Quali sono le tipologie di selezionatori e come affrontare i colloqui

I colloqui non sono tutti uguali. Ben differenti sono le situazioni in cui ci si trova il titolare dell'azienda, il responsabile dell'agenzia per il lavoro, il direttore HR o il responsabile di funzione. Vediamo come affrontare il colloquio a seconda dei casi

Chi abbiamo di fronte quando affrontiamo un colloquio di selezione? L’errore più comune è quello di considerare l’interlocutore genericamente il selezionatore (o la selezionatrice). Questo è certamente riduttivo in quanto esistono diverse tipologie di selezionatori del personale ed ognuno di essi avrà modalità di selezione ed obiettivi differenti.


ricerca e selezione del personale

Non sto parlando degli aspetti psicologici e caratteriali ma più tecnicamente della “funzione” e del ruolo di quel selezionatore: a che titolo mi sta colloquiando? Che obiettivo ha? Ha il potere di decisione finale? Conosce il mio settore? Sta valutando le mie competenze professionali o la mia affidabilità? Queste le domande che bisogna porsi per poter di conseguenza affrontare un proficuo colloquio.

Ho individuato quattro differenti tipologie di selezionatori, analizziamole:

Colloquio con il selezionatore dell’agenzia per il lavoro

Chi è? Lavora per una agenzia per il lavoro (società di selezione o società di somministrazione personale) ed ha avuto incarico dal suo cliente (una azienda) di selezionare una o più figure idonee a ricoprire una determinata mansione.Che obiettivo ha? Certamente di accontentare il cliente! Ciò vuol dire che ha interesse a presentare una rosa di candidati che siano in linea con le richieste e che non facciano fare brutta figura alla sua agenzia, sia per quanto riguarda le competenze richieste sia per quanto riguarda le attitudini.

Come affrontare il colloquio? Per questo tipo di selezionatori è diffuso sentire la lamentela (specie per figure più specializzate): “non sa nulla del mio lavoro e della mia mansione, come fa a selezionarmi?”. Bene, in realtà questa fase della selezione non prevede l’entrare nel merito dell’aspetto prettamente tecnico del lavoro proposto. Per intenderci se siete un ingegnere elettronico non potete pensare che in una agenzia ci sia un selezionatore ingegnere elettronico che parli con voi (così come per un contabile o un commerciale lingue estere o un magazziniere). Per questo ci saranno i colloqui successivi in azienda.

Quindi? In questa fase è bene in primis dimostrare serietà e puntualità. Poi anche convincere di essere adeguati alla mansione, senza magari andare nel “linguaggio tecnico” ma raccontando in maniera chiara e comprensibile le precedenti ed attuali esperienze ed i risultati raggiunti. Importantissimo è anche dare spontaneamente delle “referenze” ed insistere sui risultati ottenuti in mansioni ed aziende analoghe a quella oggetto del colloquio. Dimostrare entusiasmo è poi fondamentale. Infine nulla vieta di dire apertamente, nei modi e nei tempi giusti: “E’ la mansione idonea per me, mi permetta di fare il colloquio in azienda e non le farò fare certamente cattiva figura”.

Colloquio con il selezionatore dell’ufficio del personale dell’azienda

Chi è? È il dipendente dell’azienda (media o grande che ha comunque un ufficio del personale interno) che si occupa della ricerca e selezione del personale e/o anche della gestione delle risorse umane e della formazione.

Che obiettivo ha? Selezionare le persone più adatte alle ricerche aperte da presentare al proprio capo (titolare, direttore generale, direttore di stabilimento, etc…) o ai colleghi dei reparti specifici (infatti difficilmente questa fase di colloquio è quella “finale”).

Come affrontare il colloquio? Anche in questo caso difficilmente si potrà entrare nel “tecnico”. Questa fase ha l’obiettivo di valutare le attitudini caratteriali e psicologiche dei candidati. Ma anche di valutarne le ambizioni, la fedeltà, le capacità di integrarsi con i team specifici. Capito questo si può impostare il colloquio di conseguenza. Puntualità ed entusiasmo sono le parole chiave, come anche il dimostrarsi “brillanti” nell’esporre le passate esperienze (o studi o comunque “curriculum”). Essendo questi selezionatori dipendenti dell’azienda (e non fornitori come nel precedente caso delle agenzie) c’è anche un aspetto in più molto importante e da non sottovalutare: i valori, le mission ed i prodotti/servizi aziendali. Dimostrarsi interessati ed “appassionati” (dipende poi chiaramente dai casi specifici) a quello che “fa l’azienda” può davvero fare la differenza. Studiare bene le pagine web, i profili Linkedin, far parte delle pagine Facebook dell’azienda e poterne parlare nel colloquio (magari con commenti, suggerimenti ed esperienze) può qualificarvi come un candidato non “casuale” ma che davvero è interessato/a a quella azienda ed il cui colloquio merita di essere approfondito.

