Avete presente Uber? Quando piove o è sabato sera, la corsa costa il triplo. Avete presente i biglietti aerei? Se prenotate a Ferragosto, pagate il massimo. Ora immaginate di applicare questa logica al pacco di pasta, al latte fresco o ai pannolini. Benvenuti nell’era del Surge Pricing (Prezzo Dinamico) nella Grande Distribuzione Organizzata.
Quello che sembrava uno scenario distopico è diventato realtà nel Nord Europa e sta iniziando i test in alcune catene internazionali presenti in Italia. La vecchia etichetta di carta è morta: viva l’etichetta digitale, che cambia prezzo mentre allungate la mano per prendere il prodotto.
1. La tecnologia: le Etichette Elettroniche (ESL)
Avrete notato che molti supermercati hanno sostituito i prezzi cartacei con piccoli schermi a inchiostro elettronico (simili agli e-reader). Ci hanno detto che serviva “per risparmiare carta” e “aggiornare le offerte più velocemente”. Vero, ma parziale.
Quelle etichette sono collegate via Wi-Fi a un sistema centrale gestito dall’Intelligenza Artificiale. L’AI analizza i dati in tempo reale: quanta gente c’è in negozio? Sta piovendo? È appena finito l’orario d’ufficio? Se la domanda sale, il prezzo sale. Istantaneamente.
2. La stangata per i lavoratori “9 to 5”
Il problema etico sollevato dalle associazioni dei consumatori è evidente. Questo sistema introduce una discriminazione basata sull’orario di lavoro.
- Il Pensionato o lo studente: Possono fare la spesa il martedì mattina alle 10:30, quando il negozio è vuoto. L’AI abbasserà i prezzi per attirare clienti. Pagheranno il latte 1,20€.
- Il Lavoratore d’ufficio: Chi esce dal lavoro alle 17:30 o alle 18:00 non ha scelta. Deve andare al supermercato nell’ora di punta. Troverà il negozio affollato e l’algoritmo alzerà i prezzi. Pagheranno lo stesso latte 1,50€.
È, di fatto, una tassa occulta sul tempo libero dei lavoratori, che rischia di erodere ulteriormente il potere d’acquisto degli stipendi, già fermi al palo.
3. La difesa delle aziende: “È contro lo spreco”
Le catene di supermercati si difendono con la bandiera della sostenibilità. Il prezzo dinamico, dicono, serve a combattere lo spreco alimentare. L’algoritmo può scontare automaticamente del 50% i prodotti freschi (insalata, carne, yogurt) man mano che si avvicina l’orario di chiusura o la data di scadenza, incentivandone l’acquisto.
Inoltre, sostengono che prezzi più alti nelle ore di punta servano a “spalmare” la clientela su tutto l’arco della giornata, riducendo le code alle casse. Una giustificazione che non convince chi non ha la flessibilità oraria per scegliere quando fare la spesa.
Conclusioni
Siamo di fronte alla fine del “Prezzo Fisso”, una delle certezze del commercio moderno. In futuro, entrare al supermercato sarà come giocare in Borsa: dovremo controllare l’app del negozio per vedere se la quotazione delle zucchine è in rialzo o in ribasso prima di uscire di casa.
