Come sopravvivere al lavoro da casa: tre consigli per farcela ai tempi del virus

Il lavoro da casa non è un tabù né la panacea a tutti i mali. Impariamo a sfruttarlo con metodo e saremo davvero “smart”

La pandemia ha cambiato quasi tutto costringendoci a fare i conti con situazioni inedite, che ci hanno colto alla sprovvista snudando fragilità, paure ed insofferenze, ma anche talenti, potenzialità e tanta voglia di migliorarsi. Adesso che i numeri non fanno più troppa paura (ma non autorizzano certo ad abbassare la guardia), possiamo permetterci di tirare una prima linea, avventurandoci in un breve bilancio da consegnare alle generazioni future. O da consultare noi stessi, qualora il virus dovesse tornare a fare prepotentemente capolino nelle nostre ritrovate abitudini. Forti di quanto abbiamo sperimentato in questi mesi, cerchiamo di mettere per iscritto come si può (e si deve) sopravvivere al lavoro da casa, partendo da tre semplici consigli che possono risparmiarci nervature ed improduttività.


3 consigli per lavorare bene da casa

Immaginiamo di scrivere una mail ad un amico che ha vissuto in una realtà parallela e che, adesso che sta per tornare sul pianeta terra, necessita di indicazioni per fronteggiare le insidie del virus che ha segnato un indesiderato spartiacque. Restringiamo il nostro campo d’azione alla sfera lavorativa e proviamo a dargli qualche dritta, facendo tesoro di quello che abbiamo sperimentato nelle nostre case trasformate in uffici, in cui è stato spesso difficile lavorare serenamente.

Fai chiarezza su quello che devi fare

Comunica in maniera chiara col tuo capo e cerca di capire cosa si aspetta che tu faccia. Parlagli della tua situazione personale (senza angosciarlo con particolari o problemi che non è opportuno consegnare a chi ti paga lo stipendio) e cercate di trovare un punto di incontro che non metta a repentaglio il tuo sistema nervoso e non comprometta la redditività dell’azienda. Con ogni probabilità, dovrai modificare il tuo orario di lavoro, modellandolo al tempo che dovrai dedicare ai tuoi figli, agli altri familiari o ai coinquilini. E alla gestione della casa che, mai come adesso, è “vissuta” e necessita quindi di tanta cura e manutenzione.

Essere elastici e flessibili è di vitale importanza; non si tratta di lavorare di meno, ma di rinegoziare le condizioni e di parlarsi schiettamente e seriamente per evitare fraintendimenti e delusioni. Dopo esserti accordato col tuo capo, riferisci quanto avete pattuito alle persone con cui vivi. E’ fondamentale che sappiano quando possono fare affidamento su di te e quando devono, invece, dileguarsi e cavarsela da sole perché sei impegnato al lavoro. Anche se sei in pigiama e digiti i tasti dalla cucina dove sta borbottando il ragù.

Cerca di creare una nuova routine

La convivenza può essere pesante, specie quando a “praticarla” sono persone che, fino a poco tempo prima, si incontravano saltuariamente all’ora di cena per condividere impressioni sulle giornate trascorse fuori. Per evitare che la tua casa diventi una Babele e che i tuoi conviventi inizino a lanciarsi i coltelli guardandosi in maniera obliqua, occorre organizzarsi per bene, senza farsi prendere da maniacali sindromi del controllo che rischiano di sclerotizzare le tensioni.

Come si fa? Cerca di creare una nuova routine, stabilendo degli orari per le mansioni da svolgere. La permanenza forzata a casa deve essere cadenzata da impegni e compiti da portare a termine, con margini di elasticità ragionevoli. Rimandare la consegna di un progetto a dopo pranzo non è la fine del mondo, a patto che non si apparecchi la tavola intorno alle 16.00. Non cedere alla sirena del caos e datti delle nuove regole: ti serviranno a convivere più serenamente coi tuoi cari e ad ottenere di più al lavoro.

Non isolarti

In tempi di smart-working, abbiamo stretto il nostro “patto di sangue” col computer che è diventato il “motore immobile” a cui ci siamo rimessi, con ieratica devozione. Fai attenzione: la stretta dipendenza dal pc potrebbe portarti ad imboccare sentieri tortuosi trasformandoti in un “nerd” (fuori corso) che trova scocciante condividere gli spazi con altre forme di vita parlanti. Dedica alla tecnologia solo il tempo necessario per ideare, sviluppare e portare a termine i lavori che ti vengono assegnati ed evita di intrattenerti online per scansare il muso lungo di tua moglie (o tuo marito) che ciondola per casa o per colmare quei vuoti che, tra le quattro mura domestiche, sembrano farsi più profondi ed angoscianti.

Mantenere e coltivare i rapporti umani, in circostanze come queste, è importantissimo; anche quando si tratta di litigare o compatire chi è costretto a stare a casa insieme a te. La convivenza ti indurrà a smussare le tue spigolature e a lavorare sulla tua capacità di sopportazione. Se sarai bravo a sfruttare la situazione, ne uscirai migliorato, anche sul fronte lavorativo. Non isolarti più di quanto il virus ti costringa a fare e cerca di “frequentare” il più possibile amici, parenti e colleghi che, come te, vivono alla giornata.

Il lavoro da casa come opportunità

E adesso che la nostra corposa mail è stata inviata, proviamo davvero a tirare le somme. Il blocco che ci ha costretto a casa per mesi è stato psicologicamente dispendioso (per non parlare delle conseguenze economiche), ma ha anche apportato dei benefici. O per lo meno, ha fornito delle occasioni di crescita e di miglioramento. Abbiamo saputo sfruttarle? Siamo riusciti a capitalizzare – in termini umani e professionali – i cambiamenti derivati da questa provante esperienza? Il lavoro da casa non è un tabù né la panacea a tutti i mali: ricorrervi con metodo e strategia è quello a cui ogni azienda o ente pubblico dovrebbe aspirare. A prescindere dai rischi pandemici. Quando i confini tra il lavoro e la vita privata si fanno labili, trovare una soluzione diventa irrimandabile. Sforziamoci di pensare in maniera più elastica e flessibile e prepariamoci a diventare lavoratori “smart”, che amano interagire di presenza, ma sanno anche rimanere connessi quando devono confinarsi a casa.

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