Rinuncia eredità: come, perché e modulo fac simile

Che cosa è la rinuncia eredità, quando si può fare, in che modo si realizza, modulo e... tutto quello che dovete assolutamente sapere!

La rinuncia all’eredità è un atto con il quale un erede dichiara di non voler acquisire l’eredità che gli sarebbe spettata, per motivazioni peraltro varie e numerose (si pensi, ad esempio, al caso in cui i debiti del de cuius siano superiori alle sue attività, e così via). Ma in che modo può essere effettuata la rinuncia all’eredità? Quali sono le sue conseguenze? Cerchiamo di saperne un po’ di più, spiegando nel dettaglio tutte le principali caratteristiche di questo atto.


Rinuncia eredità debiti

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In primo luogo, cerchiamo di comprendere che cosa accada con la rinuncia all’eredità, nel caso più comune (ovvero, che i debiti del defunto siano talmente importanti da superare i crediti e le attività). Con la rinuncia eredità l’erede fa cessare gli effetti derivanti dall’apertura della successione, rimanendo dunque estraneo alla stessa. Pertanto, i creditori del defunto non potranno più rivolgersi a lui per il pagamento dei debiti ereditari. Naturalmente, considerato che la rinuncia è “totale”, l’erede non potrà considerarsi tale solamente per la quota di maggiore “interesse”.

Rinuncia eredità Tribunale o Notaio

Passiamo ora alle modalità di effettuazione della rinuncia all’eredità. L’atto dichiarativo con il quale si dichiara di voler rinunciare a ciò che sarebbe spettato in sede di successione può essere formalizzato da un Notaio o in Tribunale, per opera di un cancelliere. La dichiarazione andrà inserita nel registro delle successione, conservato nel Tribunale del circondario in cui è stata aperta la successione.

Si tenga conto che la rinuncia eredità Tribunale, o quella notarile, per non essere nulla (cioè, non produrre effetti) non deve avere condizioni (es. “rinuncio all’eredità se Tizio fa…”), non deve avere termini (es. “rinuncio all’eredità fino al 31 dicembre dell’anno in corso”) e non deve prevedere limitazioni (es. “rinuncio all’eredità solo per questi beni, ma ne accetto altri”).

Rinuncia eredità costi

La rinuncia all’eredità può essere effettuata dal Notaio (e i costi, conseguentemente, dipenderanno dalla parcella notarile) o direttamente in Tribunale. In questo secondo caso si può risparmiare qualcosa, considerato che generalmente per la rinuncia saranno richieste una marca da 16 euro per gli atti giudiziari, e il versamento del pagamento dell’imposta e dei costi di registrazione della rinuncia, per 200 euro circa. Potrebbero tuttavia essere richiesti altri oneri, o spese vive.

Rinuncia eredità termini

La legge prevede il diritto di accettare l’eredità (e dunque di rinunciare alla stessa) entro 10 anni dal giorno della morte del defunto. Il termine decennale può però essere abbreviato da chiunque ne abbia concreto interesse (si pensi a un creditore personale del de cuius) chiedendo al Tribunale del luogo dove è stata aperta la successione, che sia fissato un termine entro il quale il soggetto chiamato dichiari se accetta o meno l’eredità. Trascorso questo termine, il chiamato perde il diritto di accettazione o di rinuncia all’eredità.

Rinuncia eredità rappresentazione

Un altro tema di particolare interesse nell’accettazione e nella rinuncia all’eredità è quello della rappresentazione. Si ricorda infatti che per poter ricevere l’eredità del defunto o, di contro, esercitare la rinuncia, è necessario che le persone aventi diritto abbiano la capacità di succedere e non siano, dunque, “indegne” a farlo. In alcuni casi, possono tuttavia ricevere o rinunciare all’eredità subentrando nella posizione di un genitore o di altro parente: si parla, in questo caso, di rappresentazione.

In tal proposito, ricordiamo che la capacità di succedere si manifesta quando si è la maggiore età, si è capaci di intendere e di volere, si è viventi o concepiti (in alcuni casi, la capacità è riconosciuta anche a persona non ancora concepita). Inoltre, per essere capaci di ereditare non si deve essere “indegni”, ovvero ricadere in uno dei casi previsti dalle legge nelle seguenti ipotesi: chi ha volontariamente ucciso o tentato di uccidere la persona della cui successione si tratta, o il coniuge, o un discendente (figlio o nipote), o un ascendente (genitore o nonno) dello stesso defunto; chi ha commesso, ai danni di una di tali persone, un fatto al quale la legge dichiara applicabili le disposizioni sull’omicidio; chi ha calunniosamente denunciato una di tali persone per un reato punibile con l’ergastolo o con la reclusione per un tempo non inferiore nel minimo a tre anni; il padre o la madre che ha perso la responsabilità genitoriale nei confronti del figlio; chi ha indotto con dolo o violenza la persona, della cui successione si tratta, a fare, revocare o mutare il testamento, o ha impedito alla persona di fare testamento; chi ha soppresso, celato o alterato il testamento di una persona; chi ha formato un testamento falso o ne ha fatto consapevolmente uso.

Rinuncia eredità beneficio inventario

Un altro argomento di frequente rilevanza quando si parla di rinuncia all’eredità è il c.d. beneficio dell’inventario. Chi infatti accetta l’eredità, può scegliere di accettarla semplicemente, oppure di farlo con beneficio di inventario: in questo secondo caso, il patrimonio del defunto rimane distinto da quello dell’erede, che sarà tenuto a pagare i debiti del defunto solo nei limiti dell’attivo ereditario. Per poter effettuare l’accettazione dell’eredità con il beneficio dell’inventario bisogna rendere apposita dichiarazione al Notaio o al Tribunale. I termini sono stringenti: di norma, l’inventario va fatto entro 3 mesi, e – una volta fatto l’inventario – il chiamato dovrà fare dichiarazione di accettazione o di rinuncia entro 40 giorni.

Rinuncia eredità pensione di reversibilità

Altro tema particolarmente “scottante” del quale vogliamo occuparci, è la relazione tra pensione di reversibilità e rinuncia all’eredità. Spesso, infatti, si teme che la rinuncia all’eredità del defunto possa implicare il diritto alla pensione di reversibilità. In realtà, però, così non è.

Ricordiamo in tal merito che la pensione di reversibilità una prestazione economica che viene riconosciuta ai familiari in caso di morte di un pensionato, su loro richiesta (si parla invece di pensione indiretta se il decesso riguarda un lavoratore non pensionato). Ebbene, contrariamente a quanto pensano alcuni, la rinuncia all’eredità non impedisce il godimento della pensione di reversibilità, bensì soltanto il pagamento delle rate di pensione non riscosse dal deceduto al momento della morte.

Rinuncia eredità modulo fac simile

Il modulo di rinuncia all’eredità è generalmente molto semplice, e manifesta in maniera chiara e univoca le proprie intenzioni. Se volete consultarne una bozza, potete scaricarlo a questo link: modulo rinuncia eredità

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