Covid 19 e lavoro. L’importanza di promuovere la cultura dell’antifragilità

Viviamo momenti difficili, si respira nuovamente un’aria di incertezza e preoccupazione e se la timida ripresa delle attività economiche aveva dato sollievo anche al nostro equilibrio psicologico, l’aumento dei contagi e lo spettro delle nuove restrizioni a singhiozzo ritorna a generare timori.
Leggendo la storia di uomini ed imprese che stanno provando ad affrontare con lucidità questo periodo, o che hanno superato in passato diverse situazioni di crisi globale, si nota un elemento comune tra esse, sul quale riflettere: l’antifragilità.

Inutile girarci intorno, viviamo momenti difficili, si respira nuovamente un’aria di incertezza e preoccupazione e se la timida ripresa delle attività economiche aveva dato sollievo anche al nostro equilibrio psicologico, lo spettro delle nuove restrizioni a singhiozzo ritorna a generare timori. In questi frangenti vengono meno due elementi: il tempo e la sicurezza. Non abbiamo conoscenza di quanto tempo durerà la situazione d’instabilità e siamo privi di solide certezze alle quali aggrapparci e che possano sostenere i nostri progetti a lungo termine.


Gli studiosi ci insegnano a guardare sempre a chi ce la fa, a come ce la fa e, se proprio non riusciamo a farcela, ci consigliano di imparare sempre qualcosa di nuovo. Provando a seguire questo consiglio e leggendo la storia di alcune imprese che stanno affrontando con lucidità questo periodo, o che hanno superato altre situazioni di crisi globale, si nota un elemento comune tra esse: l’antifragilità.

Che cosa significa Antifragilità

antifragilità

Antifragilità è un termine figlio dello scrittore, docente universitario, filosofo e matematico Nassim Nicholas Taleb e della sua opera ”Antifragile, prosperare nel disordine, del 2012; un testo diventato un best seller. ”Chiunque riesce a trarre da un evento negativo più vantaggi che svantaggi è antifragile” (Nicholas Taleb). L’antifragilità è l’opposto della fragilità, ma non va confusa tuttavia con la resilienza. Il resiliente è colui che non modifica il suo pensiero e la sua azione, resiste ai colpi e continua a percorrere il sentiero di sempre; l’antifragilità invece è la capacità di avviare un processo di mutamento, non solo per sopravvivere ad una situazione ostile ma per sfruttarla a proprio vantaggio. L’antifragile è paragonabile alle creature che si evolvono in ambienti ostili, adattandosi al cambiamento e migliorando se stesse; è una forma di Darwinismo del XXI secolo;

Fragilità e robustezza

Quando un oggetto è fragile, siamo abituati a lavorare per renderlo più forte, affinché possa resistere meglio ai colpi. Il limite dell’oggetto reso più robusto è tuttavia costituito dal fatto che aumentano solo la sua resistenza e resilienza, ma non viene affatto liberato della sua fragilità e, di fronte ad una pandemia come quella che stiamo vivendo, la sola resilienza non basta, non ha senso, occorre qualcosa di diverso. E’ impossibile andare avanti come abbiamo sempre fatto, lasciando immutato il nostro modo di agire e ragionare di fronte ai problemi, agli affari, alla vita.

L’antifragilità si nutre del disordine

Se la fragilità è nemica dell’incerto, dell’inatteso, del caos, l’antifragilità si nutre proprio del disordine, cresce nel caos e si evolve in esso. La persona antifragile non resta troppo tempo a rimuginare, osserva la realtà ed agisce con ”fiuto”. Non solo non possiamo avere, secondo Taleb, sempre tutto sotto controllo, ma gli imprevisti sono funzionali all’evoluzione e vanno sfruttati a nostro favore. ‘‘Prosperare nel disordine”.

Promuovere la cultura del tentativo e dell’errore

Se comprendiamo il concetto di anticorpi, il funzionamento di un vaccino, il processo di adattamento degli organismi, comprenderemo anche cosa s’ intende per importanza dell’errore. Prendersi tanti piccoli rischi, commettere costantemente piccoli errori per evitarne uno più grande e distruttivo e sfruttarli tutti a nostro favore, per ottenere in cambio cospicui vantaggi. Pensiamo ai farmaci utilizzati per la cura di altre patologie rivelatisi poi efficaci per il trattamento di pazienti covid, in seguito ad intuizioni, tentativi ed anche errori.

