Le borse di studio universitarie più diffuse in Italia sono quelle per il diritto allo studio: le erogano gli enti regionali a chi ha un reddito familiare sotto una certa soglia e rispetta requisiti minimi di merito. Per l’anno accademico 2026/2027 i limiti massimi nazionali sono un ISEE di 28.339,88 euro e un ISPE di 61.608,48 euro, e la borsa minima per uno studente fuori sede è di 7.171,11 euro l’anno.
Per ottenerla bisogna rispondere al bando della propria regione, che di solito esce in estate, con un ISEE valido per le prestazioni universitarie. Chi ha un ISEE fino a 22.000 euro ha inoltre diritto, a certe condizioni, all’esonero dalle tasse negli atenei statali. Qui trovi come funzionano le borse, chi può chiederle, quanto valgono, le altre borse disponibili e i passaggi per fare domanda senza errori.
In breve
- Le borse per il diritto allo studio sono gestite dagli enti regionali e assegnate con un bando annuale.
- Servono due requisiti: economico (ISEE e ISPE sotto le soglie) e di merito (crediti minimi, dal secondo anno).
- L’importo cambia se sei fuori sede, pendolare o in sede: da 2.890,16 a 7.171,11 euro l’anno come minimo.
- Con ISEE fino a 22.000 euro e i requisiti di carriera negli atenei statali non si paga il contributo annuale.
Come funzionano le borse per il diritto allo studio
Il sistema è regolato a livello nazionale ma gestito dalle regioni. Ogni anno il Ministero dell’Università aggiorna con due decreti i limiti economici per accedere ai benefici e gli importi minimi delle borse (pagina del MUR sul diritto allo studio). Poi gli enti regionali, come DiSCo nel Lazio, ER.GO in Emilia-Romagna o il DSU in Toscana, pubblicano i bandi, raccolgono le domande e stilano le graduatorie (Università.it).
I valori nazionali sono un tetto per le soglie e un pavimento per gli importi: le regioni possono fissare limiti ISEE più bassi e pagare borse più alte. Per questo il documento che conta davvero è il bando della regione in cui studi. Oltre al denaro, la borsa spesso dà accesso a mensa e alloggi universitari a tariffe agevolate o gratuiti.
Quanto vale la borsa: fuori sede, pendolari e in sede
L’importo dipende dalla distanza tra casa e sede del corso e, per i fuori sede, dall’avere un alloggio a pagamento vicino all’università per un periodo minimo. Le distanze e i requisiti precisi li stabilisce ogni bando regionale. Questi sono gli importi minimi nazionali per l’anno accademico 2026/2027:
| Condizione | Chi è, in sintesi | Importo minimo annuo |
|---|---|---|
| Fuori sede | Risiede lontano dalla sede del corso e prende un alloggio a titolo oneroso | 7.171,11 euro |
| Pendolare | Risiede a una distanza intermedia e raggiunge ogni giorno la sede | 4.190,71 euro |
| In sede | Risiede nel comune della sede del corso o nelle vicinanze | 2.890,16 euro |
Fonte: decreti direttoriali MUR n. 175 e 176 del 2026. Parte della borsa può essere erogata sotto forma di servizi, per esempio il posto alloggio o i pasti in mensa, secondo le regole del bando.
I requisiti: reddito e merito
Il requisito economico si verifica con l’ISEE per le prestazioni per il diritto allo studio universitario e con l’ISPE, l’indicatore del patrimonio: vanno rispettati entrambi, e basta superarne uno per essere esclusi. L’ISEE va richiesto per tempo, perché senza un’attestazione valida la domanda non passa.
Il requisito di merito cambia con l’anno di corso. Chi si iscrive al primo anno può chiedere la borsa solo sulla base del reddito, ma deve poi conseguire i crediti minimi fissati dal bando entro le scadenze previste: se non ci riesce, di norma perde la borsa e può dover restituire quanto ricevuto. Dal secondo anno in poi servono un numero minimo di crediti già acquisiti, diverso per ogni anno di corso.
