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La tecnica del Chunking: come smettere di procrastinare i grandi progetti

Molte persone non procrastinano perché sono pigre. Procrastinano perché alcuni progetti sembrano troppo grandi, troppo vaghi o troppo pesanti da iniziare. La tecnica del chunking serve proprio a questo: spezzare un obiettivo enorme in blocchi più piccoli, gestibili e attaccabili. Ecco come usarla davvero nel lavoro, nello studio e nella vita professionale.
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La procrastinazione viene raccontata spesso in modo superficiale. Come se fosse solo una questione di disciplina, pigrizia o cattiva volontà. In realtà, nella maggior parte dei casi, chi procrastina non è una persona che non vuole fare. È una persona che si trova davanti a qualcosa di troppo grande, troppo vago o troppo pesante per essere affrontato con chiarezza.

Ed è proprio qui che entra in gioco la tecnica del chunking. Una parola semplice per dire una cosa molto utile: prendere un progetto grande e dividerlo in blocchi più piccoli, più leggibili e più attaccabili.

Detta così sembra banale. In realtà è una delle tecniche più efficaci per uscire dalla paralisi iniziale, che poi è il punto in cui tanti progetti si incagliano. Non perché manchino idee o capacità, ma perché il cervello, davanti a un compito troppo ampio, va in difesa.

Il principio è questo: quando un progetto ti schiaccia, non devi motivarti di più. Devi renderlo più piccolo, più chiaro e più lavorabile.

Perché i grandi progetti fanno procrastinare

Quando dici a te stesso “devo lanciare un nuovo business”, “devo scrivere un e-book”, “devo cambiare lavoro”, “devo riorganizzare il reparto”, “devo preparare una strategia”, il cervello non vede un’azione. Vede una montagna. E davanti a una montagna, soprattutto se sei stanco o già sotto pressione, la reazione più comune è rimandare.

Questa è una delle grandi verità della produttività: non si rimanda solo ciò che non piace. Si rimanda anche ciò che è troppo grande per essere messo a fuoco.

È un problema diffusissimo, e non riguarda solo studenti o persone disorganizzate. Riguarda professionisti, manager, imprenditori, recruiter, freelance, consulenti. Tutti.

Su Bianco Lavoro esiste già un contenuto diretto su come correggere l’abitudine a procrastinare. La tecnica del chunking va nella stessa direzione, ma con un taglio più operativo: non si limita a dire “inizia”, ma ti spiega come rendere davvero iniziabile qualcosa che oggi ti blocca.

Che cos’è il chunking

Il chunking consiste nel prendere un obiettivo grande e dividerlo in unità più piccole, autonome e gestibili. Ogni blocco deve essere abbastanza chiaro da essere affrontato senza sforzo mentale eccessivo.

Per esempio, “scrivere un progetto” non è un chunk. È troppo grande. “Scrivere l’indice del progetto”, invece, è un chunk. “Definire i 3 obiettivi principali”, anche. “Cercare 5 dati di supporto”, pure. “Preparare la prima bozza della premessa”, ancora meglio.

La differenza è enorme. Nel primo caso il cervello si sente sopraffatto. Nel secondo capisce da dove partire.

Il problema non è la grandezza dell’obiettivo, ma la vaghezza del primo passo

Molti pensano che il blocco sia dovuto alla complessità finale del progetto. In parte è vero. Ma spesso il vero problema è che il primo passo non è definito abbastanza bene.

Quando un obiettivo è vago, il cervello spende già energia solo per capire cosa dovrebbe fare. E questa fatica iniziale viene spesso scambiata per mancanza di voglia. In realtà è solo disordine cognitivo.

Il chunking serve a togliere proprio questo disordine. Non rende il progetto meno importante. Lo rende più leggibile.

In questo senso si collega bene anche a contenuti come come finire il lavoro in meno tempo e a tutte le riflessioni su priorità, organizzazione e qualità del focus.

Come applicarlo davvero

Il primo passaggio è smettere di scrivere obiettivi enormi come se fossero attività. “Preparare il lancio”, “sistemare il reparto”, “creare il corso”, “trovare lavoro”, “aprire il progetto” non sono attività. Sono macro-risultati.

Il secondo passaggio è scomporre. Chiediti: di cosa è composto davvero questo progetto? Quali pezzi ha? Quale viene prima? Quale è indipendente? Quale posso fare anche se non sono ancora perfettamente pronto?

