Riscatto della laurea e pace contributiva. Boom di domande all’Inps

Il successo di alcune formule utili alla pensione. Nel 2019 sono arrivate all'Inps 67.680 domande di riscatto laurea e pace contributiva

Un grandissimo successo per il riscatto della laurea e la pace contributiva, le due misure che permettono di recuperare anni e contributi utili per accedere alla pensione. Nel corso del 2019 sono arrivate all’Inps un totale di 67.680 domande, circa il triplo rispetto al 2018.


Pensione e contributi: il successo delle misure per il recupero di anni e contributi

aumento pensione

Il 2019 è stato un anno davvero importante, che ha manifestato in tutto e per tutto il successo di due misure significative dal punto di vista previdenziale. Parliamo del riscatto della laurea e della pace contributiva. Grazie a queste, i cittadini hanno la possibilità di recuperare anni e contributi utili alla pensione. Da marzo a dicembre 2019, all’Inps sono arrivate un totale di 67.680 domande, di cui 29 mila per il riscatto della laurea ordinario, poco meno di 35 mila per il riscatto della laurea agevolato e circa 5 mila per la pace contributiva. Un vero e proprio boom, circa un triplo delle richieste inviate nel corso del 2018. Infatti, due anni fa sono arrivate circa 2.320 domande al mese, contro le 6.321 nel 2019.

Misure pensate a favore dei contribuenti, per agevolarli nell’accesso alla pensione, concedendogli la reale opportunità di riscattare gli anni di studio universitari e di coprire quelli caratterizzati da buchi contributivi.

Il riscatto della laurea

Il riscatto della laurea è una misura che permette di poter valorizzare gli anni di studio per fini puramente previdenziali. Questa è riservata solo ai contribuenti che hanno portato a termine gli studi universitari, conseguendo il diploma di laurea oppure un titolo equiparato. Non è tutto, in quanto il decreto 4/2019 ha introdotto l’opportunità di recuperare gli anni di studio in maniera agevolata ad un costo minore, circa 5 mila euro per ogni anno da riscattare. Si tratta di una misura di carattere permanente, e per accedervi bisogna soddisfare alcuni requisiti, come ad esempio aver versato almeno un contributo alla gestione Inps, presso cui riscattare gli anni di studio universitari. Inoltre il corso deve sistemarsi nei periodi di competenza del metodo contributivo, operativo dagli inizi del 1996.

Il prezzo da pagare per riscattare gli anni di studio può essere deducibile e rateizzabile per un massimo di 10 anni, senza alcun interesse aggiuntivo. Sta di fatto che nel corso del 2019 sono state davvero tante le domande presentate, soprattutto da parte degli iscritti alla gestione privata, mentre circa 1.000 domande al mese per gli iscritti alla gestione pubblica.

La pensione e la pace contributiva

Accedere alla pensione è uno step molto importante nella vita di un lavoratore, che dopo tanti sacrifici e stenti, merita il riposo ed un equo assegno pensionistico. Tuttavia, nel corso del tempo, tutto il sistema pensionistico italiano si è trasformato in un qualcosa di contorto, di complesso a causa del susseguirsi di tante leggi che hanno continuamente cambiato le carte in tavola. Proprio per questo motivo, alcune misure studiate per facilitare l’uscita dal mondo del lavoro, hanno e continuano ad avere successo tra i cittadini prossimi al pensionamento. La pace contributiva è stata introdotta dal decreto 4/2019, permettendo di riscattare un periodo scoperto da contributi, situato dopo il 1995. Questo periodo deve collocarsi tra l’anno del primo contributo e quello dell’ultimo accredito ricevuto, in ogni caso non oltre il 29 gennaio 2019. Ed ancora, possono essere riscattati massimo 5 anni, anche se non consecutivi, posti in periodi di tempo scoperti da contributi obbligatori. Ricordiamo che si tratta di una misura utile non solo alla pensione, ma anche al calcolo del futuro assegno pensionistico.

Tuttavia si tratta di una formula di carattere sperimentale, attiva fino al 31 dicembre 2021. Questo significa, per tutti coloro interessati al riscatto di anni contributivi scoperti, la possibilità di inoltrare le proprie domande fino a dicembre del prossimo anno.

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