Cellulare aziendale per fini privati, ecco quando si rischia

Una recente sentenza sui limiti dell'utilizzo del cellulare aziendale per fini privati: ecco cosa ha pronunciato la Cassazione.

cellulareautoL’utilizzo del cellulare aziendale per fini privati è oggetto di ricorrenti dispute tra datore di lavoro e dipendente. E, pur ammettendo che questo è un comportamento “irregolare”, i giudici hanno più volte cercato di attenuare delle posizioni spesso molto rigide da parte dei datori di lavoro, che fanno dell’uso del cellulare aziendale per fini personali un elemento di giusta causa nel licenziamento.


In realtà, non sempre è così. La stessa Cassazione, anche in tempi recenti, ha infatti affermato che il licenziamento è legittimo per l’uso del cellulare aziendale per fini personali, ma a volte è “eccessivo”. In altri termini, l’uso sporadico del cellulare per chiamate personali è pur sempre contestabile e sanzionabile, ma il licenziamento appare essere una “pena” troppo grave (lo stesso dicasi, naturalmente, per l’invio degli sms).

Sentenza Cassazione sul cellulare per motivi privati

Ebbene, recentemente, con la sentenza n. 17108 del 18 agosto 2016, la Corte di Cassazione ha contribuito ad arricchire il novero delle pronunce giurisprudenziali sul tema, ricordando che l’utilizzo eccessivo del telefonino aziendale per scopi personali può effettivamente comportare il licenziamento per giusta causa. Tuttavia, la Suprema Corte ha anche ricordato che prima di poter procedere con una simile azione di “espulsione” del dipendente, il datore di lavoro ha l’obbligo di fornire la prova del comportamento illegittimo, che non può basarsi solamente nel dimostrare che una lunga serie di chiamate è avvenuta in orari e in giorni non lavorativi: è invece fondamentale e necessario produrre i tabulati telefonici, dopo averli richiesti alla compagnia telefonica.

In altri termini, l’onere della prova deve ricadere sempre sul datore di lavoro, e mai sul dipendente. Pertanto, se l’azienda licenzia il proprio dipendente senza produrre tali tabulati, e il dipendente impugna il licenziamento disciplinare, spetterà poi all’azienda dimostrare il fondamento delle contestazioni attraverso la fornitura dei tabulati telefonici, con l’elenco delle chiamate in uscita.

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