Iban bancario, verifica e calcolo

Cosa è l'IBAN, come calcolarlo ed a cosa serve. In questa pagina ti racconto ogni particolare utile.

Nel momento in cui devi ricevere un pagamento sul tuo conto corrente (o magari l’accredito dello stipendio netto del tuo nuovo lavoro) qualcuno ti chiederà l’IBAN per poter effettuare il bonifico. Stessa cosa se sei tu a dover effettuare un pagamento ad una persona fisica o a qualche azienda, avrai bisogno dell’IBAN. Ecco allora che in questa pagina ti spiegherò cosa è, come calcolarlo (partendo dai dati a disposizione) ed alcuni altri dettagli utili.


iban

Cosa è l’IBAN

L’IBAN, acronimo di International Bank Account Number, è un codice bancario che serve a identificare in maniera corretta e univoca il proprio conto corrente e il proprio istituto bancario a livello internazionale. Di lunghezza variabile a seconda del Paese, ma con una composizione ricorrente, è la coordinata bancaria che ha sostituito l’Abi, il Cab e il numero di conto corrente.

Ma perché si è reso necessario utilizzare l’Iban? E come verificarlo? Come è composto? Cerco di rispondere a questa e ad altre domande, con maggiore ordine.

Prima di procede con la parte più “operativa” del nostro approfondimento, sottolineo che l’Iban è uno standard internazionale di relativa recente introduzione all’interno delle nostre abitudini. Originariamente ideato dall’ECBS (il Comitato europeo per gli standard bancari) è stato adottato dall’ISO come standard qualche anno più tardi, per poi entrare in vigore nel corso del passato decennio, con un’applicazione più o meno graduale (per un primo periodo, risultava infatti possibile utilizzare alternativamente l’IBAN o le vecchie coordinate bancarie).

Verifica Iban

Verificare il codice Iban può essere importante per cercare di comprendere se un codice in nostro possesso è realmente valido, ed effettuare in tal modo operazioni di trasferimento fondi in maniera serena e corretta. Fortunatamente, effettuare la verifica Iban è davvero molto semplice: se infatti non avete tempo o voglia di recarvi presso la vostra banca per domandare l’effettuazione di un’operazione di questa natura, potete utilizzare uno dei tanti servizi disponibili online.

Eccone uno valido:

Verifica un codice IBAN


Servizio fornito da: codiceiban.it

A questo punto, sarà possibile effettuare la verifica semplicemente inserendo il codice Iban di cui si vuole verificare la correttezza (formale) all’interno di un apposito form. Naturalmente, si tratta semplicemente di un controllo formale: pertanto, risulterà possibile conoscere la correttezza della struttura del codice Iban, ma non sarà possibile né sapere se il conto corrente di destinazione risulta essere realmente esistente, né a chi è intestato.

Calcolo Iban

Anche l’operazione di calcolo Iban è davvero molto semplice. Oltre a rivolgersi ai siti che propongono una simile operazione in via automatica (nel paragrafo precedente ne abbiamo appena riportato uno), potete effettuare il calcolo Iban anche in maniera “manuale”. Parlerò di ciò dopo aver scoperto come è composto il codice Iban, tra pochi paragrafi. Per il momento, se non avete voglia di effettuare operazioni di calcolo manuale, potete utilizzare questo servizio:

Calcola un codice IBAN




Servizio fornito da: codiceiban.it

Trova banca da Iban

Attraverso il codice Iban è possibile scoprire quale sia la banca destinataria. Farlo è abbastanza semplice, e per svelare questo piccolo “trucco” dobbiamo anticipare una parte dell’approfondimento che seguirà nel corso del prossimo paragrafo: all’interno del codice Iban è infatti presente il codice Abi, che identifica l’istituto di credito presso il quale è acceso il conto corrente di cui avete l’Iban. Per i conti italiani, l’Abi è il codice di cinque cifre che si trova tra la sesta e la decima casella del codice Iban. Una volta individuato il codice Abi, per scoprire a quale banca si riferisce non dovrete far altro che consultare l’elenco ufficiale degli intermediari finanziari disponibile presso la Banca d’Italia (qui): inserite il codice Abi nella casella “codice meccanografico” e premete invio. In pochi istanti potrete scoprire a qualche istituto di credito fa riferimento l’Iban.

Composizione Iban

Eccoci dunque alla parte finale del nostro approfondimento: come è composto l’Iban?

Purtroppo, nonostante abbia apportato una buona semplificazione rispetto alla varietà di coordinate esistenti prima della sua introduzione, non esistono regole e lunghezze omogenee per l’Iban da Paese a Paese. Prima di occuparci delle altre nazioni, cerchiamo comunque di comprendere come è strutturato l’Iban in Italia.

Questo semplice specchietto potrà venire in nostro soccorso:

Le prime due caselle rappresentano il nostro Paese (IT), mentre le altre due caselle rappresentano il codice di controllo (serve a comprendere se i dati inseriti sono effettivamente corretti o c’è qualche errore). La quinta casella ospita il codice CIN (è un altro codice di verifica), mentre successivamente troverete, nell’ordine, Abi (5 cifre), Cab (5 cifre) e conto corrente (12 cifre). In tutto, un codice alfanumerico di 27 caratteri.

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Se poi la transazione avviene nei confronti di una Banca all’estero (sia che si riceva un bonifico sia che si paghi), oltre all’IBAN è necessario anche il codice BIC (o SWIFT), un semplice codice alfa-numerico che identifica in maniera univoca una banca, per cui ogni banca ha un solo codice BIC. Giusto per fare un esempio il codice SWIFT / BIC della Banca Unicredit è UNCRITMM.

Carta di credito con IBAN

Una bella novità degli ultimi anni è che è possibile avere una carta di credito prepagata con IBAN! Ottima soluzione per chi non desidera una vero e proprio conto corrente, ma una una carta di credito da ricaricare con denaro e su cui (proprio grazie all’IBAN legato ad essa) ricevere bonifici.

E gli altri Paesi? Nelle altre nazioni, il sistema di composizione Iban può differire anche sensibilmente. Date un’occhiata a questa buona sintesi prodotta da Wikipedia.

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