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Codice ATECO: cos’è e come scegliere quello giusto

Cos'è il codice ATECO, come è fatta la classificazione ATECO 2025 e come scegliere il codice giusto quando apri la partita IVA, senza errori.
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Il codice ATECO è la sigla alfanumerica che identifica l’attività economica che svolgi. Lo scegli quando apri la partita IVA o ti iscrivi alla Camera di Commercio, e non è un dettaglio burocratico: da quel codice dipendono, tra le altre cose, il coefficiente di redditività se sei nel regime forfettario, la gestione previdenziale e i controlli a cui sei soggetto.

Dal 1° gennaio 2025 è in vigore la classificazione ATECO 2025, usata operativamente da Istat, Camere di Commercio e Agenzia delle Entrate dal 1° aprile 2025. Scegliere il codice giusto significa descrivere l’attività che farai davvero, non quella che conviene di più sulla carta. Qui trovi come è fatto il codice, come cercarlo e gli errori da evitare.

In breve

  • Il codice ATECO classifica l’attività economica e si indica all’apertura della partita IVA e al Registro delle Imprese.
  • La classificazione in vigore è ATECO 2025, articolata su sei livelli, dalla sezione (una lettera) alla sottocategoria (sei cifre).
  • Nel regime forfettario il codice determina il coefficiente di redditività, che va dal 40% all’86%.
  • Se l’attività cambia, il codice va aggiornato con una comunicazione all’Agenzia delle Entrate.

Cos’è il codice ATECO e a cosa serve

ATECO sta per ATtività ECOnomiche: è la classificazione che Istat usa per le statistiche ufficiali e che deriva dalla classificazione europea NACE. Col tempo è diventata anche il riferimento amministrativo e fiscale: la nuova versione, spiega Istat, va usata per tutti gli adempimenti, non solo per quelli statistici.

In pratica il codice serve a dire alla pubblica amministrazione che cosa fai. Lo trovi nel certificato di attribuzione della partita IVA, nella visura camerale e nel cassetto fiscale. Da lì discendono conseguenze concrete:

  • il coefficiente di redditività con cui si calcola il reddito nel regime forfettario;
  • l’eventuale obbligo di iscrizione al Registro delle Imprese e la gestione INPS di riferimento (artigiani, commercianti o gestione separata), che dipendono dal tipo di attività descritta;
  • i requisiti e le autorizzazioni richiesti per alcune attività, come commercio alimentare o somministrazione;
  • l’accesso a molti bandi e agevolazioni, che spesso ammettono solo determinati codici.

Come è fatto un codice ATECO 2025

Secondo Istat, ATECO 2025 è una classificazione gerarchica che va dal generale al particolare su sei livelli. Ogni livello aggiunge una cifra e restringe il campo:

LivelloFormatoEsempio di lettura
Sezioneuna lettera maiuscolail grande settore (per esempio commercio, servizi professionali)
Divisione2 cifreil comparto all’interno della sezione
Gruppo3 cifreuna famiglia di attività simili
Classe4 cifreil livello armonizzato con la classificazione europea
Categoria5 cifredettaglio nazionale
Sottocategoria6 cifreil codice completo da indicare nelle pratiche

Nel complesso la classificazione conta 3.257 codici e circa 10.000 note esplicative (fonte Istat). Le note sono la parte più utile e meno letta: dicono con precisione che cosa rientra in un codice e che cosa no, e sono lo strumento giusto per risolvere i dubbi tra due codici simili.

Come trovare il codice ATECO giusto

  1. Descrivi l’attività in una frase

    Scrivi che cosa venderai o farai, a chi e come: “vendita online di cosmetici”, “consulenza di marketing alle piccole imprese”, “riparazione di biciclette”. Più la descrizione è concreta, più sarà facile trovare il codice.

  2. Cerca con lo strumento di Istat

    Sul sito Istat puoi navigare la classificazione o cercare per parola chiave. Il codice trovato non ha valore legale, ma è quello che puoi usare per registrare la partita IVA.

  3. Leggi le note esplicative

    Prima di decidere confronta le note dei due o tre codici candidati. Spesso la differenza sta in un dettaglio: produzione o solo vendita, negozio o commercio elettronico, servizio alle imprese o ai privati.

  4. Individua l’attività prevalente

    Si possono indicare più codici, ma uno è quello principale. Nel regime forfettario, se le attività appartengono a gruppi con coefficienti diversi, si applicano coefficienti diversi alle rispettive entrate.

