Imprese: la ripresa arranca, a crescere sono solo gli investimenti

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Con le vendite in calo e l’occupazione in costante sofferenza, il 2014 non è stato un buon anno per le oltre 2 mila grandi e medie imprese, con sede in Italia, monitorate dall’ufficio Ricerche & Studi di Mediobanca. Che ha passato in rassegna i dati di aziende dell’industria e dei servizi (pubbliche e private) per concludere che la fine della crisi appare ancora lontana.

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Nello specifico: nel 2014, le vendite sono calate del 2,2%, per colpa soprattutto dei cattivi risultati registrati nel mercato interno (dove la flessione si è attestata al 4,3%). Segno meno anche alla voce occupazione, scesa in un anno dell‘1,1%. E la situazione appare ancora più compromessa, se si prende in considerazione l’arco di tempo che va dal 2008 al 2014 durante il quale – secondo lo studio – la quota degli occupati è diminuita del 5,8%. 

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Caro scuola: studiare costerà quasi mille euro

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Quello di tornare a scuola è un pensiero che molesta gli scampoli di vacanza di tutti gli studenti. Ma anche dei genitori che, a breve, dovranno mettere mano al portafoglio per rinnovare il corredo scolastico dei loro figli e per acquistare i libri e i dizionari sui quali studieranno tutto l’anno.

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A fare due conti è stato l’Osservatorio nazionale Federconsumatori che, per il 2015, ha stimato una spesa media a studente di poco inferiore ai mille euro. Nel dettaglio: il corredo scolastico e i “ricambi” costeranno mediamente 514 euro (l’1,5% in più rispetto all’anno scorso), mentre per i libri e i dizionari, mamma e papà dovranno spendere circa 531 euro (lo 0,2% in più del 2014). 

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Gender pay gap: se sei donna, guadagni di meno

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C’è chi dice che sostenere la causa delle donne sia un nostalgico retaggio da femministe in pensione. Ma i dati che certificano il divario salariale che intercorre tra un lavoratore e una lavoratrice indispettirebbero (a nostro avviso) anche chi, per il cosiddetto “gentil sesso”, non nutre alcun trasporto particolare. Si chiama gender pay gap e altro non è se non il (mal)costume di retribuire in maniera diversa persone che svolgono le stesse mansioni. Privilegiando – neanche a dirlo – gli uomini.

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Una consuetudine che, secondo un dossier realizzato da OpenPolis, in Europa, segna un divario del 16,4%, con punte particolarmente alte in Estonia (dove una lavoratrice guadagna il 29,90% in meno di un suo collega), in Austria (23%) e nella Repubblica Ceca (22,10%). Ma a posizionarsi male è anche la Germania di Frau Merkel che, a parità di mansioni, concede alle donne un salario “depotenziato” del 21,60%.

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Furti nei negozi: è boom, soprattutto al Nord

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Non sono dati rassicuranti quelli consegnati dalla Cgia di Mestre, che ha posto l’accento sulla continua crescita del numero di furti nelle attività commerciali e artigiane italiane. La ricognizione – che ha preso le mosse dai dati forniti dal ministero dell’Interno – ha, infatti, rivelato che, dal 2010 al 2013, l’attività dei ladri è andata sempre più intensificandosi, a danno di negozi e botteghe di ogni tipo.

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Il numero di furti certificati nel 2013 (ultimo anno disponibile) ha raggiunto le 104.393 unità. Una quota  importante, che la Cgia si è “divertita” ad analizzare per concludere che, in pratica, nell’anno preso in esame, sono stati commessi 286 reati al giorno, 12 ogni ora o, se si preferisce, uno ogni 5 minuti.

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Credito: sale la domanda di mutui e prestiti

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Per acquistare casa, rimodernare la cucina o regalarsi l’ultimo modello di utilitaria sul mercato, gli italiani sono tornati a chiedere una mano agli istituti di credito. E’ questo ciò che emerge dall’ultima indagine condotta da Crif, che ha certificato un aumento della richiesta di mutui e prestiti.

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L’analisi ha documentato che, a luglio, la domanda di mutui è salita del 63,2% in un anno, mentre quella dei prestiti si è fermata a un più modesto +7,5%. Più nel dettaglio, per quanto riguarda i mutui, il Barometro Crif ha rilevato che, tra gennaio e luglio 2015, sono pervenute alle banche il 59,3% di richieste in più, rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente e il 77,1% di richieste in più rispetto al 2013. Mentre se messe a confronto con quelle del 2011, 2010 e 2009, le domande di mutuo risultano in flessione rispettivamente del 9, del 17,6 e del 20,2%.

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