6 danni da social media alla tua azienda

I danni da social media per un'azienda possono essere letali. Dalle affermazioni "disgraziate" agli hacker.

I social media sono stati inventati per connettere tra loro le persone, quelle che si conoscono, ma non si vedono più da tanto tempo e quelle che non si conoscono ma grazie a loro potrebbero farlo. Ma i social media servono anche alle aziende per farsi conoscere a loro volta e promuovere i loro beni e servizi. Una buona gestione di essi può fare una gran differenza in termini di marchio e di vendite. Allo stesso modo può farla una cattiva gestione, in negativo. I danni da social media insomma, non sono certo trascurabili nell’era del mondo in Rete, anzi caro imprenditore, se hai un’azienda devi prestare più attenzione che mai a ciò che posti su facebook, twitter, linkedin, instagram e soci. Perché il rischio è quello di incorrere in una serie di errori e brutte figure le cui conseguenze potrebbero essere letali per il tuo business. Vediamone 6:


social media#Lo spam serve, alla concorrenza. Postare va bene, farlo con assiduità e costanza anche, lo spam invece, ovvero il continuare a pubblicare post sui social, magari di dubbia qualità, o per niente centrati, serve solo a far scappare utenti e clienti, indirizzandoli direttamente verso la concorrenza. E’ questo che vuoi? Molto probabilmente no, e allora sappi che… Saper gestire una pagina di un social media significa anche saper capire quando, cosa e quanto postare. Se riempi la tua pagina facebook di post promozionali, crei diversi account twitter tutti simili per dire la stessa cosa, costringi di fatto, fan followers e tutti gli altri a vedere i tuoi post, anche, o per meglio dire, soprattutto, quando non vogliono. Non è una mossa vincente, anzi è il modo migliore per regalare business alla concorrenza. Prima di caricare e pubblicare più post in un colpo solo, pensaci bene.

social media#Affermazioni offensive o discriminatorie. Non usare mai i social aziendali per comunicare opinioni o pensieri personali. Oltre al fatto che possono essere “fattualmente” sbagliati, c’è anche il problema che alcune affermazioni potrebbero risultare offensive o discriminatorie verso qualcuno. Solitamente ciò avviene verso minoranze che con grande fatica tentano di rivendicare a vario titolo i propri diritti, magari un po’ calpestati dalla potenza di turno. A parte che, cosa certo di non poco conto, si potrebbe configurare un reato, tecnicamente parlando un social aziendale serve per comunicazioni, campagne, notizie, promozioni aziendali, appunto. E basta. Tutto il resto rientra nella sfera personale e lì deve rimanere. Il danno da immagine derivante dal pubblicare simili affermazioni potrebbe essere letale, definitivo.

due-stelle#Bassa qualità, inconsistenza, incuria? Fai prima a chiudere subito.  Se pubblichi un post, è necessario che questo abbia una certa consistenza, ovvero sia di qualità e curato nei minimi dettagli. Stai comunicando attraverso la tua azienda, quindi stai comunicando agli utenti COME LAVORA la tua azienda. Sei sicuro di voler dire loro che “beh uno o due errori ci stanno, tanto si capisce lo stesso”. A me cliente verrebbe subito il dubbio che, nel caso tu produca scarpe e io te ne ordini tre paia di cui due gialle e una blu, tu potresti mandarmene tre paia rosse, oppure un paio giallo, un paio blu e uno, chissà perché, bianco. “Tanto sono sempre scarpe, e il numero è giusto”. Già, ma io ti pago la merce che scelgo io, non quella che scegli tu. A questo punto, la pagherò a qualcun altro che sia in grado di indovinare i colori giusti, no?

social media#Sbagliare il timing è un suicidio. L’esempio è un po’ forte, ma rende. Hai un’azienda di bevande energetiche e tu, caro imprenditore, decidi che il tuo slogan del nuovo prodotto che sta per essere lanciato sul mercato sarà “ehi ragazzi, questa è proprio una bomba atomica!”. Immagina di postare per la prima volta questo slogan gli stessi giorni della catastrofe nucleare di Fukushima. La tua azienda verrebbe presa immediatamente di mira dal cosiddetto popolo della Rete e non solo, forse per sempre. E non ci sarebbe da stupirsi. Per evitare madornali gaffe di questo genere è abbastanza essere sempre informati sull’attualità (almeno nel caso in oggetto). E’ buona norma anche fare sempre qualche piccola ricerca prima di procedere nel rendere pubblico un post (ma sarebbe ancora meglio fare la ricerca prima di iniziare a lavorarci e tenersi sempre aggiornati), in modo da accorgersi se una qualsiasi espressione contenuta nel post stesso possa risultare  legata ad eventi tragici o comunque tristi e traumatici. Bisogna anche pensare che se il tuo è stato un errore grave ma in buona fede, ci sarà sicuramente chi penserà che l’associazione bomba atomica-Fukushima sia stata fatta volontariamente per guadagnare improvvisamete visibilità, quindi in malafede. Evita come la peste nera certe situazioni.

social media#Disprezzi l’avversario? Ti si ritorcerà contro. Da un po’ di tempo la pubblicità comparativa in Italia è diventata legale. Benissimo, vuol dire che a tua disposizione hai uno strumento in più. Non significa però che tu debba usarlo disprezzando e denigrando la concorrenza. Comparare non vuol dire disprezzare. Se dici di offrire un servizio di alta qualità che per questa e per quest’altra ragione tecnica è migliore di quello del tuo concorrente, non vuol dire che puoi anche dire che il servizio del tuo concorrente fa “schifo”. A parte che non può essere vero altrimenti non sarebbe sul mercato, è chiaro che la tua affermazione denigrante verso il business del tuo concorrente è quanto mai interessata. I clienti vedranno questa tua strategia come caratterizzata da malafede. E se uno è in malafede lo è sempre, anche quando vende, ai clienti, appunto. Fai il tuo, e non distruggere ciò che è di altri. Molto probabilmente distruggeresti prima di tutto te stesso.

social media#Proteggi il tuo account, gli hacker sono in agguato. Non è detto che gli hacker prendano di mira solo siti ed account famosi o molto grandi. Per questo, la prima cosa da fare è proteggere il tuo di account. O meglio tutti gli account che presuppongano una password, la quale fa da barriera ad intrusioni sgradite da parte di personaggi oscuri che, talvolta con fine ludico ma talvolta no, cercano di intrufolarsi nei profili personali anche degli utenti dei social. Anche la tua pagina aziendale è a rischio e se il tuo account personale è associato ad essa, devi proteggerlo ugualmente, se non di più. I danni che un hacker potrebbe fare alla tua azienda impadronendosi dei tuoi account sui social media è inimmaginabile. A parte quelli già detti (effettuabili tranquillamente anche da un hacker) prova a pensare se la tua pagina venisse cancellata. Perderesti i contatti, improvvisamente, con una pur variabile ma comunque rilevante fetta dei tuoi clienti. Alcuni torneranno, altri no. Più la tua pagina o il tuo profilo è grande e popolato, maggiore sarà un eventuale danno. Usa quindi password molto complesse e cambiale spesso. Scrivitele da qualche parte e mettile in cassaforte. Un’ultima cosa: non darle a nessuno, mai.



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