Attenzione
Essere idonei non sempre significa ricevere la borsa. Se in una regione i fondi non bastano per tutti, una parte degli studenti in graduatoria resta idonea ma senza borsa. Leggi nel bando come funziona la graduatoria e se sono previste integrazioni successive.
L’esonero dalle tasse universitarie
Anche senza borsa, un ISEE basso fa risparmiare sulle tasse. Negli atenei statali gli studenti con ISEE fino a 22.000 euro sono esonerati dal contributo onnicomprensivo annuale, mentre tra 22.000 e 30.000 euro sono previste riduzioni parziali decrescenti (DM MUR 1014/2021). Restano dovute, in genere, la tassa regionale per il diritto allo studio e l’imposta di bollo.
Per l’esonero servono anche requisiti di carriera: essere iscritti da non più anni della durata normale del corso aumentata di uno e, dal secondo anno, aver conseguito un minimo di crediti, per esempio 10 CFU per chi si iscrive al secondo anno e 25 CFU negli anni successivi (esempio della guida Unicam). Molti atenei ampliano queste agevolazioni: controlla il regolamento tasse del tuo.
Le altre borse di studio
Il diritto allo studio non è l’unica strada. Vale la pena guardare anche:
- le borse di merito e i premi degli atenei, spesso legati al voto di diploma o alla media degli esami;
- le borse Erasmus+ e gli altri programmi di mobilità per studiare o fare un tirocinio all’estero;
- le borse di fondazioni, enti e aziende, a volte riservate a studenti di territori o corsi specifici;
- le borse per master, dottorato e corsi post-laurea, spesso bandite dagli stessi atenei.
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Come fare domanda passo per passo
- Richiedi l’ISEE per l’università
Presenta la DSU e chiedi l’ISEE per le prestazioni per il diritto allo studio universitario. Fallo prima dell’apertura del bando: servono giorni per ottenere l’attestazione.
- Trova e leggi il bando regionale
Cerca il bando dell’ente per il diritto allo studio della regione in cui ha sede il tuo corso. Le scadenze cambiano da regione a regione e cadono di solito tra luglio e settembre.
- Presenta la domanda online
La domanda si fa sul portale dell’ente, spesso prima ancora di essere immatricolati. Controlla la categoria (fuori sede, pendolare, in sede) e allega i documenti richiesti, come il contratto d’affitto.
- Controlla la graduatoria
Verifica l’esito provvisorio e segnala eventuali errori entro i termini. Dopo la graduatoria definitiva arrivano le rate e i servizi.
- Mantieni i requisiti
Per conservare la borsa e rinnovarla negli anni successivi devi raggiungere i crediti minimi previsti. Pianifica gli esami tenendo presenti le scadenze del bando.
Se stai ancora scegliendo corso e ateneo, considera anche costi e sostegni disponibili: nella guida come scegliere l’università giusta trovi i criteri da mettere a confronto. Per un parere personalizzato puoi chiedere un orientamento gratuito a Bianco Lavoro.
Domande frequenti
Qual è l’ISEE massimo per la borsa di studio universitaria?
Il limite nazionale per l’anno accademico 2026/2027 è di 28.339,88 euro di ISEE e 61.608,48 euro di ISPE. Le regioni possono fissare soglie più basse nei propri bandi.
Quanto vale una borsa di studio per un fuori sede?
Per il 2026/2027 l’importo minimo nazionale è di 7.171,11 euro l’anno. Le regioni possono pagare importi più alti e convertire una parte della borsa in servizi come alloggio e mensa.
Chi è al primo anno può avere la borsa?
Sì. Al primo anno conta il requisito economico, ma poi bisogna conseguire i crediti minimi previsti dal bando entro le scadenze, altrimenti la borsa può essere revocata.
La borsa di studio è compatibile con un lavoro?
In generale sì, ma i redditi entrano nell’ISEE degli anni successivi e possono farti superare le soglie. Controlla nel bando le regole sulla compatibilità.
Le università telematiche danno accesso alle borse regionali?
Dipende dai bandi regionali, che indicano quali atenei e corsi sono ammessi. Verifica nel bando della tua regione prima di iscriverti.
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