Aumento della pensione: dal 2020 assegni più sostanziosi. Ecco perchè e di quanto

Dal 1° gennaio 2020 l’importo delle pensioni aumenterà. Aumenti anche per gli assegni sociali ed il trattamento minimo. Ecco le novità

Gli assegni pensionistici aumenteranno, anche se non di molto a partire dal 1° gennaio 2020. Si tratta di una buona notizia per i tanti che potranno beneficiare di qualche euro in più sull’assegno pensionistico. Il valore della pensione sarà adeguato all’aumento dei prezzi. Ad aumentare anche la pensione minima e l’assegno sociale.


Pensione: gli aumenti previsti per il 2020

aumento pensione

Dal 1°gennaio 2020 ci saranno delle novità per quanto riguarda la pensione ed il suo valore economico. Previsti aumenti degli assegni pensionistici, che saranno adeguati ai prezzi. Infatti, l’ammontare della pensione non resta invariato nel corso degli anni, ma viene continuamente rivalutato in risposta all’aumento dei prezzi, il tutto per non far perdere agli assegni pensionistici il valore d’acquisto.

Gli aumenti previsti il prossimo anno, riguarderanno anche determinate misure assistenzialistiche, come ad esempio l’assegno sociale, le pensioni di invalidità. Ed ancora, prevista una rivalutazione anche del montante contributivo per tutti coloro che andranno in pensione nel 2020. Questo significa che i contributi stessi saranno rivalutati per garantire una pensione sempre più adeguata al costo stesso della vita.

I tassi di rivalutazione della pensione nel 2020

Ogni anno, il valore dell’assegno pensionistico viene rivalutato in risposta ai prezzi. Quest’anno questo è stato rivalutato dell’1,1%. Per il prossimo anno, la rivalutazione sarà molto probabilmente più bassa, aggirandosi allo 0,60%, che significa avere qualche euro in più sulla pensione. Facendo un esempio molto semplice, se un assegno pensionistico è di 1.000 euro, con la rivalutazione nel 2020, questo aumenterà di 6,00 euro. Tuttavia, a godere di questo incremento saranno solo determinate pensioni. Per essere più corretti, nel 2020 le pensioni che potranno godere dell’aumento dello 0,60% sono quelle con importo non superiore i 2.000 euro.

Le altre percentuali applicate alla pensione

Vediamo le percentuali da applicare agli altri assegni pensionistici:

  • importo superiore le 4 volte ed inferiore alle 5 volte il trattamento minimo è previsto il 77% del tasso di riferimento, corrispondente allo 0,462%;
  • importo superiore le 5 volte ed inferiore alle 6 volte il trattamento minimo, è previsto il 52% del tasso di riferimento, pari allo 0,312%;
  • importo superiore le 6 volte ed inferiore le 8 volte il trattamento minimo, pari al 47% del tasso di riferimento, ossia allo 0,282%;
  • importo superiore ad 8 volte ed inferiore a 9 volte il trattamento minimo, pari al 45% del tasso di riferimento, 0,270%;
  • importo superiore a 9 volte il trattamento minimo, pari al 40% del tasso di riferimento, ossia allo 0,240%.

Ricordiamo che si tratta di percentuali provvisorie, in quanto non si può parlare di ufficialità, fino a quando non sarà emanato il decreto interministeriale.

L’aumento degli assegni assistenziali e della pensione minima

La rivalutazione nel 2020 interesserà anche gli assegni assistenziali e la pensione minima. Ed esempio, oggi l’assegno sociale è di 458,00 euro, ma con la rivalutazione dello 0,60%, nel 2020 arriverà a 460,74 euro. Lo stesso succederà per quanto riguarda la pensione minima. Il trattamento minimo oggi è pari a 513,01 euro, ma il prossimo anno, grazie alla rivalutazione, questo arriverà a 516,08 euro. Dunque aumenti sì, anche se di pochi euro.

Pensione: la rivalutazione dei contributi versati

Per tutti coloro che andranno in pensione nel 2020, si parla anche di rivalutazione degli anni di contributi versati. Il numero di contributi maturati dal 1°gennaio 1996, sono rivalutati sulla base dell’andamento del Pil nominale nel corso degli ultimi 5 anni. Il coefficiente di rivalutazione dei contributi per il 2020 è stato ufficializzato dal Ministero del Lavoro ed è pari all’1,8254%. Proprio questo è la percentuale o meglio il coefficiente con cui gli anni di contributi saranno rivalutati, prima di essere adoperati per calcolare l’ammontare della pensione.