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Diventare Coach Professionista certificato: migliori corsi, requisiti, opportunità di lavoro e guadagni

Come si diventa coach certificato? Cosa fa il coach professionista? Quali sono i migliori corsi e percorsi? Quanto si guadagna? Quali sono le Associazioni coaching?

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Il coach è la figura di riferimento per chi desidera avere una visione più chiara della propria vita, o massimizzare risultati sportivi o professionali. Ecco alcuni consigli per investire in questo ruolo e aiutare gli altri a sviluppare il potenziale.

È negli Stati Uniti che ha iniziato a svilupparsi l’attività di coaching. Apparsa nella seconda metà degli anni ’70, si è imposta gradualmente, ma inesorabilmente, in tutti gli angoli del mondo. L’obiettivo è aiutare le persone in primis a scoprire le proprie potenzialità, quindi a valorizzarle. Attraverso strategie mirate, azioni ben calibrate e procedure efficaci, chiunque potrà conseguire più facilmente gli obiettivi prefissati, personali o professionali che siano.

Chi è il Coach, di cosa si occupa, requisiti richiesti e normative

Prima di passare all’iter per esercitare la professione, devi immedesimarti nel cliente. Il termine deriva dal magiaro “kocsis”, che vuol dire cocchio. Il che la dice lunga sull’identità dell’esperto del coaching: come una carrozza o un’auto (non per niente, la parola corrispondente a quest’ultima, in spagnolo, è proprio “coche”), ti aiuta a percorrere la strada verso il traguardo prefissato.

Si tratta, quindi, di un mestiere intellettuale a tutti gli effetti. Il ricorso al servizio ti porterà a trovare soluzioni pratiche e di immediata applicazione; il tutto in maniera più veloce di quanto riusciresti a fare da solo e senza porre filtri sulla tua situazione di partenza, quindi iniziando da un attento esame del qui e ora.

Tieni presente che l’attività non mira a insegnare agli “allievi”, ma li aiuta ad imparare. Sviluppare il potenziale significa riuscire a individuare le potenzialità latenti, andandole a stimolare e allenandole. 

Allo stesso tempo, ti ritroveresti a gestire qualsiasi interferenza, soprattutto esterna, al fine di migliorare la concentrazione del coachee (termine volto a identificare il soggetto che trae beneficio dall’attività). L’esperienza in questo lavoro consente di identificare obiettivi che siano specifici e realistici, individuare i piani d’azione ideali per raggiungerli e monitorare i risultati conseguiti.

Le azioni da compiere in vista del risultato finale, quindi, vengono concordate all’inizio del rapporto e in itinere; tra queste rientrano:

  • reperimento di risorse
  • pianificazione strategica
  • valorizzazione dei punti di forza
  • ridimensionamento dei punti deboli.

Una professione e molteplici sfaccettature: dal life al career coaching

Dal settore sportivo a quello degli affari, il coaching è una strada sicura per raggiungere obiettivi importanti in breve tempo. Al riguardo, ti segnalo la norma UNI 11601 del 2015, che elenca gli ambiti di riferimento principali:

  • life coach, per la crescita personale
  • business e corporate coach, mirato a valorizzare le proprie competenze in ambito professionale e/o potenziare le attitudini dirigenziali
  • sport coach, finalizzato all’ottimizzazione della prestazione sportiva
  • career coach, per sviluppare al meglio la carriera

Oltre alle figure elencate, se ne sono affermate di nuove, relative a settori non meno importanti della vita e del mondo del lavoro. Tra le aree di riferimento ti ricordo:

  • auto-promozione (personal branding)
  • figli adolescenti (teens)
  • genitori (parents/family)
  • salute, benessere e stile di vita (healthcare)
  • accompagnamento dietro le quinte (shadow).

Il coaching è quindi definibile come una metodologia di relazione che può trovare applicazione in diversi ambiti. I più conosciuti sono appunto il Life Coaching, il Business Coaching e lo Sport Coaching che operano, rispettivamente, in ambito personale, professionale e sportivo. 

Le basi del coaching sono comunque sempre simili, indipendentemente dalla “specializzazione”. Per formarsi come coach è quindi utile iniziare ad approcciare tutte le sfaccettature. Il bravo coach adatta le metodologie e le tecniche del coaching alle varie discipline.

Lavorando in qualità di “Life” ti rivolgerai a persone che si prefiggono lo scopo di cambiare in modo significativo la propria vita, permettendo loro di raggiungere gli obiettivi attraverso un approccio che non ritengo errato definire come delicato. Andrai pertanto a lavorare sia sulla vita privata che sull’emotività.

 Letto il termine “coach”, avrai immediatamente pensato alla figura dell’allenatore. Un paragone per nulla azzardato, anche se l’ambito di applicazione è la sfera privata. In quest’ultimo caso, il coachee viene “allenato” a sviluppare il potenziale latente, vivere con maggiore soddisfazione le giornate, e definire obiettivi concreti in linea con i valori personali. E tutto ciò lo porterà a impegnarsi con maggiore convinzione. In pratica, è compito del professionista aiutare la persona a cambiare le abitudini poco proficue, e possibili comportamenti ostacolino il percorso di crescita vero il benessere.