Colloquio il referente di reparto / ufficio specifico

Chi è? E’ colui/colei che gestisce il settore specifico nel quale vi candidate e che sarà il futuro capo.

Che obiettivi ha? Selezionare le migliori e più congeniali persone per il suo ufficio, reparto o comunque area di interesse

Come affrontare il colloquio? Si tratta della fase di colloquio più “ambita”, dove cioè si può parlare la “propria lingua”! Difficilmente in questa fase qualcuno guarderà se incrociate le braccia o vi toccate i capelli, ma si entrerà (finalmente) nel merito del lavoro, delle mansioni e delle responsabilità. Attenzione, si tratta dei referenti che saranno i futuri capi e spesso questa è la fase “decisionale”, per cui è importante non solo fare bella figura dimostrando entusiasmo e puntualità ma anche facendo capire chiaramente che riuscirete a facilitare il lavoro ed integrarvi con loro ed il resto della squadra. Un errore che spesso si fa in questa fase (proprio perché si parla il linguaggio della propria professione) è contraddire l’interlocutore su aspetti specifici o avere aria di sufficienza quando si parla della mansione (della serie “so tutto io!”). Dimostrarsi professionali e preparati ma al contempo umili e con voglia reale di aumentare il proprio bagaglio professionale può fare la differenza. Molto importante è anche non fermarsi alla “teoria” ma raccontare nella pratica e tecnicamente come si è svolto il lavoro in precedenza. Teniamo inoltre presente che questo tipo di referente non è un “selezionatore di professione”, ma si presta alla selezione specificamente per le figure di sua responsabilità, per cui nel colloquio non aspettiamo le domande cui rispondere ma cerchiamo di impostarlo come una chiacchierata e di essere il più possibile pro-attivi.

Un accorgimento/avvertimento (sono poco diplomatico a parlare di questo e mi beccherò le critiche di selezionatori e referenti aziendali, ne sono consapevole, ma sono consapevole anche che non mi leggete per sentire le “solite cose”…): fate attenzione a chi vi trovate di fronte in questa fase, questo tipo di referenti vogliono sì le migliori risorse per la propria area, ma al contempo (senza generalizzare) possono aver paura di trovare persone più preparate di loro stessi e che in qualche modo gli possano “soffiare” le responsabilità o addirittura il ruolo di referente verso la direzione/proprietà. In questo caso anche il fattore “età” gioca (purtroppo) la sua parte, se il candidato è molto più giovane del referente aziendale il problema solitamente non si pone, ma se i due sono coetanei o il candidato è addirittura più anziano del selezionatore le “paure” di quest’ultimo saranno maggiori. Questa non è ovviamente una regola generale, ma è bene essere consapevoli anche di questa eventualità, capire se si sta verificando e comportarsi di conseguenza. Come? Dipende ovviamente dai casi specifici, ma in linea generale si può cercare di dimostrarsi da subito professionali ma al contempo in condizione di imparare ancora molto dai propri superiori.

Colloquio con il titolare o direttore generale

Chi è? Il numero uno della società, colui/colei che ha le decisioni finali praticamente su tutto

Che obiettivi ha? Assumere personale serio e professionale con il miglior rapporto tra quando costa e quanto può produrre.

Come affrontare il colloquio? In questo colloquio ci si deve comunque giocare il tutto e per tutto! Solitamente se si è arrivati al colloquio con il numero uno vuol dire che si sono già ben superati colloqui precedenti, se non si fanno particolari errori quindi le possibilità sono buone. Solitamente il numero uno vuole assicurarsi di assumere una persona valida e fedele all’azienda. Come detto in riferimento all’ufficio del personale, anche in questo caso (e forse in maniera maggiore) dimostrare interesse per l’azienda e per i prodotti/servizi aziendali può fare la differenza. Informarsi in anticipo (su Linkedin, tramite Google e sui social network) circa la persona con cui abbiamo a che fare è certamente un must! Importante anche capire che stiamo parlando con chi vede il candidato come un investimento ed è questo il momento giusto per parlare di stipendi, bonus e benefit… Il manager vuole certamente risparmiare, ma risparmiare non vuol dire spendere meno, ma avere il miglior rapporto spesa/beneficio, tenetelo quindi a mente… è il momento giusto per vendersi al meglio.

