Se questo è un lavoro. Pagato per testare gli scivoli acquatici

 <span style="font-family:verdana,geneva,sans-serif;"><span style="font-size: 14px;"><span style="color: rgb(0, 0, 0);"><img style="display: none" class=" alignleft size-full wp-image-3422" alt="" src="https://www.biancolavoro.it/wp-content/uploads/2013/04/scivolo.jpg" style="width: 160px; height: 111px; margin: 3px; float: left;" width="400" height="277" />Sei mesi, durante i quali <strong>Sebastian Smith </strong><strong>girer&agrave; il mondo per testare</strong><strong> scivoli acquatici. Guadagner&agrave; circa 13mila euro.</strong> Non molto tempo fa avevamo pubblicato un&rsquo;offerta di lavoro piuttosto particolare. </span><span style="color:#008080;">In Australia cercavano guardiani </span><span style="color: rgb(0, 0, 0);">di parchi naturali ed altre posizioni similari, tutte a contatto con la natura. Tutte &ldquo;rimborsate&rdquo; con una cifra forfettaria di 100.000 dollari. Per Smith, lo studente inglese di Leeds che ha avuto la fortuna di essere stato scelto dal tour operator First Choice, gli introiti saranno molto minori, ma la particolarit&agrave; del lavoro forse &egrave; addirittura superiore a quella delle offerte australiane.</span></span></span>

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La Svizzera limita l’accesso ai lavoratori Ue fino a giugno 2014

Non trovi lavoro in Italia (visto l’altissimo tasso di disoccupazione e quello ancora più significativo relativo all’occupazione) e pensi di rifugiarti in Svizzera perché l’economia lì gira meglio? Ecco, da adesso e fino a fine maggio 2014 adottare una tale soluzione potrebbe risultare più complicata. Il governo di Berna ha infatti deciso di mantenere attiva la cosiddetta “Clausola di salvaguardia”, in vigore dal primo maggio 2012 per la Ue a 8 (di cui fanno parte Estonia, Lettonia, Lituania, Polonia, Repubblica Ceca Slovacchia, Slovenia e Ungheria)  e di estenderla agli altri 17 paesi Ue. Il permesso a cui fa riferimento il provvedimento è quello di dimora, denominato di tipo “B”, della durata di cinque anni. Per poter contingentare la “libera circolazione delle persone” verso la Svizzera, le autorizzazioni concesse dovranno superare di almeno il 10%  la media degli ultimi tre anni.

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L’inevitabile circolo vizioso tra consumi e lavoro

Se i consumi non tirano, il lavoro ne risente. Lo abbiamo scritto più volte, l’ultima delle quali, sfruttando il giusto allarme riguardante il peso dello stallo politico lanciato dal governatore della Banca d’Italia Visco. Ed ecco la conferma. 31.000 imprese chiuse nel primo trimestre del 2013, secondo i dati Unioncamere che, uniti a quelli dell’Istat su fatturato e ordinativi, dipingono una situazione gravissima. Ogni mese, nel 2013, sono sparite mediamente 10.000 imprese. Rispetto allo stesso periodo del  2012 sono “nate” meno imprese e contemporaneamente ne sono cessate di più. Il dato, è il peggiore dal 2004 a questa parte. A pagare il prezzo maggiore sono stati gli artigiani. Più dei due terzi delle 31.000 imprese in meno infatti (21.185), sono di natura artigiana. Colpa delle troppe tasse? Probabilmente sì, come “gridato” più volte dalle associazioni di settore, ma anche del fatto che si produce necessariamente di meno.

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Tasse, Cgia: al Sud pensionati e dipendenti più colpiti da Irpef

guida IRPEF

Quella della Cgia sembra ormai una vera e propria campagna stampa a sostegno di qualche nobile causa. Invece è solo la descrizione della realtà. Da tempo l’associazione di Mestre lancia mirati allarmi, corredati da dati ben poco equivocabili, sulla necessità di ridurre le tasse sul lavoro. L’ultimo studio effettuato dimostra come pensionati e dipendenti del Sud Italia siano più tartassati dei loro "colleghi" del Nord. A pesare, in questo senso, sono le addizionali regionali e comunali Irpef. La Cgia ha preso in esame quattro tipologia “campione” e ha fatto tutti i conti  del caso.