Concetto di antifragilità applicato all’impresa

Ranjay Gulati, professore di economia della Harvard Business School, nel 2010 sosteneva che nelle ultime crisi finanziarie si potevano osservare tra le imprese che ce l’avevano fatta, due tipologie di approccio:

  1. Imprese che avevano messo da parte risorse, abbattuto i costi ed atteso tempi migliori per partire.
  2. Imprese che non solo avevano resistito alla crisi ma avevano anche sfruttato il momento per uscirne fuori più forti delle loro competitor.

Le imprese che erano migliorate erano accomunate dal pensiero che in una situazione di caos, agire e rischiare di sbagliare è meglio che rimanere inerti.

L’impresa ideale, secondo Taleb, non teme il fallimento

L’idea di fragilità applicata all’impresa può essere facilmente collegata al concetto di rischio. Il rischio d’impresa dipende da eventi inattesi, dai quali possono derivare profitti oppure perdite. I rischi di qualunque genere (finanziari, strategici, operativi etc.) possono essere calcolati, ma non vanno abbattuti, poiché da essi possono derivare anche elementi favorevoli per la crescita dell’impresa. Le barriere, infatti, sono una forma di protezione di un sistema ma anche un suo limite. Per non ritrovarsi chiusi in un acquario, è importante innovare costantemente, cambiare, sperimentare e commettere spesso errori.

Caratteristiche di un’impresa antifragile:

  • è dotata di una struttura produttiva ed organizzativa flessibile;
  • ha capacità d’investire in conoscenza e risorse umane;
  • punta sulla innovazione costante;
  • è amministrata da persone di grande apertura mentale ed intuito;
  • ha capacità di personalizzare prodotti e servizi;
  • è veloce nella distribuzione di prodotti e servizi.

Esempi di antifragilità

Nei mesi trascorsi, abbiamo avuto numerosi esempi positivi di atteggiamento antifragile, da parte di aziende che hanno prontamente riorganizzato la loro attività.

  • Pensiamo al vecchio salumiere sotto casa, che non si è fatto prendere dal panico ed ha creato una rudimentale ma efficace forma di e-commerce, che gli ha permesso di scoprirne le potenzialità ed ora non si è più fermato.
  • L’idea della Isinnova, in collaborazione con Fablab Brescia, di modificare le maschere da sub Decathlon, per creare respiratori dedicati a pazienti covid, grazie all’aggiunta di valvole realizzate con stampanti 3d.
  • Sartorie che si sono convertite in fabbriche di mascherine e camici.
  • Neolaureati che hanno sfruttato questo periodo, per formarsi ancora ed ancora e presentarsi al mercato, quando tutto ripartirà, con nuove skill.
  • Bar convertiti in spazi di coworking per accogliere i lavoratori in smart working.

Un insieme di realtà che non solo hanno tentato di resistere ai colpi ma hanno provato ad abbracciare il cambiamento e l’incertezza, imparando a navigare nella tempesta e ”prosperando” in essa. Secondo Taleb è necessario imparare dagli stoici e tramutare la paura in cautela, trasformare il dolore in insegnamento, gli sbagli in nuovi inizi ed il desiderio nella capacità di percorrere nuovi sentieri.

Una struttura antifragile però non si costruisce in un solo giorno, ma giorno per giorno; essa non è figlia dell’improvvisazione ma di un pensiero antifragile, che va coltivato e strutturato nel tempo. Tuttavia è già un buon inizio, utilizzare questo momento per seminare, riflettere ed organizzarsi, per riuscire ad affrontare future analoghe situazioni di caos, ricordando sempre che: Non è la più forte delle specie a sopravvivere, né la più intelligente bensì quella più responsiva al cambiamento. Nella lotta per la sopravvivenza, i più adatti vincono alle spese dei propri rivali perché hanno avuto successo nell’adattarsi al meglio all’ambiente”. C.Darwin.