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Colloquio di lavoro: perché usare l’intelligenza artificiale non basta

Usare l’intelligenza artificiale per prepararsi ad un colloquio di lavoro può essere utile, ma solo se poi si fa anche un lavoro personale.

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Abbiamo fatto un esperimento con Chat GPT, il software di intelligenza artificiale probabilmente più famoso al mondo e gli abbiamo chiesto di simulare alcuni colloqui di lavoro. Per vedere se sia possibile prepararsi ad un colloquio con l’intelligenza artificiale, abbiamo preso diverse posizioni: operaio, operaio specializzato (quindi più specifico), impiegato, impiegato amministrativo (più specifico) e quadro. Dalle risposte abbiamo tratto spunti interessanti, ma bisogna subito dire che se qualcuno pensasse di prepararsi ad un colloquio di lavoro solamente utilizzando l’intelligenza artificiale, beh, ciò indubbiamente non basterà ad affrontare l’intervista lavorativa in maniera completa e soddisfacente. Chat GPT è una sorta di enorme contenitore di dati. Questi dati li restituisce rispondendo a precise richieste (prompt) e riesce anche abbastanza spesso ad indovinare un buon numero di esigenze generalizzate.  Fin qui tutto bene, ma non è certo possibile che riesca a sopperire ad ogni bisogno umano. Questo vale anche per ciò che riguarda i colloqui di lavoro.

Prepararsi ad un colloquio con l'intelligenza artificiale

Prepararsi ad un colloquio con l’intelligenza artificiale può essere una buona pratica, contare solo sull’IA imparando a memoria ciò che restituisce invece proprio no. Vi starete chiedendo il perché di una simile affermazione. La risposta più consona è probabilmente: “Chat GPT non può calarsi nella realtà umana”, quindi può sì dare dei suggerimenti, ma niente di più, il tutto va poi personalizzato con un proprio metodo e soprattutto attraverso le concrete esperienze personali di ognuno. Il rischio di questi strumenti, che sono sicuramente utili, è quello per il quale qualcuno conti di farci un affidamento praticamente totale, riducendo di molto le prestazioni e la qualità di, per dirla in maniera molto chiara, un po’ tutto.

Il colloquio simulato con un impiegato

Simulando un colloquio di lavoro per il posto di un impiegato amministrativo, chat GPT ha assunto sia il ruolo dell’intervistatore che quello del candidato. Lo scopo è chiaramente quello di far rendere conto a chi ha fatto la richiesta di cosa potrebbe venire domandato durante un colloquio (ovvero quali potrebbero essere i punti affrontati dal recruiter) e quali invece dovrebbero essere le risposte del candidato. Però, se analizziamo il tipo di comunicazione utilizzato dalla IA, scopriamo diversi punti deboli. Proviamo quindi a leggere una parte di testo, che segue dall’inizio della simulazione.

Intervistatore: Ottimo. Parliamo delle tue esperienze lavorative passate. Puoi condividere con noi qualche dettaglio sulle tue responsabilità principali nel tuo ruolo precedente?

Candidato: Certamente. Nel mio lavoro precedente presso [Nome dell’azienda], ho gestito le attività quotidiane del reparto [Nome del reparto], coordinando le comunicazioni interne ed esterne, elaborando documenti ufficiali e garantendo una gestione efficiente degli archivi. Ho anche partecipato attivamente a progetti strategici che hanno contribuito al miglioramento dei processi interni.

Intervistatore: Molto interessante. Come affronti situazioni stressanti o scadenze stringenti? Puoi fornire un esempio di quando hai gestito con successo una situazione simile?

Candidato: Affronto situazioni stressanti con un approccio metodico e organizzato. In una situazione precedente, durante un periodo di intensa attività, ho sviluppato un piano dettagliato per gestire le priorità, assegnando compiti in base alle competenze del team. Questo ha permesso di mantenere la produttività e di rispettare le scadenze.

