le prime lettere, “risultato” dell’applicazione dei primi monitoraggi del redditometro. Secondo quanto sostengono le prime stime, sono circa 35 mila le lettere inviate ai contribuenti nazionali che hanno fatto “accendere” la spia del redditometro.

Stando alle indiscrezioni fornite a mezzo stampa, il Fisco si rivolge ai destinatari della lettera segnalando come siano stati rilevanti “dei dati apparentemente non compatibili con il reddito dichiarato”. Una premessa che spinge il contribuente verso la fase successiva: l’invito a presentarsi presso l'ufficio competente dell'Agenzia delle entrate per un confronto in cui avrà modo di spiegare le presunte incongruità.

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Mercato auto ancora in calo

Non accennano ad arrestarsi le brutte notizie per il mercato dell’auto europeo (27 Paesi UE più quelli Efta). Secondo quanto comunicato dall’Acea, l’associazione che riunisce i costruttori del settore nel vecchio Continente, il mercato si sarebbe contratto di altri 4,9 punti percentuali a quota 686.957 vetture, contro le 722.458 vetture conseguite appena un anno fa. Il dato di agosto contrasta altresì con la buona ripresa ottenuta a luglio, quando le vetture vendute erano cresciute del 4,9 per cento a quota 1.002.824 unità. Complessivamente, precisa ancora l’Acea, nei primi otto mesi dell’anno il mercato ha registrato 8.144.714 vetture, con un calo del 5,2%.

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Lavorare nell’informatica: il settore non conosce crisi

Stando a quanto sostiene la recente analisi Professioni e Lavoro nel XXI Secolo, curata da Glocus, entro il 2015 in tutta Europa si prevedono circa 900 mila posti di lavoro vacanti a causa della scarsità di figure professionali appartenenti ai comparti Ict: ne consegue che i giovani italiani (soprattutto quelli in grado di specializzarsi su specifici segmenti, e quelli disponibili alla mobilità internazionale) potranno ottenere la giusta soddisfazione mediante un percorso professionale in tale settore.

È sempre la stessa ricerca a sottolineare, d’altronde, come nel nostro Paese il trend di impiego nell’informatica sia decisamente in crescita, e come le offerte di lavoro si concentrino soprattutto nel Nord Italia, dove le aziende sono per il 70 per cento operatori di settore e per la rimanente parte dipartimenti information technology di grandi realtà produttive e di servizi.

Ma quali sono le figure più richieste? Sempre stando all’analisi recentemente citata, le figure più richieste sono quelle relative ai programmatori Java, in ambito Microsoft, i consulenti Erp specializzati nei gestionali di impresa (soprattutto Sap), ma anche sviluppatori, analisi programmatori, tecnici hardware, system administrator, industrial support engineer, help desk informatici e sistemisti.

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Disoccupazione giovanile: in tre anni persi 1 milione di posti di lavoro

Secondo quanto riferito dalle ultime tabelle Istat in merito all’andamento del mercato del lavoro, nel corso degli ultimi tre anni il numero degli occupati under 35 sarebbe passato da quota 6,3 milioni di unità a 5,3 milioni di unità, con un’emorragia di un milione di giovani. Sempre secondo le tabelle Istat, ad essere maggiormente in difficoltà sarebbero i giovani compresi nella fascia anagrafica tra i 25 e i 34 anni di età, per i quali si sarebbe riscontrato un calo di occupazione di 750 mila unità.

In altri termini, la fascia d’età anagrafica più penalizzata dal deterioramento del mercato del lavoro sarebbe quella più “delicata”, ovvero la fascia di coloro che hanno terminato gli studi universitari e sta cercando di metter su famiglia. Nel corso del secondo trimestre del 2013, proseguiva l’Istituto, in tale fascia lavoravano appena 4,329 milioni di persone, contro i 5,089 milioni di tre anni prima. Ne consegue che il tasso di occupazione è passato dal 70,1 per cento del 2007 al 65,9 per cento del 2010 e, quindi, all’odierno 60,2 per cento, con appena 6 persone su 10 al lavoro nell’età di maggiore attività.

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Bonus per assunzioni over 50 e donne

 <span style="font-size:14px;"><span style="color: rgb(0, 0, 0);"><span style="font-family: verdana,geneva,sans-serif;"><img style="display: none" class=" alignleft size-full wp-image-1796" alt="" src="https://www.biancolavoro.it/wp-content/uploads/2011/02/frnch.jpg" style="width: 159px; height: 118px; margin: 3px; float: left;" width="400" height="296" />Il governo ha stanziato nuove risorse per favorire le assunzioni di over 50 e donne. Cerchiamo allora di comprendere come, e in che misura, l&rsquo;esecutiva punta a contribuire all&rsquo;incremento dell&rsquo;occupazione in due fasce lavorative particolarmente &ldquo;deboli&rdquo;.</span></span></span>

A chi spetta l’incentivo
L’incentivo spetta ai datori di lavoro (sia imprese che professionisti), incluse le cooperative di lavoro, mentre non spetta per i rapporti di lavoro ripartito, domestico, intermittente e accessorio (voucher). Le assunzioni agevolate saranno quelle disciplinate da un contratto a tempo indeterminato o a termine, e anche in caso di part-time; l’agevolazione è inoltre prevista anche in caso di trasformazione a tempo indeterminato di un precedente rapporto a termine agevolato (la cosiddetta stabilizzazione), e per le assunzioni a scopo di somministrazione.

