Categorie protette ed il loro inserimento nel mondo del lavoro. Un progetto vincente

Opportunità per l’inserimento dei soggetti appartenenti alle categorie protette, in lavori utili alla comunità.

Opportunità per l’inserimento dei soggetti appartenenti alle categorie protette, in lavori utili alla comunità. L’esempio arriva da Varese, dove la Provincia, gli enti privati ed associazioni onlus stringono un patto di collaborazione che vede le categorie protette ed il decoro di ambienti pubblici, al centro dell’attenzione. Un importante esempio che potrebbe essere seguito anche da altri enti. Vediamo di cosa si tratta.


Categorie protette ed inserimento nel mondo del lavoro

Come ben sappiamo, esiste una legge che obbliga le imprese ad assumere un certo numero di individui appartenenti alle categorie protette. Per essere più precisi, stiamo parlando della legge 68/99 intitolata “Norme per il diritto al lavoro dei disabili”. Si tratta di una legislazione che si preoccupa di regolare e disciplinare l’inserimento dei disabili nel mondo del lavoro. Questa legge vuole tutelare i soggetti portatori di varie tipologie di disabilità sia fisica che psichica, oltre ad andare a promuovere l’integrazione da un punto di vista professionale delle categorie protette. Le imprese siano esse pubbliche che private, hanno l’obbligo di assumere soggetti appartenenti a queste categorie. La quantità di persone da assumere varia a seconda delle dimensioni dell’azienda stessa:

  • da 15 a 35 dipendenti: hanno l’obbligo di assumere almeno 1 soggetto appartenente alle categorie protette;
  • da 36 a 50 dipendenti: bisogna assumere almeno 2 persone delle categorie protette;
  • oltre 50 dipendenti: vige l’obbligo di assumere il 7% degli appartenenti alle categorie protette.

Sono previste delle sanzioni per tutte quelle imprese che non rispettano questa normativa e questi obblighi.

Il progetto della città di Varese

Dalla città di Varese arriva un esempio di collaborazione per l’inserimento delle persone appartenenti alle categorie protette in progetti di utilità sociale. Da diverso tempo, in questa città, i cittadini si sono lamentati per la situazione indecorosa in cui vertono delle piste ciclo-pedonali. Parliamo di 170 km di tracciato con la previsione di una maggiore espansione di circa 100 km.

Tuttavia le risorse economiche scarseggiano, tanto da mettere in secondo piano e tralasciare la manutenzione di queste piste. Così arriva l’idea di andare a recuperare il patrimonio ciclabile, garantendo allo stesso tempo l’inserimento delle categorie protette in questi progetti. Queste persone, impegnate nel percorso di reinserimento sociale e professionale, andranno ad occuparsi di lavori importanti per il decoro urbano e sociale come gli interventi alle infrastrutture e riqualificazione delle piste ciclabili e pedonali di Varese. A gestire questi speciali lavoratori sarà la cooperativa Naturcoop.

Categorie protette per vari interventi alle infrastrutture

Il progetto nasce dalla collaborazione della Provincia, enti privati ed associazioni. In particolare parliamo dell’azienda MedicAir di Origgio, specialista dell’Home Care, il tutto con la supervisione di Labor-b una importante società di consulenza strategica che hanno ben pensato di integrare i soggetti con varie disabilità intellettive e non, in progetti di utilità sociale. Insomma unire l’utile al dilettevole non ha mai fatto male a nessuno. Si tratta di un progetto di grande valore di inclusione sociale, che sarà in grado di riconsegnare ai cittadini delle eccellenti piste ciclabili nel giro di poco tempo. Anche le persone disabili hanno il diritto di lavorare e di crescere professionalmente. Proprio a questo mira il progetto di Varese.

Grazie a questo progetto, le aziende non si sottrarranno all’obbligo di assumere le categorie protette per inserirle in vari progetti e lavori. Ricordiamo che le aziende stesse che assumono queste categorie, godono di particolari agevolazioni e sgravi fiscali. Dunque ci si aspetta molto da questa idea, che potrebbe diventare di esempio anche per altre realtà in Italia. Tutti hanno il diritto di avere le stesse opportunità ed occasioni, non solo da un punto di vista professionale ma anche e soprattutto da un punto di vista umano.

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