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Cosa vogliono davvero trovare le persone quando cercano “Risorse Umane” sui social (soprattutto su Tiktok)

Negli ultimi anni, i social network stanno diventando sempre più dei punti di riferimento per coloro che sono alla ricerca di un impiego, ma anche per coloro che già sono…
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Negli ultimi anni, i social network stanno diventando sempre più dei punti di riferimento per coloro che sono alla ricerca di un impiego, ma anche per coloro che già sono occupati. Sempre più persone si iscrivono a queste piattaforme per ottenere informazioni sul lavoro. Digitano parole come risorse umane, HR, colloquio risorse umane, stipendio HR, speranzosi di trovare dei video, dei post e, quindi, delle spiegazioni utili e concrete. Chi comincia con questa tipologia di ricerca non spera di certo di trovare manuali o definizioni tecniche, comprensibili solo da coloro che sono dentro e, quindi, dagli addetti ai lavori. Le persone vogliono sapere cosa succede davvero nelle aziende e nei colloqui, come funziona il mondo professionale, certo, ma dal punto di vista umano. Dopotutto, si privilegia sempre la pratica alla teoria e, di conseguenza, la concretezza e la comprensione di risposte reali al linguaggio aziendale. Per questo, alcuni tipi di contenuti risultano molto più richiesti e seguiti di altri. Vediamo quali sono:

1) Il dietro le quinte dei colloqui di lavoro

Uno dei temi più cercati online, quando si parla di risorse umane, è il colloquio di lavoro. Molti utenti vogliono capire:

  • come ragionano davvero i recruiter
  • la ragione per la quale dopo una candidatura spesso non si riceve un feedback
  • quali sono i dettagli che possono portare alla buona riuscita dell’intervista
  • cosa non bisogna dire

I contenuti che funzionano di più sono quelli trasparenti e diretti:

  • “Gli errori che ti fanno scartare al colloquio”
  • “Cosa si guarda davvero durante lo screening di un CV?”
  • “Quali sono gli atteggiamenti che possono fare la differenza durante la selezione?”

Chi cerca contenuti sulle risorse umane è interessato, soprattutto, a scoprire cosa si nasconde dietro le quinte della selezione del personale.

2) Come trovare davvero un lavoro

Molti utenti, spesso, sono persone che stanno inviando curriculum ad aziende e agenzie per il lavoro senza ricevere risposte. Approdano su Tiktok, credendo di poter trovare contenuti di facile fruizione. Cercano consigli concreti su CV, candidature e colloqui. Non ricercano frasi motivazionali, ma istruzioni chiare su cosa fare e cosa non fare per avere più possibilità di essere scelti.

I contenuti più visti e apprezzati sono quelli che hanno a che fare con la praticità:

  • come prepararsi a un colloquio
  • se bisogna aggiungere una lettera di presentazione all’azienda oltre al CV
  • come mostrare di essere la persona giusta e farsi richiamare
  • come scrivere un CV efficace

Sui social non funzionano i consigli o le frasi di incoraggiamento, ma istruzioni chiare:

  • come rispondere alla domanda “parlami di te”
  • cosa scrivere se non si ha esperienza lavorativa
  • 3 cose da non scrivere nel CV

I candidati hanno bisogno di risposte, non di ulteriori domande.

3) Quanto guadagna un HR Recruiter?

Un altro tema molto cercato riguarda lo stipendio e i contratti. Gli utenti vogliono capire se vengono pagati nella maniera giusta, qual è il funzionamento dei contratti e quali sono i loro diritti. Ciò che attira l’attenzione sono i contenuti sui licenziamenti, periodi di prova e dimissioni.

Cosa si desidera sapere:

  • cosa succede se si viene licenziati
  • come avviene una dimissione
  • quanto si dovrebbe guadagnare
  • cosa è legale o meno

I contenuti che hanno successo sono:

  • quanto dura il periodo di prova?
  • qual è la differenza tra contratto determinato e indeterminato?
  • quanto si guadagna con gli straordinari?
  • cose illegali che alcune aziende fanno

Si ricerca sicurezza quando si digita “risorse umane”.

4) Come ragiona un HR Recruiter?

C’è molta curiosità sul modo di ragionare degli addetti ai lavori. Si nota che tante persone non hanno una concezione chiara delle risorse umane e, di conseguenza, percepiscono questo settore come qualcosa di distante. Gli utenti vogliono sapere cosa conta davvero nella selezione, perché viene scelto un candidato invece di un altro e cosa succede dopo il colloquio.

I contenuti che suscitano curiosità sono:

  • come funziona la selezione
  • cosa succede dopo il colloquio
  • come decide un Recruiter

La gente desidera sapere:

  • se contano più le soft skills o le hard skills
  • se l’aspetto conta durante la selezione
  • se le aziende leggono davvero i CV

Nella selezione vince il CV perfetto o la persona più umana?

5) Racconti veri del mondo delle Risorse Umane

Sui social, i racconti reali sono i più interessanti: esperienze con candidati, situazioni difficili in azienda, errori, problemi e casi strani.

Chi cerca “risorse umane”, spesso, vuole sentire esperienze successe e, quindi, vere, come:

  • colloqui andati male
  • i candidati che hanno avuto più successo durante un colloquio
  • richieste strane dei datori di lavoro
  • valutazioni sbagliate degli HR

Sono i contenuti più apprezzati perché fanno sentire le persone meno sole e fanno pensare: “non succede solo a me”.

Le persone si fidano di chi parla in modo autentico perché si riconoscono.

Se cerchi ‘Risorse Umane’ su TikTok, in realtà stai cercando altro

In fondo, quando le persone cercano “risorse umane” su TikTok, non stanno davvero cercando solo informazioni tecniche. Stanno cercando qualcosa di più vicino, più concreto, risposte umane in cui potersi rivedere. Vogliono capire come muoversi nel mondo del lavoro senza sentirsi perse, come evitare errori, come farsi valere, come affrontare un colloquio senza tremare dentro, come comportarsi con un capo particolare senza perdere la sanità mentale. Vogliono consigli pratici, verità non filtrata e, magari, anche qualcuno che dica: “tranquillo, ci siamo passati tutti”.

È proprio questo che rende i contenuti HR davvero efficaci sulla piattaforma: non basta spiegare, bisogna parlare la stessa lingua, connettendosi. Meno formalità, più realtà. Meno distanza, più empatia. Perché, alla fine, dietro ogni ricerca c’è una persona che lavora, che sbaglia, che prova a migliorarsi e che, tra un video e l’altro, spera di trovare non solo risposte, ma anche meno solitudine.


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