  5. Fai verificare la scelta

    Un commercialista o lo sportello nuove imprese della Camera di Commercio possono confermarti il codice prima dell’apertura. È un controllo di pochi minuti che evita correzioni e contestazioni.

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Codice ATECO e regime forfettario

Nel regime forfettario le spese reali non si deducono: il reddito imponibile si ottiene moltiplicando gli incassi per un coefficiente di redditività fissato per legge in base al codice ATECO, nell’allegato 4 della legge 190/2014. I coefficienti vanno dal 40% all’86%: più il settore ha costi medi alti (come il commercio), più il coefficiente è basso (fonte).

Con il passaggio ad ATECO 2025 è stata prevista una norma ponte: finché non saranno elaborati coefficienti basati sulla nuova classificazione, ai forfettari si continuano ad applicare quelli già in vigore, con la vecchia codifica (fonte FiscoeTasse). Per questo, nel dubbio sul gruppo di appartenenza del tuo codice, conviene farsi confermare la corrispondenza.

Attenzione

Scegliere un codice solo perché ha un coefficiente più basso è un errore che costa caro. Il codice deve corrispondere all’attività reale, ai contratti e alle fatture: in caso di controllo conta quello che fai, non quello che hai dichiarato.

Per capire se il forfettario fa al caso tuo e come si apre la partita IVA, leggi la guida su partita IVA e regimi fiscali e quella sui passaggi per aprire la partita IVA.

Quando e come cambiare il codice ATECO

Se l’attività cambia o se ne aggiunge una nuova, il codice va aggiornato. Le persone fisiche comunicano la variazione all’Agenzia delle Entrate con il modello AA9/12 (fonte); le imprese iscritte alla Camera di Commercio passano dalla pratica di variazione al Registro delle Imprese. Il cambio di codice può cambiare anche il coefficiente, la gestione previdenziale e i requisiti richiesti, quindi va valutato prima, non dopo.

Con l’entrata in vigore di ATECO 2025 le Camere di Commercio hanno riclassificato d’ufficio i codici già registrati. Vale comunque la pena controllare nel cassetto fiscale o nella visura che il nuovo codice descriva bene l’attività: se non è così, si può comunicare una codifica più precisa.

Gli errori più comuni

  • Scegliere un codice troppo generico, che non descrive l’attività e crea problemi con bandi e autorizzazioni.
  • Indicare come principale un’attività secondaria, che genera meno ricavi.
  • Confondere commercio e produzione: chi realizza ciò che vende ha spesso un codice e obblighi diversi da chi rivende.
  • Dimenticare di aggiornare il codice quando l’attività cambia.
  • Copiare il codice di un conoscente che “fa la stessa cosa” senza leggere le note esplicative.

Se stai valutando anche la forma giuridica, la nostra guida sulla ditta individuale spiega adempimenti e costi dell’opzione più semplice.

Domande frequenti

Posso avere più codici ATECO?

Sì. Si indica un codice principale, quello dell’attività prevalente, e uno o più codici secondari per le attività accessorie.

Il codice ATECO trovato sul sito Istat ha valore legale?

No. Istat precisa che il codice ottenuto con i suoi strumenti di ricerca non ha valore legale, ma può essere usato per registrare la partita IVA presso Agenzia delle Entrate e Registro delle Imprese.

Dove trovo il mio codice ATECO se ho già la partita IVA?

Nel certificato di attribuzione della partita IVA, nella visura camerale e nel cassetto fiscale dell’Agenzia delle Entrate.

Il codice ATECO influisce sulle tasse?

Nel regime forfettario sì, direttamente: determina il coefficiente di redditività con cui si calcola il reddito imponibile. Negli altri regimi influisce su adempimenti e controlli.

Con ATECO 2025 devo cambiare codice?

Le Camere di Commercio hanno riclassificato i codici d’ufficio. Conviene verificare che il nuovo codice descriva correttamente l’attività e, se non è così, comunicare quello più adatto.

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Founder Bianco Lavoro – Direttore del Master in Risorse Umane e del Master in Coaching Bianco Lavoro 📚 | Scrittore ✍️ | Speaker per università ed eventi 🎤 | Imprenditore internazionale attivo in 🇮🇹🇸🇰🇦🇪🇪🇸 | 30 anni di esperienza professionale 💼 –

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