Come è abbastanza facile notare, le frasi utilizzate da Chat GPT sono piuttosto standard, come standard è il contenuto. Riferire ad un intervistatore che sono state coordinate “le comunicazioni interne ed esterne” significa semplicemente dirgli di aver fatto delle telefonate e risposto alle mail. Va bene, è certamente una cosa da dire, ma spiegato così vuol dire tutto e niente. Quali erano i contenuti delle telefonate? Che livello di difficoltà avevano le mail? Si trattava solo di rispondere a domande semplici o è stato ad esempio necessario spiegare situazioni complesse ed indicare delle soluzioni, magari anche mediate a causa di esigenze differenti dei colleghi? E nel caso, quali sono state queste soluzioni? E come ci si è arrivati? Un intervistatore potrebbe voler sapere dettagli molto precisi, di conseguenza usare l’intelligenza artificiale per comprendere gli argomenti che potrebbero essere trattati in un colloquio è sicuramente utile, ma prepararsi ad un colloquio con l’intelligenza artificiale imparando solo i testi restituiti a memoria è qualcosa di assolutamente sconsigliabile. Chat GPT semplifica, per sua stessa natura, cose che invece possono essere molto articolate ed alle quali bisogna saper dare risposte precise e puntuali.

Anche nel caso della seconda parte di simulazione riportata possiamo fare esattamente lo stesso discorso: dire “ho sviluppato un piano dettagliato per gestire le priorità, assegnando compiti in base alle competenze del team”, vuole dire ben poco. E’ ovvio che colleghi diversi hanno ruoli, mansioni ed esperienze differenti ed a nessuno che non sia una sorta di autolesionista verrebbe in mente di assegnare compiti non in linea con le mansioni di cui sopra, salvo che ovviamente vi sia una situazione di emergenza a richiederlo. In buona sostanza un intervistatore probabilmente non verrà soddisfatto da una risposta generalista e anche abbastanza ovvia come quella riportata.

E nemmeno è possibile semplicemente far notare che si affrontano “situazioni stressanti con un approccio metodico e organizzato”. E’ abbastanza palese che affrontarle in modo caotico e casuale non porti assolutamente a nulla se non a fare danni. Quindi, sì, queste frasi anche un po’ politicamente corrette vanno benissimo, ma devono avere dietro l’esperienza concreta: qual è il “piano dettagliato”? Qual è “l’approccio metodico e organizzato”? Come è stato sviluppato? Funziona? Può essere migliorato? Di quanto? E dove? E’ adattabile al contesto della nostra azienda? Potreste trovarvi a rispondere a domande ficcanti di questo tipo e, o si evitano certi concetti (quelli forniti dalla IA) o se li si vuole riferire, bisogna essere pronti a sostenere la propria posizione fino in fondo. Nel prepararsi ad un colloquio con l’intelligenza artificiale usando solo quella, il rischio è quello di fare brutte figure, dando l’impressione di aver letteralmente inventato qualcosa, oppure di aver veramente operato in quel modo senza però essersi resi conto di quel che si è fatto. Ciò darebbe indubbiamente l’idea di una certa superficialità. E non sarebbe sicuramente un buon biglietto da visita.

Il colloquio simulato con un impiegato amministrativo

Più specifico come ruolo, abbiamo chiesto a Chat GPT di simulare un colloquio con un impiegato amministrativo, in modo da notare le differenze con quello simulato per l’impiegato “semplice”. Qui bisogna notare che se le domande dell’intervistatore virtuale sono cambiate in un modo abbastanza significativo, le risposte del candidato (anch’esso virtuale) non sempre si sono distinte da quelle date nella simulazione del colloquio con l’impiegato. E, non sempre, a dirla tutta, la IA ci ha azzeccato. Analizziamo i testi per capirci qualcosa di più e mettere in luce punti di forza e di debolezza di Chat GPT e, quindi, dove il candidato vero è tenuto ad intervenire, caso mai dovesse decidere di servirsi della IA per prepararsi ad un colloquio.

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Intervistatore: Molto bene. Un’altra parte essenziale del ruolo riguarda la gestione dell’agenda e delle comunicazioni. Puoi parlarmi di come hai gestito queste responsabilità nel tuo lavoro precedente?

