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Come gestire le emozioni negative nella ricerca del lavoro

Le emozioni vissute durante la ricerca del lavoro incidono sulla possibilità di trovare l’occupazione desiderata. Vediamo come funziona questo processo e quali strategie sfruttare per gestirlo al meglio e raggiungere gli obiettivi fissati.

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La ricerca del lavoro è un processo scandito da giorni in cui ricevi feedback alle tue candidature, hai in programma dei colloqui, raccogli preziose informazioni. In altri giorni c’è silenzio e inattività, hai inviato tante candidature ma non hai un riscontro, la cura del tuo Personal Branding sui social media non sortisce alcun effetto, non sai cos’altro fare. Tutto questo ti porta a pensare, a volte, di potercela fare, altre volte il contrario. La conseguenza è vivere, durante la ricerca del lavoro, alternativamente emozioni positive e negative, così come le aspettative e l’autostima subiscono oscillazioni anche in tempi ristretti. Come funziona questo processo e quali strategie utilizzare per gestire al meglio le emozioni negative vissute nella ricerca del lavoro? Ne parliamo in questo articolo.

Come le emozioni incidono sulla possibilità di trovare lavoro

I nostri pensieri non sono determinati dalle situazioni in sé, ma dal modo in cui le interpretiamo. L’interpretazione è un processo che dà significato all’esperienza e che permette di selezionare, tra la vasta gamma di eventi, quelli più importanti a tal fine. Con il ripetersi di determinate esperienze, le interpretazioni si strutturano in convinzioni circa se stessi, gli altri e le aspettative sul futuro. Quando, nel processo di ricerca del lavoro, ti imbatti in ripetute esperienze di esito negativo o mancato esito, finisci per convincerti che trovare lavoro sia alquanto difficile, attribuendone le cause a fattori esterni o interni.

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Nel primo caso maturi convinzioni quali ad esempio “c’è troppa concorrenza; sono i raccomandati che vanno avanti; incontro sempre selezionatori che non mi valutano adeguatamente”. Nel secondo caso, alcune convinzioni possono essere “se non riesco è perché sono inadatto al mercato del lavoro; gli altri sono più bravi di me; ho sbagliato il mio percorso formativo/professionale”.

Tali convinzioni hanno due caratteristiche principali:

  • non si basano su un dato oggettivo: conosci davvero la concorrenza per una specifica posizione a cui ti sei candidato? Quali strumenti di misurazione hai utilizzato per dire che gli altri sono più bravi di te?
  • derivano da poche esperienze: eventi accaduti a te stesso e selezionati per essere l’unico dato utilizzato per giudicare quanto ti sta accadendo.

Il circolo pensiero-emozione-comportamento

Che cosa succede quando ti convinci che la tua ricerca del lavoro sia un’attività inutile? Le fasi di questo processo mentale sono le seguenti:

  1. quando dai colpa all’esterno (le aziende, i selezionatori, i concorrenti) sperimenti un senso di impotenza; se dai colpa a te stesso vivi un senso di fallimento;
  2. in entrambi i casi, finirai per provare emozioni negative: rabbia, frustrazione, senso di colpa, tristezza, talvolta fino a sentirti depresso;
  3. queste emozioni influenzano le tue azioni inerenti la ricerca del lavoro. Invii giusto un curriculum scritto mesi, se non anni fa, in modo quasi automatico perché tanto tentare non nuoce;
  4. la disorganizzazione e la confusione nella tua strategia di ricerca diminuisce ulteriormente la probabilità di trovare lavoro;
  5. il mancato raggiungimento dell’obiettivo, a sua volta, non fa che confermare le tue convinzioni (ormai già abbastanza strutturate) che trovare un’occupazione sia una cosa difficile;
  6. le convinzioni, a loro volta, alimenteranno ulteriormente le emozioni negative vissute.

Si crea così un circolo vizioso tra pensieri, emozioni e comportamenti che incide sul tuo processo di ricerca del lavoro, aumentando la probabilità di non riuscire a trovare un’occupazione.

Strategie per gestire efficacemente le emozioni negative

Per interrompere il circolo vizioso di pensiero-emozione-comportamento, è necessaria una corretta gestione del processo di ricerca lavoro, grazie alla quale si può agire sul senso di autoefficacia e, come conseguenza, evitare le emozioni negative o quantomeno minimizzarle. L’autoefficacia è la convinzione che puoi eseguire con successo comportamenti specifici di ricerca lavoro al fine di ottenere l’occupazione desiderata. Dunque, vediamo di seguito sette strategie da mettere in atto per gestire al meglio la ricerca del lavoro.

