La data scelta per inaugurare, in tutta Italia, la partenza dei saldi estivi 2016 è quella del 2 luglio. Dal primo sabato del prossimo mese, tutti coloro che hanno fin qui rimandato gli acquisti, con l’intenzione di risparmiare qualcosa, potranno dunque mettersi alla ricerca di ciò che gli occorre. O che desiderano. Se la logica induce, infatti, a pensare che tra gli articoli più “gettonati” ci saranno i costumi e i parei da sfoggiare al mare; in molti potrebbero approfittare dei saldi in partenza per acquistare l’elettrodomestico che, da qualche mese, non funziona più come dovrebbe. O per concedersi lo sfizio di avere l’ultimo smartphone in commercio. Ma praticare i saldi stagionali ha ancora senso? Secondo il Codacons no.

Ma abolire i saldi per lasciare le mani libere ai commercianti procurerebbe davvero vantaggi agli esercenti? Secondo Roberto Manzoni, presidente della Fismo-Confesercenti (Federazione italiana settore moda), non proprio. “I saldi – ha commentato – arrivano ogni anno troppo presto, dovrebbero essere spostati alla fine della stagione estiva, come anche di quella invernale”. “La data unica in tutta Italia – ha dichiarato – è una buona idea perché il piccolo imprenditore non ha la forza di creare un evento come quello dei saldi, di creare un’aspettativa o di farsi pubblicità. Ma se liberalizziamo i saldi, come qualcuno vorrebbe – ha spiegato il numero uno della Fismo, riferendosi alla proposta del Codacons – andrebbe a vantaggio solo dei furbi e della Grande distribuzione organizzata”.
Giornalista pubblicista, mi muovo con interesse nel poliedrico mondo della comunicazione cercando di trarre insegnamento e ispirazione da ogni singolo incontro. Insegnante nella scuola pubblica, ho perfezionato la mia formazione nella didattica dell’italiano agli stranieri.
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