Candidato: Assolutamente. Ho gestito con successo l’agenda del mio responsabile, pianificando riunioni, appuntamenti e viaggi. Ho coordinato le comunicazioni interne ed esterne, assicurandomi che fossero chiare e tempestive. Nel contempo, ho rispettato le scadenze per la preparazione di documenti importanti e ho collaborato strettamente con il team per garantire una comunicazione efficace.

Intervistatore: Molto interessante. Affrontiamo ora una questione di multitasking. In un ambiente amministrativo, è spesso necessario gestire più attività contemporaneamente. Puoi condividere un esempio in cui hai dovuto affrontare situazioni di multitasking e come hai gestito la situazione?

Candidato: Certamente. In un periodo particolarmente intenso, ho dovuto gestire contemporaneamente diverse attività, inclusa la preparazione di report mensili, la risoluzione di problemi logistici e la gestione delle telefonate e delle email. Ho organizzato le priorità, stabilendo un ordine di importanza, e ho suddiviso il lavoro in fasi gestibili, garantendo che ogni compito fosse completato accuratamente e nei tempi previsti.

La prima cosa che si nota è che Chat GPT propone di riportare qualcosa di molto personale, ovvero un giudizio: dire infatti “Ho gestito con successo l’agenda del mio responsabile” è, a parte un qualcosa di quasi indimostrabile durante un colloquio di lavoro (salvo entrare in dettagli, che però potrebbero essere di quelli non rivelabili ad un’altra azienda), anche un giudizio personale. Certamente nessuno direbbe mai “dovevo gestire l’agenda del mio responsabile ma non ci sono riuscito”, però il fatto è che aggiungere “con successo” sembra un po’ una forzatura atta a “tirarsela”, ovvero a vantarsi di un qualcosa che invece è meramente un compito lavorativo standard. Così come è un compito base quello che riguarda la frase “ho rispettato le scadenze per la preparazione di documenti importanti”. E’ ovvio che sia necessario fare così. Nessuno direbbe mai di non aver rispettato le scadenze per colpa sua, ma anche sostenere che sia un merito aggiuntivo averle rispettate sembra un po’ un discorso ardito e stucchevole. L’impiegato (amministrativo o meno) è comunque tenuto a rispettare le scadenze quando le ha.

Diverso è il discorso di quando una scadenza non riesce, per motivi per così dire strutturali, ad essere rispettata. Chat GPT questo non lo suggerisce, ma segnalare un problema e mettere in luce come lo si è risolto, o comunque mitigato può essere un ottimo colpo ad un colloquio. Seguendo il modello STAR e quelli similari, si può tranquillamente spiegare come, ad esempio, un report che andava compilato per il 31 gennaio, sia stato per motivi impossibili da risolvere al 3 febbraio, ma spiegandoche se non si fossero adottate svariate misure di contenimento dei tempi, che sono state possibili grazie alla propria esperienza ed alle proprie competenze, quel report sarebbe arrivato magari il 15 o il 20 febbraio. Quindi sì, c’è stato un ritardo impossibile da eliminare, ma si è comunque provveduto a limitare al minimo il danno aziendale.

Andando avanti con l’analisi, anche spiegare che “ho organizzato le priorità, stabilendo un ordine di importanza, e ho suddiviso il lavoro in fasi gestibili” sembra essere un concetto molto basilare. E’ sicuramente giusto riportarlo e bene fa Chat GPT a segnalare l’esigenza di farlo, ma una frase messa lì così, senza esempi, senza spiegare la situazione, senza riferimenti concreti insomma, lascia un po’ il tempo che trova. E’ del tutto normale infatti organizzare le priorità lavorative e suddividere il lavoro in un modo facilmente gestibile. Nessuno farebbe il contrario insomma. In questo caso si nota inoltre come vi sia una similitudine nel segnalare da parte della IA i concetti di “rispetto delle scadenze” e “organizzazione delle priorità”, che campeggiano in entrambe le simulazioni. Quindi, a parte per alcuni argomenti specifici (tipo l’utilizzo di programmi informatici, correttamente segnalati dalla simulazione del colloquio con l’impiegato amministrativo), Chat GPT sembra faticare abbastanza nel distinguere concretamente tra un ruolo più generale ed uno più specifico della medesima area lavorativa. E questo è chiaramente uno dei motivi principali per i quali non è possibile prepararsi ad un colloquio con l’intelligenza artificiale utilizzando solo la stessa, magari nel tentativo di velocizzare i tempi e ridurre l’impegno personale.

