Il piano Anbi a favore dell’ambiente oltre 3.800 progetti e 55mila posti di lavoro

Arriva il piano Anbi per la difesa dell'ambiente. Più di 3.800 progetti con la creazione di 55 mila nuovi posti di lavoro

Il sostegno e la difesa dell’ambiente contro i cambiamenti climatici e l’inquinamento è un fattore importantissimo. Arriva il Piano Nazionale per la Manutenzione Straordinaria ed l’Infrastrutturazione di opere per la difesa idrologica e la raccolta delle acque. Il piano redatto da Anbi comprende più di 3.800 progetti che porteranno a circa 55 mila nuovi posti di lavoro. Vediamo di cosa si tratta e come si struttura il progetto.


L’importanza di difendere l’ambiente in cui viviamo

L’ambiente in cui viviamo deve essere protetto e rispettato. Purtroppo il tasso di inquinamento terrestre diventa sempre più alto ed insostenibile. Le infrastrutture presenti nel Paese e connesse alla distribuzione di materie prime, come l’acqua sono ormai datate, vecchie, malandate e richiedono urgente manutenzione. Nel corso degli anni la politica non solo italiana ma mondiale ha varato una serie di riforme, norme e misure finalizzate al rispetto dell’ambiente in cui viviamo. Ma non è ancora sufficiente, in quanto il lavoro da fare è molto. Bisogna sensibilizzare la gente, ma soprattutto le imprese ad adottare delle strategie di business poco inquinanti e sempre più incentrate al valore green.

Il piano Anbi a favore dell’ambiente

Sono più di 3.800 i progetti a sostegno e difesa dell’ambiente presenti nel Piano Nazionale per la Manutenzione Straordinaria e l’Infrastruttura di Opere per la difesa idrogeologica e la Raccolta delle Acque. Il piano è stato redatto da Anbi, l’Associazione Nazionale Consorzi di gestione e tutela del territorio e delle acque irrigue, presentato dal suo Presidente, Francesco Vincenzi nel secondo giorno dell’assemblea dell’Anbi stessa. Per tutti questi progetti a favore dell’ambiente, da realizzarsi in tutt’Italia nel corso degli anni, occorrono circa 10.946 milioni di euro, andando a garantire 55 mila posti di lavoro. Il Piano Nazionale si divide in 4 sezioni e la maggior parte del Piano stesso è incentrato alle Opere di Manutenzione Straordinaria per la Difesa Idrogeologica, con ben 3.658 progetti per un valore complessivo di circa 8.400 milioni di euro, che stima un’occupazione di 42 mila unità. Ed ancora, gran parte dei progetti (2015) riguarda il Nord Italia (Lombardia, Piemonte, Veneto, Trentino Alto Adige, Friuli, Liguria ed Emilia Romagna). A seguire troviamo 1.224 progetti per il Centro e 419 per il Sud.

La situazione nel Mezzogiorno

La situazione ambiente nel Sud Italia è particolare. Infatti qui si detiene il primato dei bacini da completare. In particolare, tra Campania, Basilicata, Puglia, Calabria e Sicilia, sono 42 i bacini da completare, in grado di contenere 103.862.280 metri cubi d’acqua. Per fare ciò c’è bisogno di circa 565 milioni di euro con l’occupazione stimata in 2.826 unità. Se allarghiamo lo sguardo all’intera Italia, le opere incompiute salgono a 66 con un fabbisogno economico di 800 milioni di euro ed impiego di 4 mila figure professionali. Il primato del Mezzogiorno riguarda anche il numero degli invasi che necessitano di manutenzione a causa dell’interrimento nel corso degli anni. Senza tale manutenzione, la capacità degli invalsi si riduce progressivamente a causa del deposito di materiali come fango e detriti vari. In tutto sono 45 i percorsi da ripulire, per un costo pari a 274,5 milioni di euro. In Italia sono 90 i bacini condizionati da interrimento, con la riduzione della portata di acqua pari al 10,7%. Per ripulirli adeguatamente serviranno 290 milioni di euro.

La necessità di interventi a sostegno dell’ambiente

Ne deriva l’immagine di un’Italia che da Nord a Sud necessita di importanti interventi di manutenzione straordinaria a sostegno dell’ambiente. Vincenzi invita a degli interventi più veloci, ma comunque controllati e di qualità, così come accenna a “maggiori risorse destinate a incrementare la capacità di resilienza dei territori e delle loro comunità”. Nel corso degli anni è indispensabile intervenire sull’intero territorio per salvaguardare l’ambiente che ci circonda e per non sprecare risorse primarie. Ad esempio, le condutture di acqua sono ormai vecchie, soggette a rotture e continue perdite. Visto l’inestimabile valore di questo bene, per la sopravvivenza nostra e dell’intero pianeta, non possiamo permetterci tutto questo spreco.

Lo stanziamento dei fondi necessari

A sostegno dell’ambiente anche la ministra delle Politiche agricole, Teresa Bellanova, la quale ha sottolineato come nei prossimi mesi partiranno gli investimenti del Fondo infrastrutture strategiche con 300 milioni di euro. Ed ancora, entro settembre verranno adottati i decreti di concessione per i primi 12 progetti con un valore di 70, 8 milioni di euro, mentre altri 13 progetti partiranno nel 2021, ed altri ancora nel 2022. Insomma, ci si darà da fare per garantire i fondi necessari ed avviare i lavori a sostegno dell’ambiente e del mondo agricolo, verso un futuro green senza più sprechi. La politica farà la sua parte.

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