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Cannabis light: arrivano le consegne a domicilio in pochi minuti. Un nuovo business in espansione

La nuova frontiera del business connesso alla cannabis light punta sulla consegna a domicilio del prodotto. Aumentano i siti di delivery e le consegne in meno di un’ora dall’ordine


I tempi sono davvero cambiati, infatti oggi non si ordina a domicilio solamente pizza, hamburger, patatine e pietanze varie ma anche cannabis light. Si tratta di un nuovo business che sta prendendo sempre più piene in alcune città italiane, come Roma e Milano. Basta un semplice click da smartphone o da computer per poter ordinare la cannabis light che sarà consegnata a domicilio nel giro di poco tempo. Vediamo di cosa si tratta e le caratteristiche di questo nuovo business.

cannabis

Cannabis light arrivano le consegne a domicilio

Un nuovo business e tendenza sta prendendo piede nelle nostre città. Si tratta della consegna a domicilio della cannabis light, che grazie ad alcune piattaforme online, può essere ordinata e consegnata a domicilio nel giro di pochi minuti. Al momento dell’ordine, bisogna dimostrare di essere maggiorenni e si può poi procedere con l’operazione. La consegna del prodotto, avverrà nel giro di 30 minuti o massimo di 1 ora. Le modalità di pagamento sono differenti e vanno dai contanti al bancomat, sia al momento dell’ordine che al momento della consegna stessa. La cannabis light oggi non si vende solamente all’interno degli shop, che nel corso degli anni hanno letteralmente invaso le nostre città, ma è un prodotto che arriva direttamente a domicilio.

Si tratta di una nuova tendenza, un vero e proprio business che segnerà il futuro del commercio di cannabis light tra polemiche e critiche varie, soprattutto dopo che l’ex ministro Salvini, ha attaccato gli shop di cannabis in tutt’Italia.

La sentenza della cassazione che ha vietato la vendita di cannabis

Solamente qualche mese fa, c’è stata la sentenza della Cassazione che ha vietato la vendita di cannabis e prodotti derivanti da essa. Si tratta del famoso attacco di Matteo Salvini ai tanti shop sviluppatosi in Italia, forniti di cannabis (ritenuta legale per il suo basso contenuto di principio attivo) oltre che di tanti altri prodotti derivati dalla cannabis stessa. Ebbene, questa sentenza 5 mesi fa vietava la vendita di cannabis light con qualsiasi livello di principio attivo. A seguito di questa sentenza ci sono stati veri e propri controlli a tappeto, voluti dallo stesso ex Ministro Salvini che hanno portato alla chiusura di diversi negozi in Italia.

Ricordiamo che il commercio di cannabis ritenuta legale, incominciò con la legge 242 del 2016, la quale andava a promuovere l’uso di questa sostanza per fini alimentari, cosmetici, tessili, consentendo inoltre la commercializzazione dei derivati dalla canapa, con principio psicoattivo Thc inferiore lo 0,2%. Da allora sono sorti tantissimi shop e sono aumentate le coltivazioni di canapa stessa.

La nuova frontiera del business della cannabis

Nel corso di pochi anni, la produzione della cannabis destinata al commercio legale è aumentata notevolmente, andando ad incrementare l’offerta di prodotto, che ha superando di gran lunga la domanda stessa. Oggi il nuovo business nel settore, punta al digitale, all’innovazione, alla consegna a domicilio in maniera facile e veloce. Comodamente seduti sul proprio divano, si può ordinare la cannabis light oppure prodotti da essa derivati. Un aspetto che lascia molti dubbi e perplessità, soprattutto per quanto riguarda il messaggio che arriva ai giovani e giovanissimi. Questi potrebbero lasciarsi influenzare dalla facilità di ottenere cannabis legale, pensando addirittura che questa sia stata legalizzata nel nostro Paese, cosa che invece non è avvenuta.

Inoltre, questa strategia di marketing potrebbe indurre molti più giovani a provare il prodotto e poi avvicinarsi agli spacciatori di piazza, che vendono cannabis a costi più bassi. Intanto i siti di delivery aumentano, soprattutto in città come Milano e Roma, offrendo servizi che vanno ben oltre il classico vecchio shop a cui siamo ormai abituati. Insomma, le frontiere del business sono infinite e ci riserveranno grandi sorprese anche in questo particolare settore, in attesa di una legislazione più chiara in materia.