Il colloquio simulato con un candidato per un posto di quadro

Il colloquio simulato con il quadro è un po’ diverso dagli altri due fin qui descritti, però anche in questo caso la IA distingue i ruoli fino ad un certo punto ed è comunque sempre molto generale e a tratti un po’ vaga.

Intervistatore: Ottimo. Puoi descriverci una situazione in cui hai gestito con successo un progetto complesso o una sfida aziendale?

Candidato: Certamente. In una situazione passata, ho guidato l’implementazione di un nuovo sistema di gestione [specificare sistema] per ottimizzare i processi interni. Ho collaborato con il team per identificare le esigenze, coordinare la formazione del personale e garantire una transizione senza intoppi. Il risultato è stato un aumento dell’efficienza del 25% e una riduzione dei costi operativi del 15%.

Intervistatore: Molto interessante. Come affronti la gestione del personale e la promozione di un ambiente di lavoro positivo?

Candidato: Penso che la gestione del personale sia fondamentale. Ho una filosofia incentrata sull’ascolto attivo e sulla valorizzazione delle competenze del team. Organizzo regolarmente sessioni di feedback e sviluppo professionale. Creare un ambiente aperto alla comunicazione e alla collaborazione è essenziale per mantenere alti livelli di motivazione e produttività.

Qui la IA fornisce dei numeri reali (25% e 15%) cosa sicuramente ottima, però essa deriva da qualcosa di molto poco misurabile: “identificare le esigenze”, va bene, ma di chi? E quali erano? Come sono stati risolti i problemi? E ancora: “ho una filosofia incentrata sull’ascolto attivo e sulla valorizzazione delle competenze del team”. Certamente è così, ma chi mai direbbe il contrario? Sostanzialmente Chat GPT sfocia molto spesso nel cosiddetto politically correct scrivendo frasi incontestabili praticamente da chiunque e che però non rispecchiano esattamente una situazione reale dove le cose possono diventare veramente molto più complicate.

Il colloquio simulato con un operaio ed un operaio specializzato

Cambiando settore lavorativo, abbiamo chiesto all’intelligenza artificiale di simulare un colloquio con un operaio, cioè con qualcuno che usa fisicamente le mani per svolgere il suo lavoro, anche sopportando a volte una buona dose di fatica.

Intervistatore: Ottimo, Marco. Può descrivere alcune delle attività che ha svolto presso la sua precedente azienda?

Candidato: Certamente. Ho lavorato principalmente nella linea di produzione, dove ero responsabile del controllo qualità e dell’assemblaggio di componenti. Ho anche gestito la manutenzione di base dei macchinari, garantendo che fossero sempre in ottime condizioni di funzionamento.

Intervistatore: Molto bene. Quali competenze specifiche ha sviluppato durante la sua esperienza lavorativa che ritiene siano utili per questo ruolo?

Candidato: Ho acquisito una buona conoscenza dei processi di produzione e ho sviluppato competenze nel controllo qualità. Sono in grado di lavorare in team e ho familiarità con l’uso di attrezzature industriali. Inoltre, sono abile nell’esecuzione di compiti ripetitivi con attenzione ai dettagli.

Adesso per essere ancora più chiari riportiamo parte di ciò che ha restituito la IA quando le abbiamo chiesto di simulare un colloquio anche con un operaio specializzato. Quindi stesso settore, ma con una specifica in più, così come abbiamo fatto per gli impiegati.

Intervistatore: Ottimo. Puoi parlarci delle tue competenze specifiche nel settore e delle certificazioni che potresti avere?