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Visco: Incertezza politica frena gli investimenti

Sarà anche un po’ scontato, ma la pressoché totale incertezza politica che attanaglia l’Italia da ormai quasi due mesi pesa come un macigno sulla situazione economica del Belpaese. A ricordarlo, ancora una volta, è stato Ignazio Visco, a capo della Banca d’Italia, in un recente ed importante incontro internazionale. Dopo le decine di confronti infruttuosi, l’intento dei quali era quello di far nascere un governo, anche sull’elezione del Presidente della Repubblica, dopo le prime quattro “tornate”, un accordo non è ancora stato raggiunto. Ieri, l’importante candidatura di Romano Prodi non ha riscosso il successo sperato dal Partito Democratico. Il Professore ha quindi (correttamente) ritirato il suo nome dalla lista dei possibili residenti al Quirinale. Il Pd in poche ore ha visto dimettersi sia Rosy Bindi che il segretario Pierluigi Bersani (che ufficializzerà le sue dimissioni dopo l’elezione del Presidente della Repubblica).

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Cassa integrazione, Cgil: Rischiano di rimanere fuori in 500.000

Mentre domani approderà in Parlamento la proposta di legge sul reddito minimo garantito, il segretario Cgil Susanna Camusso oggi avverte, in un’intervista a Sky Tg24, che uno degli ammortizzatori sociali più utilizzati negli ultimi anni a causa della crisi, potrebbe a breve non riuscire a soddisfare tutti i suoi destinatari di diritto. Le risorse per la Cig infatti, la cassa integrazione guadagni, starebbero finendo ed il rischio è quello che in oltre 500.000 rimangano a piedi. Secondo la Camusso, "in  qualche regione siamo già arrivati all'esaurimento dei fondi della cig” e non è detto che in altre “ si riesca ad arrivare fino a giugno”. Un panorama non certo incoraggiante.

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Reddito minimo: domani le 50.000 firme in Parlamento

Del reddito minimo garantito ne avevamo già parlato qualche tempo fa. Tra giugno e dicembre dell’anno scorso sono state raccolte oltre 50.000 firme, per chiedere l’istituzione di una misura urgente che garantisca perlomeno la sopravvivenza a chi è rimasto senza lavoro, o comunque senza un reddito. Domani queste firme, che rappresentano una proposta di legge di iniziativa popolare, approderanno in un Parlamento che prova comunque a lavorare nonostante dopo 50 giorni dalle elezioni, ancora del nuovo governo non sembra esserci traccia concreta. La proposta sul reddito minimo garantito ricalca alcuni dei criteri sui quali si basano misure analoghe vigenti all’estero. Oltre a soglie matematiche come il non superamento degli 8mila euro lordi e la residenza in Italia da almeno 2 anni, dovesse passare  la proposta, per poter usufruire dei 600 euro al mese previsti sarà necessario essere iscritti alle liste di collocamento dei centri per l’impiego e, altresì, non rifiutare proposte di lavoro da esso provenienti.

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Il caso del liceo Rosmini: stipendi estratti a sorte

Capita che un’azienda non riesca a pagare gli stipendi ai suoi dipendenti. Capita che non ci riesca nemmeno una scuola, non per colpa sua. Il caso giunto alla ribalta delle cronache nazionali è quello del liceo linguistico Rosmini di Grosseto, la cui dirigenza è stata costretta letteralmente ad inventarsi un sistema equo per pagare i supplenti, a causa della mancanza di fondi statali. E così, è stata la sorte a decidere chi a febbraio avrebbe ricevuto lo stipendio e a chi invece sarebbe toccato aspettare. 5.000 euro al posto di 12.000. Gli altri 7000, sicuramente arriveranno, ma  avrebbero dovuto già essere nelle casse della scuola, per poter permettere a quest’ultima di retribuire regolarmente tutti i supplenti.

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Fisco: aumenta ancora la pressione. 52% a fine 2012

Il peso delle tasse su famiglie ed imprese continua ad aumentare. Lo si evince dai dati Istat relativi all’ultimo trimestre del 2012, periodo nel quale la pressione fiscale è salita al 52%, aumentando di 1,5% in un solo anno. Se è vero, come scrive il Sole 24 ore,  che il fisco alla fine di ogni anno “vanta” una maggiore incidenza rispetto ai mesi precedenti, è altrettanto vero che la pressione causata dalle tasse aumenta di anno in anno (più 1,4% sul Pil, rispetto al 2011) e per motivi che spesso i cittadini non riescono a percepire come abbastanza concreti da giustificare un tale trend.

