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Problem solving e motivazione: come le soft skills impattano nei processi di selezione

In un mercato del lavoro in continua mutazione le soft skills e hard skills hanno un loro valenza, ma le competenze legate al saper essere predominano sul nostro saper fare.

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Se una volta, ad esempio per l’assunzione di una figura specializzata, bastava la sola esperienza, nella società post covid occorrono alcune competenze trasversali come l’intelligenza emotiva, l’autonomia organizzativa, il problem solving e la motivazione.

Come individuare una risorsa adatta

La selezione ha lo scopo di individuare la persona adatta per l’azienda, ognuna si caratterizza per determinate skills possedute dai dipendenti. Individuare la risorsa motivata significa, passione, energia, proattività, engagement verso l’azienda con la possibilità di rimanere nella stessa per un periodo a lungo raggio; se siamo motivati rendiamo di più ma anche meglio. Al fine di carpire se la risorsa possiede tali competenze trasversali, è importante indagare attraverso domande o prove psico attitudinali se la risorsa che abbiamo di fronte fa la differenza oppure no. Questo articolo vuole essere una guida su come le aziende comprendano il candidato nella sua interezza, andando oltre le esperienze maturate nel corso degli anni, valutando sia il saper fare che il saper essere.

soft skills

Problem solving e motivazione: breve excursus

Al lavoro passiamo la maggior parte del nostro tempo, se non possediamo una struttura motivazionale solida difficilmente resisteremo a lungo. La frase pronunciata da S. Jobs ne è una testimonianza: “L’unico modo per fare un buon lavoro è amare quello che fai“.

Motivazione

Dall’etimologia latina “muovere” possiamo comprendere il vero significato della parola motivazione: energia, flusso che ci permette di raggiungere un determinato obiettivo o compito con successo ed efficacia. La motivazione, è la forza motrice che consente ad un individuo l’adozione di un certo comportamento per raggiungere lo scopo prefissato. La sfera motivazionale permette di soddisfare due bisogni, primari e secondari. Tra quelli primari troviamo la retribuzione, mentre tra i secondari la socialità, la crescita professionale e lo status di professionista di una determinata materia.

Se in azienda inseriamo un collaboratore non motivato, rischiamo che una serie di comportamenti come il solo atteggiamento passivo rispetto ai compiti assegnati piuttosto che l’assenteismo, prima o poi si presentino. Al contrario il collaboratore motivato va in azienda perché è felice del lavoro svolto.

Problem solving

Le imprevedibilità, piuttosto che le task assegnate a volte richiedono una capacità risolutiva affinata, ecco che entra in scena il problem solving. Il problem solver oggi viene richiesto nelle aziende, si tratta di una figura che prevede anche eventuali scenari problematici, trovando le soluzioni eventuali che si possano applicare, questo richiede l’atteggiamento proattivo, determinato dove la motivazione fa da protagonista.

Il nostro candidato motivato che problem solver in azienda incide su alcuni aspetti come:

  • Morale più alto;
  • Appartenza a quell’azienda come una famiglia che come un contesto produttivo;
  • Livelli di retention maggiori;
  • Soluzioni proattive per la crescita dell’azienda in cui si è inseriti;
  • Maggiore cooperazione;
  • Benessere psicologico.

La motivazione del candidato deve essere continuamente monitorata e valutata, sia in fase di colloquio conoscitivo che nell’inserimento della risorsa in azienda, testandone il livello di progressione o regressione. Il processo di selezione vede la somministrazione di quesiti e prove tecniche che indagano se la risorsa che ci troviamo di fronte possiede le capacità che hanno i collaboratori che già sono in azienda, questo richiede vari incontri per conoscere le molteplici sfaccettature della persona che abbiamo di fronte.

Come le soft skills emergono nei processi di selezione

Il processo di selezione rappresenta il momento in cui si indagano le competenze, capacità ed abilità possedute dalla persona che ci troviamo di fronte. Come le competenze trasversali emergono nei processi di selezione?

  • Perché dovrei assumere te? La motivazione è l’area che si vuole indagare attraverso questo quesito. La risposta ideale esclude la sfera economica, legata alla sola retribuzione ma dà piena autonomia alla persona in toto. In che modo? Ad esempio: “voglio crescere professionalmente”, piuttosto che: “mi piacerebbe specializzarmi nel vostro settore”;
  • Hai mai gestito una situazione problematica? Come è stata da lei gestita? Questa domanda sottende l’autonomia organizzativa e la capacità di adottare soluzioni per quel determinato episodio accaduto;
  • Mi descriva la sua giornata lavorativa? Più si è dettagliati, più si narra con passione, maggiore è la motivazione che caratterizza la persona.

In mondo del lavoro caratterizzato da dinamicità e continui mutamenti, le soft skills sono fondamentali. Se non prestiamo attenzione rischiamo di condurre in azienda una risorsa che non ha una vision a lungo raggio per rimanere in azienda. Chiaramente non possiamo fidarci solo di domande esplorative, ma affiancare prove tecniche o di personalità riduce il rischio di condurre una selezione in modo erroneo.

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