Coronavirus: i luoghi ad alto rischio di contagio. Ecco cosa bisogna evitare

Quali sono i luoghi ad alto pericolo di contagio da coronavirus? Ecco i posti che bisogna evitare e quelli più sicuri. Attenzione anche alle superfici

Quali sono i luoghi più pericolosi in cui il rischio di contagio da coronavirus aumenta sempre di più? Secondo le ultime ricerche ci sono dei particolari posti in cui ci si contagia di più ed altri in cui il rischio è minore. Ecco quello che bisogna evitare per stare più tranquilli.


Coronavirus e contagi

fase 2 covid-19

Il nuovo Dpcm entrato in vigore da poco, contiene misure che hanno lo scopo primario di limitare i contagi da coronavirus. Purtroppo nel corso di poche settimane le persone infettate sono incrementate sempre di più. Tanti gli asintomatici che sono dei veri e propri portatori di virus liberi di girare in ogni luogo possibile ed immaginabile. Intanto, le nuove misure restrittive rimarranno in vigore fino ai primi di dicembre, data in cui, a seconda dell’andamento della curva epidemiologica si deciderà cosa fare e come procedere. Quali sono i luoghi in cui ci si contagia più facilmente? Come evitare il contagio? Sicuramente l’uso della mascherina, il distanziamento sociale, uscire il meno possibile ed igienizzarsi spesso le mani sono di notevole importanza per evitare di infettarsi. In ogni modo non sempre è possibile rimanere a casa. A tal punto diventa importante conoscere quali sono i luoghi dove il pericolo di contagio è alto e quali sono quelli con pericolo più basso.

Dove è più facile contaminarsi

Diversi studi hanno analizzato i posti ed i luoghi in cui il rischio di contagio da coronavirus incrementa notevolmente. In Puglia, il virologo Pier Luigi Lopalco ha condotto studi e ricerche per cercare di capire i luoghi effettivi dove il rischio di contagio aumenta. Il tutto dipende da diversi fattori, come ad esempio: il trovarsi all’aperto o al chiuso, il numero di persone che ci sono, l’uso della mascherina o meno, la quantità di superfici che tocchiamo e tanto altro. Tra i luoghi ad alto tasso di contagio coronavirus troviamo i macelli, a causa del freddo delle celle frigorifere che abbassano le difese immunitarie di chi ci lavora. A seguire ci sono le chiese, in particolare quelle dove sono presenti cori che emettono micro-goccioline potenzialmente contagiose. Anche se gli spettatori sono all’aperto, gli stadi restano dei luoghi pericolosi. In questo caso bisogna considerare l’alto numero di persone che uno stadio può ospitare, il fatto che la gente urla, canta, parla ad alta voce. Anche le discoteche sono particolarmente pericolose, perché si creano facilmente degli assembramenti.

Coronavirus: scuole, ristoranti e trasporti sono rischiosi?

L’aumento dei contagi in Italia si è avuto a partire da ottobre. Perchè? Probabilmente perché c’è stata la riapertura della scuola e questo ha comportato lo spostamento di circa 9 milioni di persone al giorno. Inoltre, il ritorno in ufficio per molti impiegati ha dato il suo contributo. In effetti, le scuole sono luoghi abbastanza sicuri, dove ci si contagia poco, il problema sono stati i mezzi di trasporto ed assembramenti vari fuori dalle scuole. I ristoranti possono diventare luoghi di contagio nel momento in cui non si rispettano le regole sulla sicurezza ed il distanziamento sociale. Inoltre, bisogna stare particolarmente attenti alle superfici che si toccano, in quanto il virus può resistere su di esse per diverso tempo.

Le superfici portatrici di contagi

Le superfici che quotidianamente tocchiamo possono diventare pericolose, perché il virus ha la capacità di resistere per diverso tempo su di esse. A tal proposito, le università americane Tufts e Berkeley si sono preoccupate di prelevare dei campioni su 33 superfici in circa 12 luoghi pubblici. Lo scopo della ricerca era proprio quello di vedere quanto covid si annida su di esse. Sono stati analizzati bancomat, negozi, maniglie, metropolitane e mezzi di trasporto pubblici, distributori di benzina, pulsanti dei semafori, lavanderie e tanto altro. I ricercatori hanno trovato tracce di coronavirus sull’8,3% delle superfici analizzate. In particolare, la maggior parte di covid è stata riscontrata sulle maniglie di cassonetti e di negozi, ma anche in metro e banche. La nota positiva è che la quantità di virus riscontrata non era sufficiente a contagiare qualcuno. Altro aspetto rilevante che gli esperti hanno notato è che all’aumentare della temperatura, diminuisce la presenza del virus sulle superfici. In ogni caso il rischio di contagio diminuisce nei luoghi aperti, con ricambio d’aria, con poche persone e limitate superfici da toccare.