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Laurea: il costo e il ritorno economico di una formazione universitaria in Italia. I dati Ocse

I dati Ocse sulla formazione universitaria, i costi ed i ritorni economici di una laurea in Italia. Le lauree di maggiore interesse ed i vantaggi economici del “pezzo di carta”


Sono diversi i giovani che finite le scuole superiori decidono di iscriversi all’università per continuare il loro percorso di formazione. Ma quanto costa effettivamente una laurea in Italia? Quali vantaggi economici comporta avere il famoso “pezzo di carta” nel mercato del lavoro? I laureati guadagnano di più dei diplomati? Sono queste alcune domande a cui l’Ocse ha risposto, attraverso il rapporto Education at a glance 2019, che ha messo in evidenza differenti aspetti connessi al mondo della formazione universitaria.

Laureati alla cerimonia

Il nuovo rapporto Ocse sull’università

Dal recente rapporto effettuato dall’Ocse, chiamato Education at glance 2019, sull’università e tutto ciò che ruota intorno a questa realtà di formazione, emergono dati interessanti. In Italia abbiamo un numero di laureati ancora troppo basso rispetto alla media degli altri Paesi, lauree che si concentrano soprattutto in settori poco ricercati dalle aziende. Dall’altra parte il ritorno economico della laurea, ossia quanto rende effettivamente il “pezzo di carta” nel mercato del lavoro, pur essendo superiore a quello dei diplomati, colloca il nostro Paese verso gli ultimi posti della classifica. Il costo stesso della formazione universitaria in Italia è aumentato nel corso degli ultimi tempi. Se le tasse universitarie aumentano, le borse di studio diminuiscono e sono sempre di più le famiglie che chiedono prestiti per iscrivere i propri figli all’università.

I costi ed i benefici connessi al ritorno economico di una laurea

Sicuramente i costi per ottenere una buona formazione universitaria ci sono e sempre ci saranno. Bisogna vedere gli effettivi ritorni economici che una Laurea può assicurare, una volta entrati nel mondo del lavoro. Attualmente in Italia, i laureati guadagnano il 39% in più rispetto ai diplomati, anche se questo dato è nettamente inferiore alla media Ocse, che si aggira intorno il 57%. Prendendo in considerazione solamente la fascia d’età compresa tra i 25 ed i 34 anni, il vantaggio del reddito connesso al possesso di una laurea scende al 19% contro la media degli altri Stati del 38%. Altro punto critico è il gender gap che continua ad interessare il nostro Paese.

Purtroppo le donne continuano a guadagnare meno degli uomini, in media il 30% in meno, pressappoco in tutti i settori. Secondo l’Ocse, a fine carriera, sottraendo anche le spese sostenute, il reddito lordo alla fine di tutta la carriera lavorativa è di 190.600 dollari per un laureato e 154.200 dollari per una laureata.

Le tasse universitarie ed i prestiti richiesti dalle famiglie

Come detto precedentemente, godere di una formazione universitaria ha i suoi costi, soprattutto dopo l’aumento generale delle tasse universitarie avutosi nel corso degli anni. Questo ha portato sempre più famiglie a chiedere dei prestiti pur di iscrivere i propri figli all’università. Secondo i dati raccolti ed analizzati, nel corso dei primi 6 mesi del 2019, sono stati forniti circa 71 milioni di euro in prestiti destinati alla formazione universitaria. A crescere è stato sia l’importo medio richiesto nel prestito, sia il numero delle rate collegate al finanziamento stesso. Tuttavia ci potrebbero essere delle novità e delle misure in grado di rendere i costi connessi alla formazione universitaria accessibili alla maggior parte della popolazione.

Laurea: come scegliere la facoltà giusta?

La scelta della giusta facoltà non è semplice. La maggior parte dei ragazzi sceglie seguendo il proprio cuore e le proprie passioni, senza tener conto degli effettivi sbocchi professionali e di quanto quella laurea sia ricercata dalle aziende. Questo spiega anche il gap tra le lauree sfornate ed i reali bisogni e richieste da parte delle aziende. Le tecnologie informatiche e della comunicazione sono abbastanza ricercate, con un tasso di impiego per i laureati in questi settori del 87%, mentre quello in ingegneria, industria manifatturiera ed edilizia è del 85%.

Anche il settore della sanità attualmente ha bisogno di nuova manodopera, sia di infermieri che di dottori e primari, causa anche il generale ricambio generazionale che si sta avendo in questi anni. Restano molto gettonate le lauree nel settore umanistico, come ad esempio in scienze sociali, psicologia, giornalismo, e tanto altro ancora. Ma le lauree più tecniche sono quelle che realmente servono alle attuali aziende. L’orientamento dei giovani alla scelta della giusta facoltà, anche in risposta alle esigenze del mondo del lavoro, resta un fattore di primaria importanza.

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