Crisi di Governo: se l’esecutivo cade cosa succede al Reddito di Cittadinanza?

Reddito di cittadinanza e tensioni M5S-Lega: conseguenze possibili in caso di crisi di Governo. I motivi che potrebbero portare all’abolizione.

Il Reddito di Cittadinanza è stato sempre uno dei punti di forza del Movimento Cinque Stelle, e questo fin dagli albori della sua campagna elettorale. Quando i parlamentari pantastellati hanno conquistato la maggioranza in Parlamento insieme alla Lega, dunque, uno dei primi obiettivi inseriti nel contratto di Governo è stato proprio l’introduzione del Reddito di Cittadinanza. L’esecutivo, come abbiamo visto, è riuscito ad accordarsi su questo punto, ed oggi il sussidio è attivo. Ma a fronte delle ultime tensioni tra Lega e M5S, in vista di un’eventuale crisi di Governo, quali potrebbero essere le conseguenze?


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Reddito di cittadinanza: conseguenze possibili in caso di crisi di Governo

Per provare ad anticipare le sorti del Reddito di Cittadinanza in caso di crisi di Governo – e quindi di elezioni anticipate – è necessario rifarsi al decreto legge n. 4 del 2019, che riporta appunto le “Disposizioni urgenti in materia di reddito di cittadinanza“. Per analizzare al meglio tutti gli scenari possibili, però, bisogna partire dal principio.

Il Reddito di Cittadinanza, come i ben informati sapranno, è un sussidio rivolto ai cittadini in possesso di determinati requisiti, magari in difficoltà economiche, senza un lavoro e con familiari a carico. L’aiuto economico che viene riconosciuto a questi ultimi ha come scopo l’avvio al mondo del lavoro e il miglioramento della vita sociale dell’individuo e della sua famiglia. L’importo cambia a seconda dei casi, tiene conto del reddito del soggetto richiedente e della composizione del nucleo familiare di cui fa parte.

Il periodo di erogazione del Reddito di Cittadinanza, invece, è uguale per tutti, ovvero: 18 mesi. A questo punto, passato questo lasso di tempo, la domanda che molti si sono fatti è: se prima dello scadere dei 18 mesi il Governo si scioglie il Reddito di Cittadinanza verrà confermato? Ebbene, facciamo subito una premessa. Passati i 18 mesi il rinnovo di cui si parla nel decreto non ha a che fare con le decisioni degli organi  Governo, ma coinvolgerà i beneficiari stessi. Superati i termini di fruizione il beneficiario verrà sottoposto a una nuova verifica.

Se quest’ultimo risulta essere ancora in condizioni di difficoltà, non ha trovato lavoro ed è in possesso dei requisiti richiesti per poter richiedere il sussidio, allora si vedrà riconfermato il Reddito di Cittadinanza. Il decreto legge, infatti, ha istituito in maniera permanente il Reddito di Cittadinanza. Non si tratta di una misura provvisoria né legata alle sorti del Governo.

Reddito di Cittadinanza: i motivi che potrebbero portare all’abolizione

Il Reddito di Cittadinanza, essendo una misura introdotta senza un termine di scadenza, per non essere più operativo dovrebbe essere abolito da apposito referendum popolare o da apposita legge abrogativa. Secondo i più pessimisti, però, vi è oggi un altro problema con cui gli uffici dell’Inps potrebbero fare i conti molto presto. Si tratta di una complicazione insorta in corso d’opera (anche se da diversi esperti preannunciata) che, se si dovesse verificare, costringerebbe gli Istituti Previdenziali di tutta Italia a interrompere l’erogazione del sussidio e a chiudere gli sportelli.

Qualcuno, sicuramente, avrà sentito parlare del problema dei fondi insufficienti al finanziamento del Reddito di Cittadinanza, di cui tanto si è parlato in passato. L’ultimo intervento della Commissione Europe, che ha suggerito al nostro Paese a rivedere le proprie politiche economiche, ha sottolineato come alcune mosse del Governo attuale (tra cui il Reddito di Cittadinanza) siano insostenibili per l’Italia e per il suo debito pubblico. Alcuni, tenendo conto delle prossime azioni restrittive di finanza pubblica, si sono chiesti se i fondi per far fronte al Reddito di Cittadinanza potrebbero venire meno e, quindi, il sussidio  essere sospeso.

Un’azione del genere, in realtà, sarebbe illegittima. La legge di Bilancio ha difatti  previsto le coperture al Reddito di cittadinanza fino al 2022. Qualora queste venissero a mancare sarà lo Stato a doversi preoccupare di ritrovare le risorse poiché, a differenza di altri benefici ed agevolazioni introdotti dalla normativa, il Reddito di Cittadinanza non è stato istituito “A capienza di risorse”.