Perché nessuno mi assume? Ecco le verità che dovresti conoscere

Cos’hai tu meno degli altri? Niente, ovviamente, ma fare continuamente la stessa cosa non vuol dire prima o poi porti dei risultati. Vediamo le verità che dovresti conoscere

Mai arrendersi? Questo è certo. Non lo è altrettanto il fatto di continuare a dover lottare contro i mulini a vento. Se stai leggendo questo articolo forse stai anche cercando lavoro e, forse, lo stai facendo anche da un po’ di tempo, chiedendoti perché nessuno voglia offrirti un lavoro.


donna triste

Le sei verità che dovresti conoscere

Cos’hai tu meno degli altri? Niente, ovviamente, ma fare continuamente la stessa cosa non vuol dire che quella cosa prima o poi porti dei risultati. Secondo la statistica infatti ogni volta si riparte da zero. Ovvero mandare un maggior numero di curriculum non aumenta la possibilità di essere scelti la volta dopo. In ogni caso ci sono alcune verità, che sono anche un po’ toste, ma che sarebbe meglio conoscere.

Non ti applichi abbastanza nelle candidature

E’ vero che cercare un lavoro è un lavoro, ma non funziona come una catena di montaggio, anzi, è proprio il contrario. Passare ore al giorno a mandare la stessa candidatura a centinaia di aziende probabilmente non risolverà il tuo problema, mai. In pochi capiscono quanto sia difficile adattare ogni candidatura e mandarla, magari nella prima mattinata e quindi in pochi hanno effetto sui recruiter ed i selezionatori. Non si può pensare al candidarsi come ad un’operazione del tutto automatica dove più curriculum mando più ho probabilità di essere scelto. Ogni volta infatti, si riparte da zero. Chiariamo con un esempio: su 10 cv spediti a 10 aziende che ricevono 100 curriculum, ogni volta la probabilità sarà una su 100. Che già non è molto. Se poi la candidatura è anche un po’ approssimativa… addio posto di lavoro.

Non ti applichi abbastanza nei colloqui

Anche qui c’è modo e modo di fare colloqui, preparandosi o andando un po’ alla buona. Il secondo è il caso in cui sì, qualche ricerca su Google l’hai anche fatta, qualche frase te la sei studiata, ti senti sicuro e vai. Poi però, nella stragrande maggioranza dei casi, nessuno ti richiama, come mai? Perché il modo per fare i colloqui è il primo, non il secondo: bisogna prepararsi, insomma. Fare prove allo specchio o con un amico che ti fa le domande che potrebbero farti al colloquio, provare delle pose, capire chi sarà il tuo intervistatore (magari usando LinkedIn), studiarlo etc… La storia di andare sparati ad un colloquio, stringere qualche mano e poi passare subito ad un altro senza nemmeno seguire (il cosiddetto follow up) per una settimana non è certo la strategia migliore che puoi adottare. Sei quindi sicuro di stare impegnandoti abbastanza?

Devi aggiungere esperienza al curriculum, se puoi

Una ricerca ha dimostrato che ne 98% dei casi le informazioni sul curriculum non collimano con ciò che l’azienda cerca. E di sicuro non è l’azienda ad essere sbagliata. Il consiglio è quindi quello di studiare molto bene l’azienda alla quale si vuole spedire il cv e scrutare molto bene nel proprio passato lavorativo se c’è qualcosa che può essere aggiunto e che possa essere utile allo scopo. Un curriculum che manca di fattori fondamentali per ciò che l’azienda offre come lavoro, è un curriculum sicuramente scartato, con tanto di perdita di tempo sia tua che del selezionatore. Anche per questo è meglio mandare cv mirati dopo aver fatto un ottimo screening della realtà per la quale ci si candida.

Hai bisogno di una seconda scelta

Se stai inseguendo il lavoro dei tuoi sogni, ma lo stai inseguendo da troppo tempo ed il risultato è la disoccupazione, forse hai bisogno di una seconda scelta. Molte compagnie ispirano, incoraggiano ad inseguire i propri sogni, come ad esempio le compagnie di volo, però la necessità primaria è quella di uno stipendio. Se questo non c’è, dopo un po’ di tempo è meglio forse che ripieghi su qualcosa di meno esotico, ma più concreto, qualcosa che magari non ti soddisfi in pieno ma che ti dia da vivere. Nessuno ovviamente ti vieta di continuare ad inseguire il tuo sogno, se nel frattempo ti sei assicurato un’entrata economica.

Sei ultraqualificato

Anche candidarsi per lavori per i quali si è troppo qualificati, un po’ paradossalmente, è una perdita di tempo. Nel senso che nessuno ti assumerà mai, salvo casi molto particolari. Immaginati di discutere alla pari con chi ti comanda, avere le stesse competenze, o magari anche di più. La situazione diventerebbe decisamente sgradevole, non trovi? Inoltre date le tue conoscenze ti aspetterai probabilmente un salario più alto di quel che effettivamente sarà. E’ vero che forse bisognerebbe lasciar decidere al candidato, ma tant’è.

Sei troppo lontano

Anche abitare troppo lontano è una ragione per la quale spesso si può non venire assunti. I motivi sono tanti: una maggiore flessibilità per progetti dell’ultimo momento, il fatto di poter tornare a casa immediatamente dopo il lavoro etc… fatto sta che i manager preferiscono quasi sempre i lavoratori locali piuttosto che quelli che abitano lontano. Va anche un po’ a fortuna insomma, a seconda di dove si abita.

Riconoscere il fallimento

In ogni caso, come ogni cosa della vita, bisogna saper ammettere il fallimento (ovvero il non riuscire a trovare lavoro, in questo caso) . Riconoscere di aver fallito non è una debolezza, ma è anzi una forza, perché è da lì che si parte per ricominciare nuovamente con maggiori energie. Ecco perché ogni colloquio andato male, ogni curriculum rifiutato, dovrebbe essere, o comunque venire preso più come un punto d’inizio che come un punto d’arresto.

Qualcosa dal quale partire per migliorarsi, più che qualcosa su cui rimuginare sopra, lamentandosi di non riuscire a trovare lavoro. Ci possono volere anche sei mesi, ma l’importante è non desistere e fare un passo in più ogni volta che si subisce uno stop. Partire insomma dai propri sbagli per arrivare alla candidatura perfetta, irrifiutabile da parte del recruiter. Più facile a dirsi che a farsi magari dirai tu, ma non impossibile e soprattutto non esiste alternativa, bisogna ingaggiare una lotta che consideri quanto detto fino ad ora e alla fine, vincerla, senza mai abbattersi e pensare che sia tutta colpa del sistema, perché non è così.

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