Pausa pranzo: gli italiani preferiscono mangiare sano

Stop ai panini, alle pizze e ai piatti ipercalorici. Adesso gli italiani (e gli europei) preferiscono la frutta, le verdure e i cibi di stagione.

Se chiedete ai lavoratori di tutto il mondo di indicarvi la parte della giornata che preferiscono di più, solo alcuni di loro (la porzione rappresentata dagli “stacanovisti” o dai più responsabili) vi parlerà di quella in cui riescono a portare a termine un incarico o di quella in cui sentono di dare un contributo concreto alla crescita del’azienda. In 8 casi su 10, a “stravincere” sarà, invece, la pausa pranzo, che tutti attendono con trepidazione per concedersi una pausa rigenerante. Non c’è da biasimare nessuno: per quanto il vostro lavoro possa piacervi e gratificarvi, ciascuno sente (a un certo punto) il bisogno di “staccare la spina” e riprendere fiato. E di concedersi un momento di evasione dalle pratiche e dai progetti da presentare al capo. Per non parlare della necessità – più che comprensibile – di scambiare due chiacchiere coi colleghi e di distogliere il pensiero fisso dal lavoro che può diventare un’ossessione. Ecco perché Edenred (gruppo leader nelle soluzioni per il welfare aziendale che ha, tra l’altro, inventato i famosi Ticket Restaurant) ha ben pensato di dedicare uno studio specifico alla pausa pranzo. E di indagare su quello che i lavoratori europei preferiscono consumare, prima di rimettersi all’opera. Cosa ne è venuto fuori? L’istantanea di un campione che fa sempre più attenzione alla “salubrità” dei cibi che consuma in ufficio o al ristorante.


Come mangiano i lavoratori europei

L’ottava edizione del “Barometro Food” della Edenred ha preso le mosse da un’indagine condotta in 8 Paesi europei (oltre all’Italia, anche l’Austria, il Belgio, la Repubblica Ceca, la Francia, il Portogallo, la Slovacchia e la Spagna) che ha coinvolto oltre 11 mila lavoratori e quasi 2 mila ristoratori.

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In linea generale, lo studio ha rilevato che quasi il 50% degli intervistati sceglie il cibo da consumare in pausa pranzo sulla scorta della sua “salubrità” (oltre che del prezzo). E che gli stessi lavoratori preferiscono frequentare i ristoranti che dispensano pietanze preparate con prodotti locali e di stagione. E’ una tendenza confermata dai gestori dei locali che, nel 53% dei casi, hanno negato che la preparazione di questi piatti implichi costi più alti. In pratica: mangiare sano farebbe bene non solo al corpo e alla mente, ma anche alle tasche dei consumatori.

I dati che riguardano l’Italia

Scendendo un po’ più nel dettaglio: il 55% dei lavoratori italiani interpellati ha dichiarato di scegliere un piatto salutare in pausa pranzo, il 77% ha sottolineato l’importanza di mangiare cibi freschi e a Km 0 e l’84% ha ammesso di destinare grande attenzione alle qualità nutrizionali delle pietanze che consuma. Di più: il 20% del campione italiano coinvolto nell’indagine ha dichiarato di mangiare frutta 5 volte al giorno, il 33% ha fatto riferimento all’abitudine di consumare cereali e legami in pausa pranzo e il 60% ha dichiarato di evitare accuratamente snack grassi, salati o zuccherosi che possono rendere ancora più faticoso il lavoro in ufficio. Cosa vuol dire? Che i lavoratori italiani (ed europei in generale) hanno preso piena coscienza dell’importanza di alimentarsi in maniera sana fuori casa. E alle pizze, ai panini e ai piatti ipercalorici hanno iniziato a preferire le insalate, la frutta, le ministre e le pietanze bilanciate e nutrienti, realizzate con ingredienti locali e di stagione. E’ un trend confermato anche dai ristoratori coinvolti nello studio che, nel 37% dei casi, hanno registrato una crescente e significativa richiesta di cibi salutari ed equilibrati.

E c’è di più: stando a quanto certificato dal “Barometro Food”, il 40% dei lavoratori italiani gradirebbe che la propria azienda mettesse gratuitamente a loro disposizione frutta fresca in ufficio, mentre al 60% farebbe piacere beneficiare di offerte che consentono di tenersi in forma in palestra o in strutture simili. La conclusione? I lavoratori hanno ormai capito che mangiare sano è un’abitudine che conviene. Sia in termini di salute personale che di produttività al lavoro. I manager più “illuminati” dovrebbero tenerne conto, iniziando a promuovere politiche aziendali più attente al benessere dei loro dipendenti.

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