Quanto pesa l’incentivo
L’incentivo consiste nella riduzione al 50% dei contributi a carico previdenziali del datore di lavoro. In proposito, il ministero ha chiarito come il bonus sia riferibile non solamente “ai contributi sociali dovuti all’Inps, bensì anche ai premi assicurativi dovuti all’Inail”: ne consegue che, in altri termini, la riduzione della metà non è relativa solamente ai contributi Inps, ma anche ai premi assicurativi dell’istituto nazionale, per i neoassunti. Per quanto invece attiene la durata dell’incentivo, questa dipende principalmente dalla forma di contratto di lavoro. Più esattamente:

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Lavorare in Emergency

Emergency è una delle Onlus più famose d’Italia e del mondo, che da quasi 20 anni opera per fornire un servizio sanitario gratuito e di qualità nelle zone di guerra e più disagiate. Ma in che modo poter lavorare in Emergency?

Come lavorare in Emergency

Per poter entrare a far parte dei team di Emergency è necessario aver superato un percorso di selezione finalizzato a poter valutare il livello formativo, l'autonomia tecnico-professionale, la motivazione e altri importanti requisiti attitudinali.

Requisiti:

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Lavorare in Groupon: posizioni full-time e part-time

Groupon, uno dei brand più noti nel mondo dell'e-couponing, sta cercando di assumere nuovo personale per la sua sede milanese. Le posizioni di interesse sono per il momento limitate a un ruolo da inside sales full time e ruoli di amministrazione riservati alle categorie protette, full o part time.

Vediamo dunque quali sono le principali caratteristiche delle due posizioni, e le modalità di candidatura.

Amministrazione – categorie protette

Groupon afferma di voler entrare in contatto con candidati appartenenti alle Categorie Protette (L:68/99) con l'obiettivo di un inserimento in specifiche funzioni aziendali da definire in base alle competenze del candidato. I requisiti fondamentali sono:
 
diploma e/o Laurea
buona conoscenza ed uso dei principali sistemi informatici
disponibilità immediata

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Nuove offerte professionali da De Longhi

De Longhi, uno dei brand italiani più noti nel settore delle nuove tecnologie di consumo, sta cercando di inserire all’interno delle proprie strutture alcune risorse umane che possano ampliare il proprio organico. Andiamo quindi a vedere quali sono le professionalità maggiormente ricercate, e in che modo sia possibile avanzare la propria candidatura.

Area Ricerca e Sviluppo

Nell’area Ricerca e Sviluppo la società ricerca dei progettisti meccanici, dei progettisti elettronici, dei project leader, degli specialisti di laboratorio. In particolare, per quanto riguarda il progettista meccanico, il candidato ideale ha un’età compresa tra i 28 e i 32 anni, una laurea /diploma ad indirizzo informatico o elettronico e un’esperienza pregressa di almeno 2-3 anni come progettista firmware, maturata in aziende operanti nel campo dell’elettronica di medio – grandi dimensioni, ha sviluppato utilizzando C e Assembly per microcontrollori su sistemi embedded, curando anche la parte HW. Una buona conoscenza della lingua inglese, precisione, autonomia, capacità di lavorare in team completano il profilo.ed abilità nell’utilizzo dei sistemi applicativi di office oltre che una buona conoscenza della lingua inglese. Precisione, autonomia, capacità di lavorare in team completano il profilo.

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Porsche assume 15 consulenti nelle aree di distribuzione, pricing, logistica, lean management

La società Porsche Consulting Italia è un dinamico operatore internazionale nel settore della consulenza manageriale del gruppo Porsche, che a sua volta rappresenta uno dei leader mondiali nelle auto di maggior pregio.

Chi è Porsche Consulting Italia

Porsche Consulting nasce nell’agosto del 1994 come frutto della ristrutturazione della casa di produzione di auto sportive. Con la sua fondazione, i collaboratori di Porsche AG, che hanno partecipato attivamente sia all'ottimizzazione della creazione interna del valore, ossia della produzione, sia all'ottimizzazione dei processi con il coinvolgimento dei fornitori, hanno messo a disposizione le proprie esperienze pratiche di consulenti anche ad altre aziende, potendo così divenire non solamente erogatori di servizi interni al gruppo, ma attori proattivi sul mercato esterno.

L’obiettivo dei consulenti di Porsche Consulting è quello di accompagnare il continuo processo di miglioramento della casa madre. Dalla metà degli anni 90 ad oggi, la società Porsche Consulting è cresciuta molto, ed è attualmente una delle principali società di consulenza tedesche in Germania, tanto che la maggior parte delle attività di consulenza viene diretta al di fuori di Porsche AG.

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