Consulenti del lavoro: in arrivo pensioni più alte grazie all’introduzione di nuove misure

Sono in arrivo dei trattamenti pensionistici più alti per i consulenti del lavoro, il tutto grazie a nuove misure introdotte dal nuovo regolamento di previdenza ed assistenza Enpacl. le novità entreranno in vigore dal 1° gennaio 2020.

Sono in arrivo delle pensioni più alte per i consulenti del lavoro. Il tutto grazie ad una serie di nuove misure introdotte nel regolamento di previdenza ed assistenza Enpacl, ossia la cassa dei consulenti del lavoro. Le nuove misure entreranno in vigore a partire dal prossimo gennaio. Vediamo di cosa si tratta.


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Consulenti del lavoro: in arrivo pensioni più alte

Ci sono una serie di buone notizie per gli appartenenti alla categoria dei consulenti del lavoro. In arrivo trattamenti pensionistici più alti, grazie ad una serie di misure introdotte nel nuovo regolamento di previdenza ed assistenza dell’Enpacl, la cassa dei consulenti del lavoro. Si tratta di agevolazioni per la categoria, che entreranno in vigore a partire dal 1°gennaio 2020. Moderne forme di ricongiunzione e di volontarietà faranno aumentare il peso degli assegni pensionistici, mentre per tutti coloro che si trovano in una situazione di mora, arriva il ravvedimento. La stessa Gazzetta Ufficiale, ha pubblicato lo scorso 12 luglio, la delibera 145/2018 che contiene una revisione, con tutta una serie di novità del regolamento connesso alle pensioni dell’Enpacl.

Consulenti del lavoro: ecco come aumentare l’assegno pensionistico

Novità in arrivo per quanto riguarda il trattamento pensionistico dei consulenti per il lavoro. Il tutto dettato da una serie di provvedimenti contenenti soprattutto agevolazioni, per quanto riguarda il regolamento di previdenza ed assistenza Enpacl. L’effettivo aumento della pensione dei consulenti del lavoro, sarà fondamentalmente possibile grazie alla ricongiunzione e la contribuzione volontaria.

Viene riconfermata la ricongiunzione onerosa dei periodi di contributi versati prima del 2013 presso altre Casse oppure all’Inps. La vera novità, sta nella gestione tutta nuova in caso di eventuali eccedenze contributive. Infatti, i contributi eccedenti, rispetto a quelli previsti da Enpacl e da dover ricongiungere, non verranno più incassati dall’Ente stesso, ma ricadranno sul montante del consulente del lavoro, il tutto andando ad aumentare la pensione ed a maturare l’anzianità.

Altra novità riguarda la ricongiunzione non onerosa. Per aumentare l’ammontare del proprio assegno pensionistico, sarà possibile portare in Enpacl anche altri periodi contributivi. Il tutto senza alcun effetto sull’anzianità contributiva stessa. Si prevede circa un 62% di iscritti all’Ente ed interessati a tale ricongiungimento. Altra novità è legata al debutto della contribuzione volontaria per gli iscritti anche ad altre Casse. Prima dell’introduzione delle novità, chi optava per un’altra Cassa, era infatti tenuto a versare l’integrativo ad Enpacl. Ora è possibile aggiungere versamenti volontari andando a maturare una pensione di scorta.

Ciò che ha reso possibile le agevolazioni pensionistiche per i consulenti del lavoro

Tutte queste misure ed agevolazioni, sono state possibili anche grazie agli ottimi risultati raggiunti da Enpacl nel 2018. Infatti, l’ente ha chiuso lo scorso anno con ricavi pari a 250 milioni, per un patrimonio di 1,2 miliardi di euro. Come spiega Alessandro Visparelli, il presidente di Enpacl: “alla base degli ottimi risultati per il 2018, vi è anche la ripresa dei fatturati dei nostri iscritti, che hanno garantito un maggior gettito contributivo”. Si tratta di un successo per l’Ente stesso che ha potuto così permettersi di mettere in campo tutta una serie di novità e di incentivi per i suoi iscritti, andando a garantire un aumento della loro pensione.

La formula che permette i pagamenti a rate

Interessante è anche la formula che permette di procedere con molti pagamenti in differenti rate. Un esempio è quello del riscatto del praticantato, fino ad oggi rateizzabile per la metà del periodo stesso. A partire dal prossimo anno, il tutto potrà essere suddiviso in 60 differenti rate, indipendentemente dai periodi da dover riscattare. In generale, a subire un’ulteriore diluizione, saranno tutte le rateazioni connesse ai debiti contributivi, con un limite massimo da 5 a 7 anni.

Inoltre, saranno dimezzati gli importi minimi delle rate la stessa soglia da cui è possibile rateizzare. Novità anche per i consulenti del lavoro in condizioni di mora. Questi possono volontariamente pagare i debiti relativi all’anno precedente, ottenendo una riduzione delle sanzioni pari al 70%. Ed ancora, un altro modo per versare meno sanzioni è quello di procedere con un patteggiamento entro un mese. Si tratta di un a misura a favore dei consulenti del lavoro che non hanno potuto versare i contributi, ma che vogliono comunque andare a regolarizzare la loro posizione.

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