Riscatto della laurea e fondo pensione: qual è la misura più vantaggiosa?

Il riscatto della laurea ed il fondo pensione, due strumenti utili al futuro trattamento previdenziale. Come scegliere l'opzione migliore

Cosa è meglio per i contribuenti, optare per il riscatto della laurea oppure per un fondo pensione? Non esiste una risposta univoca e valida per tutti, in quanto molto dipende dai singoli casi e dalle variabili che condizionano questi. Resta comunque importante capire cosa prevedono e come funzionano queste misure.


Riscatto della laurea ed il fondo pensione due strumenti di valore

Pensione anticipata: RITA e Ape volontaria

Quando parliamo di futuro, di uscita dal mondo del lavoro, di pensione ed assegno previdenziale, bisogna sempre stare molto attenti. Si tratta di un ambito particolarmente delicato, sia perché il sistema che regola tutto ciò è fragile, sia perché le misure e le norme possono cambiare da un momento all’altro, apportando novità. Pensare al presente è importante così come guardare oltre ed incominciare a concentrarsi sul futuro, con particolare attenzione all’uscita dal mondo lavorativo ed all’accesso alla pensione. La nostra legislazione prevede due misure di particolare interesse per i contribuenti, ossia il riscatto della laurea ed il fondo pensione.

Si tratta di strumenti che hanno la finalità di agevolare e rendere più semplice l’accesso alla pensione, ma anche di poter contare su un assegno previdenziale più sostanzioso a fine carriera professionale.

Che cos’è il riscatto della laurea?

Il riscatto della laurea ha avuto molto successo nel corso dei mesi, permettendo ai contribuenti di valorizzare gli anni di studio per fini previdenziali. Si tratta di un’agevolazione rivolta solo ai soggetti che hanno realmente portato a termine il loro percorso di studi, conseguendo il diploma di laurea oppure un titolo equiparato. Inoltre, la nostra legislazione prevede anche il riscatto della laurea agevolato, con un costo pari a 5 mila euro per ogni anno di studio che si voglia riscattare. Nella modalità agevolata, i contribuenti possono godere di uno sconto, andando a pagare di meno rispetto la formula di carattere ordinario. Tuttavia per accedervi bisogna soddisfare alcuni requisiti, come ad esempio l’aver versato alla gestione Inps almeno un contributo. Il prezzo che i contribuenti devono sostenere per riscattare gli anni di studio, può essere deducibile e rateizzabile per un massimo di 10 anni, senza l’aggiunta di interessi.

Il fondo pensione

Il fondo pensione è un’altra opzione che i contribuenti possono scegliere in vista del futuro trattamento previdenziale. Si tratta di un investimento per avere un reddito integrativo a fine carriera lavorativa. Questo si somma al trattamento pensionistico erogato dall’Inps. In altri termini è come mettere da parte ogni anno una quota di denaro, per poi poterne usufruire nel momento in cui il contribuente termina la sua carriera professionale. In questo caso, si tratta di una scelta utile per incrementare l’ammontare dell’assegno previdenziale. I contribuenti che si trovano a dover prendere delle importanti decisioni sul loro futuro, non possono ignorare queste due misure, che nel corso del tempo hanno riscosso tanto successo. Sorgono spontanee alcune domande: quale misura è più vantaggiosa e capace di dare maggiori garanzie? Meglio riscattare gli anni di studio in contributi utili per accedere alla pensione o meglio investire per aumentare l’assegno pensionistico?

L’importanza di fare la scelta giusta

Fare la scelta giusta su quale misura possa essere la più vantaggiosa per il futuro, sicuramente non è semplice, ma necessaria. Non esiste una risposta univoca e valida per tutti i contribuenti in quanto, in alcuni casi, (considerando la storia contributiva ed altre varianti) potrebbe essere meglio optare ed investire nel riscatto della laurea, mentre in altri casi, potrebbe davvero risultare migliore dirigersi verso un fondo pensione. In particolare, il riscatto degli anni di studio universitari in contributi è utile solo nel caso in cui permette l’accesso alla pensione anticipata. Tuttavia non sempre è così, in quanto potrebbe essere che gli anni riscattati non siano sufficienti per garantire tutto questo. Per essere più chiari, potrebbe essere che, pur avendo riscattato 5 anni di contributi, il contribuente stesso non ha alle spalle una solida carriera lavorativa, in grado di garantirgli l’accesso alla pensione anticipata.

In questo caso risulterebbe più saggio decidere di investire in un fondo pensione, che in linea del tutto generale continua ad apparire la scelta più conveniente. Il consiglio migliore resta quello di analizzare attentamente il proprio caso e poi prendere delle decisioni definitive.

CATEGORIES
Share This

Commenti