Ovviamente queste di cui ho parlato sono “macro-categorie”, le fattispecie possono essere poi centinaia, per cui questo contenuto non sarà fine a stesso, ma i commenti sono aperti, li leggerò tutti e possiamo discutere di altri casi, esperienze e colloqui specifici.
E voi che tipo di selezionatori vi siete trovati di fronte? Avevate mai pensato di impostare il colloquio in maniera differente in riferimento alla funzione di ognuno di essi?

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Commenti

Wordpress (34)
  • […] – a conti fatti – possono rivelarsi delle preziose alleate. Nel mare magnum dei curricula che i reclutatori devono passare in rassegna ogni giorno, a conquistare la loro attenzione sono, di solito, quelli che […]

  • Roby 7 anni

    Concordo con la maggioranza dei commenti: questa teoria fa molto anni 90!
    Basta guardare ora un sito di annunci… Per 10 posti si presentano 1500 persone (se non peggio). Il rapporto tra domanda e offerta è talmente sproporzionato che, a parte mansioni di top management, è matematicamente impossibile fare una selezione ponderata! Nessuna azienda (interinale o meno) può permettersi di vagliare 120-150 CV per una posizione, specialmente se la posizione è da 1000 € / mese e quindi la società interinale ci guadagna 40 € al mese per 3 o 6 mesi. La prima, vera selezione. avviene in maniera puramente casuale.
    Ottima teoria. Peccato sia oramai anacronistica per il 99% dei lavori.

  • Luca 7 anni

    Consigli interessanti. Il problema è che oggi i problemi non sono più questi, oggi il problema è arrivarci ad un colloquio. Se non verrà fatto niente per aumentare l’offerta in rapporto a quella che è la domanda di lavoro, si continuerà a parlare di aria fritta. Buon futuro per tutti!

  • francesco 7 anni

    Sono un ragioniere ed ho lavorato a Palermo in una azienda per 20 anni , fino alla sua chiusura . In una realtà lavorativa come la nostra chi lavora ha vinto al super enalotto !!
    Ho letto il Vs. articolo e sono d’accordo al 100 % ma purtroppo con la crisi mondiale che stiamo vivendo non lavora solo chi è più meritevole, ma chi per sua buona sorte è sia meritevole sia più raccomandato di un altri.

  • Fabiana 7 anni

    Ho letto questo articolo, trovandolo molto interessante, ma volevo fare alcune precisazioni in base alla mia esperienza personale.
    l selezionatore dell’agenzia per il lavoro generalmente è uno psicologo che adotta varie tecniche selettive a seconda del profilo ricercato e deve soddisfare precise richieste, quindi screma i cv, accertandosi che gli studi effettuati e le esperienze lavorative siano adatte a ricoprire la mansione, e che la persona selezionata sia quella più adatta alla mansione de svolgere. Come hanno fatto notare altri ragazzi, purtroppo anche le raccomandazioni hanno il loro peso.
    Comunque, in generale, quando il selezionatore dell’agenzia per il lavoro cerca i candidati dovrebbe sceglierli tra persone di aspetto ordinato, dalla buona educazione , di carattere serio e adatte al lavoro.

    A nessun selezionatore, da quello dell’agenzia per il lavoro al direttore generale, piacciono le persone arroganti e presuntuose.
    Per le persone maggiormente qualificate, il selezionatore dell’agenzia per il lavoro può trasmettere la candidatura alle responsabile commerciale per la verifica delle precedenti esperienze lavorative.
    A volte i candidati selezionati col colloquio individuale devono svolgere dei test psicoattitudinali o volti a verificare particolari capacità utili nell’ambiente lavorativo (il consiglio è di mostrarsi partecipi alla discussione e collaborativi nella soluzione).
    Altre questi test non sono necessari e le persone selezionate, dopo la verifica dei precedenti rapporti di lavoro, vengono invitati a svolgere una prova tecnica. Qui il consiglio è di mantenersi sempre aggiornati in ambiti lavorativi soggetti a cambiamenti nelle tecnologie e nei metodi di lavorazione.

    Una volta finita tutta la selezione, tutti hanno diritto ad una risposta: se non vi dicono niente chiedete quanto ci vorrà per sapere l’esito ( le agenzie serie dicono che se non si fanno sentire entro una settimana, massimo dieci giorni,non si è stati assunti).

    Il selezionatore dell’ufficio del personale dell’azienda deve essere trattato con rispetto e serietà, se si vuole ottenere l’impiego proposto, perché è un intermediario che risponde del suo operato direttamente all’azienda.
    Egli sonda gli aspetti caratteriali, psicologici e professionali dei candidati.
    Suggerisco pertanto di parlare di studi ed esperienze lavorative positive di lavoro veramente attinenti alla professione cercata, delle proprie doti di puntualità e di collaborazione senza troppa arroganza
    Non bisogna dimostrarsi troppo ambiziosi né quando si è poco esperti né quando si è già in possesso di un’ampia esperienza lavorativa pregressa.