Il terzo passaggio è rendere i blocchi misurabili. Un chunk buono è qualcosa che puoi completare o almeno avanzare in un tempo definito. Se anche il blocco resta enorme, va spezzato ancora.

Il quarto passaggio è lavorare su un chunk per volta. Qui sta una parte essenziale della tecnica. Molte persone scompongono, ma poi continuano a guardare tutta la montagna insieme. Così si riattiva l’ansia e tornano a bloccarsi.

Esempio pratico

Immagina di dover cambiare lavoro. È un obiettivo enorme. Se lo tieni così, rischi di rimandare per settimane. Con il chunking puoi dividerlo in blocchi come questi: chiarire il tipo di ruolo che vuoi; aggiornare il CV; sistemare LinkedIn; fare una lista di 20 aziende; scrivere un modello di presentazione; candidarti ai primi 5 annunci; simulare una risposta a una domanda difficile di colloquio.

Improvvisamente il progetto non sparisce, ma diventa maneggiabile. E questo fa una differenza enorme anche a livello emotivo. Perché ogni chunk completato restituisce senso di avanzamento.

Lo stesso vale se stai costruendo una carriera HR, un piano editoriale o un nuovo posizionamento professionale. Qui può essere utile collegare il tema anche a come raggiungere obiettivi difficili e al lavoro su competenze e priorità concrete.

La tecnica del Chunking: come smettere di procrastinare i grandi progetti

Perché il chunking riduce l’ansia

La procrastinazione spesso è figlia dell’ansia, non della pigrizia. Quando un compito appare enorme, il cervello lo percepisce come minaccioso. E davanti a ciò che percepisce come minaccioso tende a evitare.

Spezzare il progetto in blocchi abbassa quella soglia di minaccia. Ogni pezzo diventa affrontabile. Non perché sia facile, ma perché è circoscritto. Questo crea una sensazione di controllo molto più alta.

Ed è qui che la tecnica funziona davvero: non ti dà solo organizzazione, ti dà accessibilità mentale.

Gli errori più comuni

Il primo errore è fare chunk troppo grandi. Se un blocco ti mette ancora ansia, probabilmente non è ancora un blocco: è ancora una mini-montagna.

Il secondo errore è scomporre tutto in modo perfetto e poi non partire comunque. Il chunking non serve a fare liste bellissime. Serve a creare azione.

Il terzo errore è passare continuamente da un blocco all’altro. Questo uccide il vantaggio della tecnica. Se hai scelto un chunk, resta lì finché non l’hai chiuso o spinto avanti in modo netto.

Il quarto errore è giudicarti perché il progetto procede a pezzi. Ma è proprio così che si fanno quasi tutte le cose importanti: a pezzi.

Perché funziona bene anche in azienda

Il chunking è utilissimo anche nei contesti organizzativi. Molti team si bloccano non perché manchino competenze, ma perché i progetti vengono presentati in modo astratto, pesante o caotico. Obiettivi enormi, responsabilità confuse, scadenze poco realistiche: il mix perfetto per creare rinvio e stress.

Spezzare un progetto in chunk aiuta invece a distribuire responsabilità, vedere i progressi, correggere prima gli errori e ridurre il senso di sopraffazione. Non a caso il metodo si collega bene anche a temi come smart working e produttività e al rapporto tra chiarezza operativa e motivazione.

Anche chi lavora in HR o coaching può trarne vantaggio, perché aiuta le persone a passare da obiettivi astratti a piani davvero eseguibili.

Conclusione

La tecnica del chunking funziona perché smette di trattare la procrastinazione come un difetto morale. La tratta per quello che spesso è davvero: una difficoltà nel gestire mentalmente qualcosa di troppo grande.

Quando impari a scomporre bene, smetti di spaventarti davanti ai progetti importanti. Non perché diventano piccoli, ma perché diventano percorribili.

E questa è la vera differenza. Non serve sentirsi più carichi. Serve vedere il prossimo passo in modo talmente chiaro da non potersi più nascondere dietro il “lo faccio dopo”.

Quasi tutto ciò che conta si costruisce a blocchi. Prima lo capisci, meno tempo perdi a rimandare cose che in realtà potresti già iniziare oggi.

Founder Bianco Lavoro – Direttore del Master in Risorse Umane e del Master in Coaching Bianco Lavoro 📚 | Scrittore ✍️ | Speaker per università ed eventi 🎤 | Imprenditore internazionale attivo in 🇮🇹🇸🇰🇦🇪🇪🇸 | 30 anni di esperienza professionale 💼 –

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