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“Speculazione sui carburanti”: Codacons annuncia class action

Sono 34 milioni gli automobilisti che, almeno in linea teorica, potranno partecipare alla class action annunciata dal Codacons, che segue temporalmente un'ordinanza del Gip di Varese, all'interno della quale vengono indicate una serie di azioni da intraprendere da parte di altre due procure, quella di Roma e quella di Milano (competenti territorialmente) e riguardanti possibili “speculazioni sui prezzi dei carburanti”, che sarebbero  state poste in essere da alcune compagnie petrolifere, allo scopo di mantenere alti tali prezzi. Le indagini, avviate più di un anno fa sulla base di un’istanza del Codacons, hanno portato il Gip di Varese a ipotizzare “gravi indizi di reato” ed a chiedere quindi, tramite ordinanza, che le procure competenti procedano con l’inchiesta.

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Bollette: luce e gas meno care da aprile

Regalo di Pasquetta alle famiglie italiane. Da lunedì primo aprile le bollette di luce e gas saranno meno care. Se per la prima voce la riduzione è dell’1% (che segue il calo dell’1,4% di gennaio scorso) per il gas (metano) i costi delle bollette dovrebbero scendere del 4,2%, circa 55 euro. La decisione dell’Autorità per l’energia avrà effetti fino giugno dell’anno corrente.  Sempre sui costi delle bollette del metano, va detto che è la prima inversione di tendenza da tre anni a questa parte, nei quali gli italiani hanno dovuto far fronte a continui aumenti. Se per l'inflazione (anch'essa in calo) la notizia è buona solo in parte, per quanto riguarda i costi delle bollette non vi è dubbio che si tratti di un provvedimento positivo in toto.

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L’inflazione rallenta, ma i consumi crollano

C’è un legame di non poco conto tra la frenata dell’inflazione (trascinata dal calo dei carburanti) e quella dei consumi. E’ la sesta volta di fila (su base mensile) che l’aumento dei prezzi rallenta; a marzo è stato registrato un +1,7% contro il + 1,9% di febbraio.  Se il fatto che i prezzi calino (per alcuni beni) o comunque rallentino la loro corsa è, di fatto, una notizia positiva, un’analisi più ad ampio spettro indica piuttosto chiaramente che non è tutto oro ciò che luccica. I prezzi più “bassi” sono frutto (anche) di  una pesante diminuzione della domanda. In parole povere, un dato bene costa di meno perché la richiesta da parte dei consumatori di quel bene crolla.

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Ict: in Europa 400.000 posti di lavoro. Nel 2015 raddoppieranno

Se siete genitori ed avete un figlio che sta per affrontare l’università, forse, un buon  consiglio è quello di convincerlo ad iscriversi a corsi di laurea di natura informatica. Infatti, nel settore denominato Ict (information and comnunication technology) la domanda di lavoro supera ampiamente l’offerta, già adesso. Sono infatti 400.000 i posti scoperti in tutta Europa. Questo perché, più ancora in Italia, ma il problema è comune in tutta la zona Ue, i laureati nel campo sono troppo pochi rispetto alla smisurata velocità di espansione del settore.

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Lavoro : Eurozona, nessun miglioramento in vista

I dati diffusi oggi dalla Bce non mettono molta allegria. La questione lavoro nell’Eurozona  rimane cruciale. A breve “non ci saranno miglioramenti” ed anzi, molto probabilmente la disoccupazione “aumenterà ancora” pur essendo arrivata all’11.9%, il dato più alto dall’inizio delle serie Eurostat. “Servono riforme per creare lavoro” ha spiegato la Banca centrale in una nota. Le emergenze maggiori sono quelle dettate dalla disoccupazione giovanile e da quella di lunga durata. Insomma sono veramente troppi i giovani che, in Europa, non hanno un lavoro e per giunta chi lo perde, giovane o meno che sia, in molti casi fatica a ritrovarlo, rimanendo disoccupato a lungo. Nel quarto trimestre, i dati hanno indicato un calo dell’occupazione pari allo 0,3%.

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Crisi del mattone: mercato giù del 29%. Ai livelli del 1985

Nonostante in varie parti d’Italia il prezzo delle case continui a scendere, si è purtroppo abbassato anche il numero delle loro compravendite ed in maniera drastica. Quindi, nonostante i prezzi spesso più bassi, il mercato del mattone ancora non tira, per nulla. I dati dell’Agenzia delle Entrate sono incontrovertibili. Nell’intero 2012 sono state effettuate 444.000 compravendite di abitazioni. Lo stesso numero del 1985. Se si pensa alle abissali differenze rispetto a 28 anni fa, è facilmente intuibile quanto tale dato indichi da solo una crisi del settore che definire nera appare quasi un eufemismo.