Esplora le possibilità

Primo passo è partire da una raccolta di informazioni che permettono di capire come muoverti nella successiva attività di ricerca. Ad esempio, informarti sullo stato occupazionale nella zona geografica di interesse; studiare le caratteristiche degli annunci di lavoro e il profilo delle persone che già ricoprono tale posizione; informarti su come scrivere un buon curriculum e sostenere un colloquio. La mancanza di tali informazioni fanno sì di impiegare più tempo nella ricerca del lavoro, oltre ad essere confusionaria, dove ogni singola candidatura è fine a se stessa e non integrata in una strategia più strutturata.

Conosci te stesso

Mi riferisco a una analisi di sé che porta a una piena consapevolezza dei reali interessi, la motivazione, l’utilità delle passate esperienze, le competenze da valorizzare, i punti critici su cui lavorare. La consapevolezza di sé favorisce una chiara comprensione di cosa vuoi fare nel breve, medio e lungo termine, evitando di perdere tempo in cose che non ti interessano realmente. Inoltre, aumenta la fiducia nelle tue capacità di ricerca e negli strumenti personali da mettere in campo.

Utilizza diverse risorse

La ricerca del lavoro deve essere un processo attivo che non si basa esclusivamente sulla candidatura ad annunci online. Ci sono molteplici risorse che possono essere sfruttare, quali inviare autocandidature, partecipare a webinar e career day, fare networking, rivolgersi a consulenti di carriera, documentarsi sui siti web aziendali. Avere a disposizione e sapere sfruttare diverse risorse migliora il senso di autoefficacia.

Punta sulla formazione

La formazione (sia essa formale che non formale), non solo permette di migliorare le tue capacità o acquisirne delle nuove, ma può aiutare a chiarire il tipo di lavoro che vuoi fare e quali sono le possibilità occupazionali. La formazione, contribuendo al miglioramento del tuo profilo formativo-professionale, accresce la fiducia nel trovare lavoro grazie alle nuove capacità acquisite. Focalizzati su un’analisi dei tuoi bisogni formativi (al riguardo può esserti di aiuto anche la consulenza di un orientatore) e scegli un percorso che favorisce la costruzione di un profilo più completo e che integra i tuoi interessi con ciò che è più appetibile attualmente per il mercato del lavoro.

Focalizzati sul processo

Piuttosto che concentrarti esclusivamente sul risultato finale, rinviando la gratificazione esclusivamente a tale momento, dai importanza anche alle piccole vittorie ottenute durante il processo di ricerca lavoro. Hai fatto dei colloqui? I tuoi contenuti vengono apprezzati sui social? Lo scambio di opinioni ti ha permesso di migliorare le tue strategie di ricerca? Apprezza il raggiungimento di queste piccole tappe nel tuo percorso verso il traguardo.

Normalizza l’esperienza

Spendere così tante energie e tempo per riuscire a trovare un’occupazione è sicuramente difficile e, come abbiamo detto, è scandito da un mix di diverse emozioni. Riconosci, tuttavia, che tali sentimenti sono normali e fanno parte del processo stesso. Questa è una fase temporanea che non va vissuta come un riflesso delle tue competenze e come un modo per dare un giudizio complessivo su te stesso.

Ignora la non-risposta e gestisci il rifiuto

Quanto spesso ti capita di voler dare un senso al non ricevere un feedback alle tue candidature, avanzando delle ipotesi sul perché? Tali congetture sono uno spreco di risorse mentali che non fanno altro che alimentare convinzioni negative infondate ed emozioni di rabbia. Piuttosto, continua nel tuo processo di ricerca e accantona le candidature andate a vuoto.

Anche dare molto peso a un colloquio andato male e viverlo come un fallimento personale è una interpretazione errata della tua esperienza. Rielabora l’evento ridimensionando il penso degli errori commessi durante il colloquio, pensa a cosa avresti potuto fare per andare meglio e individua i punti critici da migliorare.

Conclusioni

Le difficoltà nel trovare un’occupazione può determinare emozioni negative che incidono sul processo di ricerca del lavoro. Adottare le strategie sopra descritte può aiutare a sviluppare un senso di autoefficacia che favorire una gestione ottimale di tali emozioni e del processo di ricerca. Tali strategie agiscono su tre piani principali: cognitivo, emotivo e comportamentale.

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