Candidato: Certamente. Ho una solida competenza in [elenco delle competenze], tra cui [specifiche competenze tecniche]. Ho ottenuto la certificazione in [nome della certificazione], che mi ha aiutato a sviluppare competenze avanzate nel mio campo. Sono sempre interessato a rimanere aggiornato sulle nuove tecnologie e metodologie del settore.

Intervistatore: Come affronti situazioni di pressione o scadenze strette nel tuo lavoro?

Candidato: Ho imparato a gestire la pressione attraverso l’organizzazione e la pianificazione. Preparo un piano dettagliato delle attività da svolgere, stabilendo delle priorità chiare. Inoltre, sono abituato a collaborare strettamente con il mio team per garantire che tutti siano consapevoli degli obiettivi e delle scadenze.

Come si evince facilmente dai testi sopra riportati, Chat GPT riesce a distinguere abbastanza bene tra un operaio semplice ed uno specializzato, però un po’ paradossalmente distingue molto meno quest’ultimo da un impiegato. Infatti riporta concetti che abbiamo già visto in entrambi i casi riguardanti chi lavora in ufficio, come quello di preparare un piano per le attività e stabilire delle “priorità chiare”. Se è vero che un operaio specializzato fa anche questo, in un colloquio per un posto di questo tipo è più importante concentrarsi sulle mansioni specifiche dell’operaio, in quanto il recruiter vorrà certamente sapere se si è in grado di pianificare un’attività, ma probabilmente preferirà conoscere, magari anche meticolosamente, ad esempio quali sono le prestazioni su un determinato macchinario sul quale gli viene comunicato di avere davanti un esperto di tutto rispetto. Insomma la IA centra alcuni obiettivi, ma prepararsi ad un colloquio con l’intelligenza artificiale abbandonandosi ad essa e pensando che possa risolvere tutto in poco tempo è veramente qualcosa che è meglio non fare.

Prepararsi ad un colloquio con l’intelligenza artificiale: conclusioni

Riassumendo, possiamo affidarci ad un’intelligenza artificiale per prepararci ad un colloquio? La risposta è sì, se si accetta il fatto che assieme al suo utilizzo c’è anche un lavoro molto personale da fare. La risposta è no se si pensa che possa fare quel che invece a fare dovrebbe essere l’uomo. Bisogna capire infatti che Chat GPT e le altre intelligenze artificiali, prima di tutto nascono per aiutare l’essere umano e non per sostituirlo, anche se qualcuno a dire il vero ci prova per risparmiare tempo e soldi. Ma a parte questo, sono anche state progettate per non offendere nessuno e quindi necessariamente restituiscono risultati generali ed accettabili da tutti. Ma ad un colloquio non si può fare così, bisogna sapersi calare nella realtà, la propria e riuscire a far comprendere tale realtà a chi si ha davanti.

Un altro limite dell’intelligenza artificiale quando simula i colloqui è che il suo essere molto politically correct riduce di molto i possibili contenuti. E’ per forza così, però ad esempio tutte le simulazioni danno per scontato che durante un colloquio vada sempre tutto bene. E cioè che il candidato sia il migliore possibile, il recruiter il più gentile e ben disposto, il posto di lavoro il più desiderato e via dicendo. Ma nel concreto ciò accade pochissime volte. Spesso si arriva ai colloqui agitati e trafelati, e ci si trova ad interagire con persone che magari hanno lo stesso problema per altre ragioni, oppure hanno un brutto carattere. O ancora il brutto carattere lo ha il candidato. Il posto di lavoro spesso non è certo quello dei sogni e da qui nascono una serie infinita di contrattazioni che non sempre vanno a buon fine.

Insomma, Prepararsi ad un colloquio con l’intelligenza artificiale attraverso delle simulazioni può avere una sua utilità, ma bisogna sempre tenere presente che è comunque molto, ma molto teorica e che difficilmente una IA, anche in futuro, permetterà qualcosa di molto più accurato di così, fatta salva l’eventuale decisione degli sviluppatori di sbilanciarsi molto e permettere, dovesse mai essere possibile, contenuti più pesanti. Ciò però non sarebbe esente da rischi anche grossi dovuti all’accettabilità di tali contenuti.

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