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Renault: 7500 posti in meno entro fine 2016

L’accordo per la produttività siglato da Renault con le parti sociali francesi prevede un taglio di 7500 posti di lavoro entro la fine del 2016. La notizia appare drammatica, ma fortunatamente, la grande maggioranza di questi tagli, non deriveranno da licenziamenti veri e propri, ma da operazioni di mancata sostituzione di lavoratori uscenti e prepensionamento per dipendenti oltre i 58 anni di età.  E’ questa forse la parte più significativa dell’accordo che garantirà a Renault la possibilità di non chiudere nessuno dei suoi cinque stabilimenti francesi. Parallelamente è stato previsto anche il congelamento dell’aumento salariale per il 2013 e un aumento dell’orario di lavoro del 6,5%.

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La cassa integrazione fa guadagnare le banche?

Un articolo apparso oggi sul Fatto Quotidiano , spiega come le banche riescano a guadagnare dalla Cassa integrazione. A scanso di equivoci, va detto che la pratica è del tutto legale ed anzi talvolta toglie letteralmente le castagne dal fuoco ai lavoratori rimasti senza stipendio. Secondo il giornale diretto da Antonio Padellaro,  è stato messo a punto un vero e proprio prodotto bancario, la cosiddetta “anticipazione sociale”, che ha la funzione di erogare i soldi della Cassa integrazione guadagni straordinaria e straordinaria in deroga, soldi che dovrebbero arrivare ai lavoratori dal Ministero e che però spesso ritardano. Così, gli istituti di credito anticipano le somme dovute per poi guadagnare sugli interessi, che hanno tassi differenti da banca a banca.

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Esuberi Electrolux: c’è l’accordo, oltre 1000 i lavoratori salvaguardati

E’ un accordo importante quello che i sindacati Fiom-Cgil, Fim-Cisl e Uil sono riusciti a raggiungere con la dirigenza aziendale della Electrolux, lavorando in stretta collaborazione con quest'ultima. Ad essere salvaguardati, in tutto, saranno 1128 lavoratori, impiegati in quattro diversi stabilimenti. L’azienda il mese scorso aveva annunciato 532 esuberi che, sommati ai 636 già previsti nel piano di ristrutturazione avevano fatto salire il numero dei posti a rischio oltre il migliaio. Una trattativa complessa ha permesso un accordo che prevede il ricorso ad un contratto di solidarietà per due anni. Si lavorerà in media sei ore al giorno. La misura agisce parallelamente al contributo erogato per dimissioni volontarie (30.000 euro, 42.000 fino alla fine dell’anno corrente).

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Equitalia: “Aumento interessi di mora è previsto per legge”

Un aumento degli interessi di mora applicabili sulle cartelle esattoriali pagate in ritardo ha scatenato l’ennesimo putiferio contro Equitalia. Aumento che però è “previsto dalla legge”, spiega Equitalia. Dal primo maggio 2013 infatti, il tasso di interesse sarà del 5,22% circa, contro l’attuale 4,55%, in vigore da ottobre 2012. Prima di questa data il suddetto tasso era decisamente più alto, al 6,83% (da ottobre 2009). Dopo il taglio verso il basso di oltre due punti percentuali, il 4 marzo scorso,  ildirettore del Agenzia delle Entrate, Attilio Befera,  ha emanato un provvedimento che rivede al rialzo il tasso d’interesse, adeguandolo “alla media dei tassi bancari per il 2012”.

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Discriminazione sul lavoro e negli annunci: parte il ricorso alla Corte Europea

Il quotidiano torinese La Stampa prende ad esempio gli annunci di posti di lavoro presso Camera o Senato, nei quali viene indicata un’età massima. Scrive la testata diretta da Mario Calabresi, che  “ci sono delle leggi che lo impediscono”. Ed è vero. E sono addirittura europee. Le discriminazioni sul posto di lavoro o nelle offerte sono appunto vietate dall’Ue. Eppure, se in molti paesi d’Europa l’età spesso non è nemmeno indicata nel curriculum (figuriamoci quindi negli annunci di lavoro), in Italia, vedere un’offerta che recita “cercasi giovane laureato con esperienza almeno triennale, max 26 anni” per un qualsiasi posto di lavoro, potrebbe non essere così impossibile.  Quindi se uno si è laureato in tempo, per puro caso ha già fatto il lavoro richiesto per tre anni, è disponibile subito, ma di anni ne ha 27, perché per uno è andato in Erasmus, è out. L’esempio è ovviamente un po' surreale e forse non esiste realmente così come è scritto, ma calza.

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