    E’ inoltre fondamentale dimostrare di conoscere i valori, la mission e i prodotti dell’azienda, ma so

    per esperienza che per farlo basta leggere il sito di riferimento.

    Facebook e Linkedin sono più adatti alla comunicazione tra persone che si conoscono in quanto già facenti parte dell’azienda o di altre aziende e professionisti a questa variamente legati.

    Il referente di reparto valuta l’ atteggiamento del lavoratore perché esso sarà alle sue dipendenze, motivo per cui è importante dimostrargli rispetto, parlargli in modo tecnico e dettagliato del vostro lavoro, delle vostre effettive mansioni e responsabilità e sottolineare le vostre doti di puntualità in modo sobrio. Siate umili e dimostrate interesse nel miglioramento o nell’aumento delle vostre conoscenze anche verso i colleghi più anziani.
    Per quanto riguarda invece la posizione cercata, generalmente le aziende fanno fare le selezioni al referente di reparto proprio perché non siete lì per prendere il suo posto ( un’azienda non assumerebbe mai un esterno per sostituire una persona già inserita nell’organico, a meno che questa non venga licenziata o non vada in pensione).

    Quando e se i candidati arrivano a fare il colloquio con il direttore generale vuol dire che egli cerca personale serio e professionale, valido e fedele, a conoscenza sia i prodotti/servizi dell’azienda, sia la biografia lavorativa del direttore.
    Per lui il candidato è un investimento, quindi deve essere lui a parlarvi di stipendi, bonus e benefit.
    Se non lo fa chiedetelo con discrezione e poi verificate la proposta sul ccnl di appartenenza: se vi fa un’offerta giusta la potrete accettare, altrimenti non rischierete di svendervi.

    Spero che questo commento possa essere utile anche a coloro che faranno i colloqui dopo di me.

  • Michele 7 anni

    Sinceramente, per esperienza personale, è preferibile affrontare i colloqui di lavoro ( soprattutto se “tecnici” ) direttamente con ” personale interno” all’azienda, a prescindere dalla carica ricoperta.
    Questo perchè non trattandosi di temi generici, è più possibile far valere le proprie competenze e la propria professionalità acquisita nel corso degli anni.
    Ovviamente per giungere a questo, come giustamente ed ampiamente descritto nell’articolo, bisogna superare lo scoglio dei selezionatore ” generico “.
    Il problema non si pone solo per i ” tecnici “, come nel caso dell’ingegnere elettronico citato, ma anche e sopratutto dei cosiddetti senior.
    La prima selezione, a volte, si basa quasi esclusivamente sulla prossemica, sul linguaggio non verbale, paradossalmente, oserei dire, ” sull’impressione ” più che sulla professionalità.

  • Nicola 7 anni

    Ciao. Ho trovato l’articolo molto puntuale e, per quanto orientato sulle inevitabili macro-categorie, per niente scontato rispetto a tanti articoli che ho letto sull’argomento.

    Personalmente da “selezionato” ho provato un po’ tutti i livelli e come tutti ho subito un bel po’ di delusioni.

    Purtroppo o per fortuna un’azienda trova il candidato ideale per una miscela talmente soggettiva di motivazioni (preparazione, aspetti caratteriali, sesso ed età del candidato, condizioni economiche, empatia sviluppata durante il colloquio…) che sarà difficile trovare un filo conduttore.

    Una cosa che mi ha sempre infastidito da candidato è il fatto che spesso tanto le agenzie per il lavoro quanto le aziende stesse non si degnassero nemmeno di dare un feedback negativo a distanza di qualche tempo del colloquio. Ti fa sentire un numero, un puntino in un universo di candidati.

    Avendo provato recentemente l’esperienza del selezionatore “ufficio di reparto” posso dire che personalmente ho selezionato una persona che “a pelle” non mi piaceva affatto, ma che era l’unica ad essere veramente qualificata per il lavoro che si richiedeva (poi ho appurato che il “veramente” era molto relativo, ma questa è un’altra storia).

    Condivido molto il discorso dell’umiltà del candidato… non ci si può proporre ad un selezionatore pensando di avere da insegnare agli altri. Mi ricordo che in un dialogo pacato dissi a un candidato che “è un lavoro di coordinamento logistico ma spesso bisogna un po’ sporcarsi le mani con lavori un po’ meno piacevoli” (intendendo che bisogna seguire un po’ di scartoffie, fare un salto in magazzino ogni tanto, avere a che fare con un ufficio amministrativo un po’ troppo schematico – concetti che avrei spiegato se mi avesse lasciato proseguire la frase-) e lui mi rispose “beh anche dove lavoravo prima mi sporcavo le mani, ho fatto un po’ di tutto”. Ovviamente l’abbiamo scartato. Anche perchè lo stesso candidato vantava sul curriculum una conoscenza buona dello spagnolo, ma quando gli chiesi di fare una piccola conversazione in spagnolo mi disse che però il livello buono risaliva a 5 anni fa, che lo spagnolo lo sapeva ma non se la sentiva di fare una conversazione (?!?).

    Ma come si fa??

    ciao

  • SARAH 7 anni

    buonasera.

    buoni i consigli, decisamente, ma purtroppo, tutto ciò che viene descritto nell’articolo non è assolutamente sufficiente di fronte a quelle che sono le raccomandazioni, oggi come oggi, quasi unica chance necessaria per poter trovare un lavoro. Quello è entrato perchè è il figlio del capoturno…l’altro è entrato perchè è il fratello del tecnico…e un’altra è entrata perchè è la vicina di casa del capo del personale: questi oggi sono considerati i requisiti necessari per ottenere un posto di lavoro. Se hai un buon curriculum, sei troppo qualificato; se hai più di 50 anni, sei troppo vecchio. magari hai lavorato per 30 anni in un settore che non è quello dell’annuncio, perciò risulti come uno senza esperienza. Non si capisce più niente e nulla di tutto quello che sta succedendo nel mondo del lavoro è accettabile.

    Fino ad un anno fa avevo tutti e due i miei genitori disoccupati, e ora mi è rimasta solo la mamma, tuttora disoccupata, perchè mio padre, appunto un anno fa, è morto dal dispiacere per la sua situazione, solo come un cane nel suo letto, a 63 anni, troppo giovane per la pensione e troppo vecchio per lavorare.

    SE QUESTA E’ GIUSTIZIA!!!!!!

    la mamma ha presentato credo almeno un centinaio di domande, ma senza risultati, perchè 59 anni sono troppi, e non abbiamo conoscenze giuste. è COSì CHE VA, E PIù CHE DEI CONSIGLI, CI VORREBBE UNA SVOLTA DEFINITIVA PER OTTENERE UN MAGGIORE RISPETTO PER TUTTE LE PERSONE, E NON SOLO PER ALCUNE.

    BUONA FORTUNA A TUTTI…NE AVETE BISOGNO!!!!!!!

    • emilio 7 anni

      Ma non possiamo comunque arrenderci. E non possiamo tralasciare, in questo, ogni buon consiglio. Ad esempio io ho ricevuto solo due opportunità e non dai posti che volevo. Tuttavia ho poi superato i colloqui relativi. Forse ciò significa che so gestire un colloquio ma non scrivo bene il curriculum. Forse che dovrei modificare il mio curriculum non tanto nel senso di “barare” quanto di porre la luce su diversi aspetti della mia esperienza. Magari un curriculum “ad personam” per ogni posto di lavoro a cui m miriamo. Io ho accetatto un’opportunità che poi, in sede di colloquio si è rivelata molto più interessante del previsto. Fatti coraggio. Ti faccio i miei auguri migliori.

  • giada 7 anni

    Articolo interessante se poi ci fosse la possibilità di essere anche solo chiamati per un primo colloquio .. la maggior parte nemmeno risponde alle richieste, non si fanno sentire proprio … la “facciata” è quello che conta al giorno d ‘oggi e poi?! ognuno ha qualità e attitudini che vanno dimostrate certo, ma se nessuno lascia aperte le possibilità per mettersi in gioco e dimostrare quello che sappiamo fare perchè per ogni cosa è richiesta un’ esperienza la domanda sorge spontanea : ” a questa esperienza come caspita si arriva? “nessuno ci lascia cominciare e nessuno ci dà la possibilità di imparare un mestiere.. tutto è fermo ..

  • egidio 7 anni

    sono senza lavoro oramai da più di un anno e fatto più di 87 colloqui, ma i consigli su come fare un colloquio dettagliato e professionale servono a poco se con chi parli non è professionale e qualificato!!!! ringrazio chi scrive questi articoli per aiutare di disoccupati operai a superare alcuni problemi, io personalmente arrivato a questo punto accetto solo un consiglio, su come fare una rapina! perché sfido chiunque a vivere di sola aria!!! ciaoooo a tutti Egidio.

  • DS9 7 anni

    io ho avuto colloqui solo con le prime 2 categorie di selezionatori… quelli delle agenzie nonostante io mi sia sempre proposto per un ruolo impiegatizio mi hanno sempre chiamato per lavori da operaio, anche di un solo giorno (come ad es. montare mobili), mentre i secondi per alcuni non ho superato il colloquio (che poi i motivi saranno stati dei più svariati), per altri invece sarei potuto anche essere assunto ma ho rifiutato io perchè non mi andavano a genio alcune loro proposte. in ogni caso col senno del poi non sono pentito di queste scelte, perchè il quel momento specifico era giusto comportarsi così, e perchè mai avrei potuto immaginare che sarebbe arrivata una crisi mondiale di tali proporzioni… quindi al limite l’unico rimpianto sarebbe questo, ma penso che ne avrei fatto le spese lo stesso ed essere lasciato a casa come tutti gli altri, come è giusto che sia del resto, non essendo più speciale degli altri…

    • gigio 7 anni

      tu ai ragione ma a me non mi anno chiamato neanche per un giorno forse e letà

  • gigio 7 anni

    verissimo roberta si sentono sempre un gradino al di sopra.fanno domande tipo sei iscritto ai sindacati oppure ai precedenti penali

  • Roberta 7 anni

    Articolo veramente interessante, ma purtroppo qui in Italia, specialmente se si affrontano colloqui con le agenzie interinali, la maggior parte dei recruiters non sanno fare il proprio lavoro, non sono competenti ed a volte fanno domande che, oltre ad essere inopportune, sono anche offensive. Mi e capitato che un selezionatore mi ha domandato “Scusi, ma in sei anni che lei vive tra il precariato/disoccupazione e mai possibile che non ha trovato un posto di lavoro?” ed anche “Se non lavora e non prende l’indennità di disoccupazione come fa a vivere?” Non sono certo domande da rivolgere ad una persona che si trova in grave difficoltà economica per mancanza di lavoro

  • gigio 7 anni

    le agenzie non sono una cosa valida 6 anni che sono iscritto a tante agenzie non mi anno mai chiamato eppure ho un curriculum di tutto rispetto mi sono sempre arrangiato con le mie forze ho 52 anni e 6 mesi che sono a casa le agenzie non so con che criterio assumono forse guadagnano di più con gli exstacomunitari

  • disqus_rg9qfUQPh0 7 anni

    Il problema non è districarsi a come si risponde o a come ci si presenta ad un colloquio il problema è avere un colloquio dove si possa dimostrare se stessi e le proprie capacità.Perchè di cv ne avro tra consegnati a mano e inviati via email sia alle agenzie interinali sia direttamente alle industrie un 200 copie nessuno siè preso la briga di chiamare.Perciò penso che prima di insegnare a fare i colloqui bisogna avere la possibilità che il lavoro ci sia.

    • gigio 7 anni

      bisogna essere raccomandati in tutto oggi come oggi

  • Alessandro 7 anni

    Emilio, chiedere quanto si vorrebbe guadagnare esige una risposta che sia una media tra le due variabili “Conoscenza della realtà (anche lavorativa) ” e ” Valorizzazione personale/ conoscenza di se stessi”

  • Alessandro 7 anni

    Sono tematiche che ho affrontato durante il mio tirocinio riguardante il servizio di Outplacement, e che conosco.

  • Flavio 7 anni

    Buongiorno
    volevo complimentarmi con l’estensore dell’articolo sia per il fatto puramente tecnico, ma soprattutto per la sincerità espressa nel periodo finale.
    La mia esperienza in merito mi permette di confermare in pieno quanto detto (a dispetto dell’irritazione che potrebbe suscitare, ma quella è la realtà provata da esperienza diretta). Purtroppo per me, avendo un età over 50 ed avendo perso il lavoro per i soliti motivi, ho affrontato molti colloqui, di cui anche due perduti nella cosiddetta “finale” esattamente per i motivi citati (parliamo di posti da quadro/dirigente dove il superiore aveva un età inferiore alla mia).
    Raccomando a quanti leggessero questo commento di fidarsi di quanto scritto nell’articolo al 100%.

    • Angelo 7 anni

      Salve, sono coetaneo di Flavio ed ex (non per mia volontà) dirigente . La mia esperienza si è sviluppata in diversi settori Industriali svolgendo con successo e grande soddisfazione reciproca le mie mansioni.Nonostante tutto la risposta ricorrente , prevalentemente dai selezionatori delle Agenzie, è la seguente: “apprezziamo il Suo curriculum ma ci siamo rivolti a candidati con caratteristiche esperienziali più attinenti alla posizione ricercata”. Che significa?
      Complimenti per l’articolo, per esperienza diretta condivido e sottoscrivo quanto riportato.

  • emilio 7 anni

    Una domanda che sempre mi inquieta è : quanto vorrebeb guadagnare? Cosa si aspetta chi la fa? Una cifra alta che mostra grande ambizione? Una cifra bassa perchè vuole “investire poco”? Se dico una cifra bassa questo potrebeb pensare che prima guadagnavo ancora meno e chiedersi perchè. Se la dico troppo alta che vivo al di fuori della realtà.

  • emilio 7 anni

    Suggerirei un ampliamento in questo senso: come affrontare un colloquio in funzione di ciò che tu sei. Se sei un padre di famiglia è possibile che chi sa di offrire uno stpendio basso non sia interessato a te perchè pensa che detto sipendio non ti possa bastare. Ma poichè a volte bisogna accontentarsi come si può evitare di farsi scartare?

  • Umberto Lucente 7 anni

    INTERESSANTE

  • paolo 7 anni

    Buongiorno, l’articolo è scritto bene e in linea generale somiglia alla realtà. Nella mia esperienza, non volendo e potendo quindi essere esaustivo in tutte le realtà esistenti e nel contempo sottolineando che ho incontrato casi particolari che si discostano da quanto segue, nelle agenzie interinali i selezionatori sono dei/delle ragazzine pressoché in stage, eh costano poco o niente, che di conseguenza non solo conoscono il settore (giustamente, non sono tanto lì per farti domande specifiche in tal senso, altrimenti sarebbero tuttologi e sarebbero in altri lidi) ma neanche conoscono la selezione e seguono il manuale che è stato a spizzichi e bocconi trasmesso loro. Nelle selezioni ad opera di personale interno qualsiasi funzione esso ricopra, o anche se professionista che ha un rapporto diretto con l’azienda (vedi manager che sta ristrutturando o simili), tanto per ribadire che siamo tutti esseri umani con ambizioni e paure, il fine ultimo del selezionatore è scegliere/suggerire una persona capace e brava ma fondamentalmente non in grado dopo un po’ di “rubargli” il lavoro o il ruolo che si è ritagliato nel tempo. Ciò anche se le 2 mansioni sono distanti tra loro. In poche parole l’inconscio gli dice: “perché ti devi mettere in casa uno che potrebbe farti le scarpe?”. Dopo molte episodi mi sono reso conto di tale cosa, imputandomi inizialmente in innumerevoli occasioni qualche errore commesso o in generale l’essere sbagliato in qualcosa. In qualche volta, non so spiegarmi il perché, è capitato invece che avveniva la confessione in tal senso e non come tecnica per vedere che reazione potessi avere (anche qui ho fatto uno studio ponderato dei perché e per come).
    Le uniche selezioni di vero valore rimangono quelle ad opera del bravo titolare (o del bravo manager).
    Sottolineo bravo perché se bravo gli interessa solamente la resa nel neoassunto e non la posizione o il prestigio che potrebbe “rubarti”. Grazie per l’attenzione

  • Fabio Landi 7 anni

    Fabio,

    Interessante l’articolo, ma purtroppo descrive ciò che è veramente successo da quando esiste la cosiddetta “Agenzia di Somministrazione” o “interinale”.

    Io sono nove anni che ho a che fare con queste realtà, diciamo che da quando la crisi ha iniziato a mordere più duro, le Agenzie per sopravvivere, cercano solo il loro interesse personale, tutto quello che viene riportato dopo sta diventando sempre più utopia, e mi dispiace dirlo!

    Ho a che fare ultimamente, con ragazzi laureati, con contratti a progetto che hanno si competenze, ma il più delle volte sono superficiali e poco empatici con le persone, le proposte di lavoro che hanno sono finalizzate SOLO, al loro tornaconto aziendale. L’azienda cliente, il più delle volte trova nella concorrenza o con le cooperative, la sua soluzione al problema della ricerca di personale, le agenzie interinali stanno rivedendo il loro modus operandi, proprio perchè è il loro sopravvivere l’unico e vero obiettivo!
    Dunque, il vero cambio è stato che adesso il lavoro non c’è come prima, e quel poco che esiste è regolamentato da riforme governative micidiali, che lo rendono sempre più labile ed esposto ad una flessibilità sgradevole!
    La vera riforma andrebbe fatta sul costo del lavoro per le imprese, se si detassassero TOTALMENTE e per 5 anni le tasse agli imprenditori sulle assunzioni, io penso che le agenzie per il lavoro tornerebbero a fare il lavoro di prima, cioè trovare il lavoro a termine per le aziende, la gente lavorerebbe di più senza riforme Fornero debilitanti, ci sarebbe ricambio generazionale nelle Aziende, ma purtroppo in Italia, il “Paese per Vecchi”, sono altri i problemi da risolvere si vede! E lo vediamo tutti da 20 anni a questa parte. E’ un sistema che è stato cambiato, ma non sono state cambiate le persone che lo regolamentano, quelli che sono sempre lì a legiferare purtroppo per noi, poveri italiani

    • robnat 7 anni

      anch io penso l articolo sia interessante e ben articolato, ma ahimè condivido in toto opinione del landi. La teoria è quanto descritto dall articolo,ma in pratica è nel commento del landi. Sul mercato cè un surplus di offerta di lavoro ormai sempre più qualificato e specializzato e la scarsissima richiesta di lavoro crea proprio quel meccanismo sopracitato. Scremature discrimanti per età , titoli ,esperienza e il controsenso delle richieste di agenzie è che nei profili si richiede candidato esperto ma giovane……auguri!nel mentre sono a spedire cv su cv ogni gg…monia

  • Anna Maria D'Ascoli 7 anni

    Ho 38 anni.Di colloqui ne ho fatti a decine e ho incontrato selezionatori di ogni età e per mansioni tra le più diverse. Quello che ho notato è stato che proprio il/la selezionatore/trice non era certo all’altezza del suo compito: poco preparati, poco attenti e a volte mezzi addormentati (letteralmente) perchè stanchi nel fare colloqui e ovviamente terribilmente annoiati. Mi è capitato anche di sostenere interi colloqui in lingua straniera constatando con mia immensa “tristezza” che chi avevo di fronte parlava come uno che ha appena preso la licenza media, oppure di sostenere colloqui con chi non ti lasciava affatto parlare e ti dava solo informazioni (che presumibilmente magari già sapevo) e delle mie esperienze non mi chiedeva un bel niente(e allora cosa mi ha convocato a fare mi domando) e ovviamente non andava a buon fine. Non parliamo poi di chi mi ha fatto il colloquio e poteva avere scarsi 20 anni…sono arrivata insomma alla conclusione che i selezionatori lasciano davvero molto a desiderare e non sono affatto nè preparati nè all’altezza. Non so come possano poi certe aziende “ingaggiare” certi soggetti e sopratutto sperare di avere un minimo di garanzia che chi ti seleziona abbia veramente capito o ascoltato il tuo bagaglio professionale…..

  • Moreno 7 anni

    Pur avendo 50 anni non ho grande esperienza su come si affronta un colloquio e su tutte le analisi delle caratteristiche del selezionatore. Sono una persona che si affeziona e crede nell’azienda per cui lavora e questo mi ha, in qualche, caso agevolato…. ma non sempre, perchè ti può capitare l’azienda che non ricambia…. infatti sono disoccupato da diversi mesi. Perciò, nonostante una carriera lavorativa di oltre 25 anni, sono aperto a tutti i consigli che mi possano aiutare per rientrare in quello che, in questo momento, è il difficile mondo del lavoro. Ringrazio e saluto. Moreno Romoli (Prato)

  • alessandro 7 anni

    il problema principale è che, avendo io 49 anni, al massimo mi fermo al colloquio con l’agenzia interinale e non vado più avanti. E’ questo il problema, inutile fare tanti discorsi. L’articolo è interessante e l’ho letto molto volentieri, ma i fatti veri purtroppo sono altri ed è che dopo una certa età, se ti chiama l’agenzia interinale sei fortunato, salvo poi fermarsi li e non avere più contatti con nessuno.

  • francescco catalano 7 anni

    molto interessante la sua spiegazione e istruttiva, ma nel mio caso, che vengo purtroppo da una realtà lavorativa del sud Italia (Napoli) e quasi sempre,cioè sempre ho lavorato non in regola per cui a mie spese. Ho fatto l’esperienza delle agenzie di lavoro in Trentino, sono stato 3 mesi ma senza nessun risultato, anzi spesse volte mi sono sentito in imbrazzo a dove dire che le mie sperienze lavorative non sono certificate. comunque le sue illustrazioni sono interessanti mi piacerebbe approfondire altri temi sulle

    qualifiche lavorative.. grazie di tutto, Francesco Catalano.

  • enrico 7 anni

    la maggior parte dei selezionatori nelle agenzie sono degli incapaci, laureati senza nessuna esperienza di lavoro o capacità alcuna. Selezionatori dovrebbero essere degli ex imprenditori (con un ricco curriculum) con esperienza di gestione del personale, con visione molto ampia della personalità e capacità delle persone, da proporre con responsabilità.

    • franco 7 anni

      e vero sono giovani che non sanno neanche chi cercare.non so con che criterio fanno i colloqui solo guardatoti in faccia se sei simpatico o no.ma problabilmente assumono con chi guadagnano di più.sono iscritto a tante agenzie da 6 anni e mi sono dovuto arrangiare sempre da solo eppure ho un curriculum lavorativo di tutto rispetto