Nel ruolo di “Business“, invece, ti concentreresti su problemi e aspirazioni professionali degli individui. In questo caso, il tuo intervento avrà inizio con l’analisi delle capacità e la valutazione delle competenze del coachee. Così facendo non avrai difficoltà nell’individuare le opzioni di carriera possibili. Andrai pertanto a instaurare un rapporto volto a fornire maggiore chiarezza in merito alle prospettive dell’individuo tenendo conto delle sue potenzialità. E questo permetterà di definire le azioni future e i cambiamenti da porre in atto. 

Lo Sport Coaching merita qualche parola in più, in quanto si tratta di una figura che si è imposta sempre di più nel corso degli ultimi anni. Lo scopo? Migliorare le prestazioni sportive. Ma in che modo? Fornendo assistenza sia agli atleti che allo staff tecnico, operando sul gruppo o individualmente. Inoltre, è suo compito preparare mentalmente la squadra o l’atleta ad affrontare la prestazione sportiva nel migliore di modi.

Questa professione è in continua evoluzione, espandendosi e andando a definire nuovi ambiti di applicazione. Si è iniziato a parlare, allora, di Health (prende in esame la salute e lo stile di vita del coachee), Mental Coach, Parent (si occupa di genitorialità), Teen (nel mondo dell’adolescenza), Shadow (accompagna sul capo l’assistito), Career Coach e Personal Branding.

I requisiti richiesti per poter lavorare come coach

Quali sono i requisiti necessari per ricoprire la figura del coach? Dovresti riuscire a dimostrare le tue capacità nei rapporti interpersonali, in ambito comunicativo e a livello di autostima. Perché tu possa aiutare gli altri è prioritario riuscire a risolvere eventuali dubbi interiori, e predisporsi ad ascoltare empaticamente la persona che ci si trova di fronte. 

L’abilità nel comprendere le difficoltà dei clienti, e le loro preoccupazioni, rappresenta un altro fattore da non sottovalutare. A volte accade che i coachee, posti dinanzi a un problema che ritengono irrisolvibile, si sentano spinti a rinunciare a trovare la soluzione. In quei momenti è essenziale motivarli, mostrandosi al contempo comprensivi e sicuri di sé. Non dimenticare che essere ottimisti, e avere un atteggiamento positivo, permette di ottenere risultati senza vedersi costretti a imporre la propria opinione. Altri due fattori, non meno importanti, sono la professionalità e l’eticità. Una persona che si rivolge a un coach per risolvere incomprensioni a livello familiare, problemi lavorativi, questioni di salute o personali, si vede “costretta” a trasmettere tutta una serie di informazioni confidenziali che, in quanto tali, non devono assolutamente essere divulgate ad altri.

Riassumendo quanto scritto finora, la figura che sto esaminando si rivolge a chiunque desideri vivere la propria vita con maggiore soddisfazione, aiutando le singole persone a raggiungere obiettivi importanti. 

A richiedere l’intervento dei coach sono imprenditori, manager, professionisti, genitori, adolescenti, atleti e, in genere, qualunque soggetto interessato a migliorare le performance. Il rapporto che si viene a instaurare ha nella valorizzazione delle potenzialità personali il vero fulcro. Attraverso un processo in più fasi, infatti, una persona verrà accompagnata attraverso un processo di apprendimento che ha come obiettivo finale quello di ottenere il massimo rendimento, indipendentemente dall’ambito di applicazione. Gli interventi dovranno dimostrarsi concreti, e questo richiede di definire puntualmente gli obiettivi, e di trasmettere certezza sui tempi di esecuzione. Questi ultimi, in particolare, dovrebbero puntare al conseguimento di risultati rilevanti nel minor tempo possibile. La nostra società, infatti, è sempre più orientata alla performance: perdere tempo inutilmente non è ammissibile.

Cosa prevedono le normative vigenti?

L’attività esercitata in Italia rientra nel novero delle professioni intellettuali non ordinistiche ai sensi di quanto disposto dalla Legge 14 gennaio 2013, n.4. È stata tale normativa a inquadrare le professioni per cui non è stata prevista una formazione specifica (come ad esempio per psicologi, commercialisti, avvocati, etc…), o che richiedano requisiti differenti da quelli stabiliti dal Codice Civile (ed eventuali norme).

 La legge in oggetto ha come riferimento le professioni non organizzate in Ordini o Collegi, occupandosi di quei professionisti che, per poter mandare avanti l’attività, non sono tenuti a far parte di un Ordine specifico, ma neppure di un Collegio (cosa che accade, invece, per gli avvocati e i farmacisti). È sempre la legge n.4 del 2013, nell’art.1 comma 4, a stabilire come l’esercizio della professione sia fondato non solo sulle competenze, ma anche sull’indipendenza di giudizio, tecnico e intellettuale.

 Operando in questo campo dovrai anche rispettare i principi della buona fede e della correttezza. Cosa implica quanto appena scritto? Che perché tu possa svolgere professionalmente tale ruolo, dovrai iniziare da un percorso formativo adeguato. Sarà proprio questo percorso a fornirti le competenze richieste dalla professione.

I 5 migliori corsi per diventare coach

Prima di intraprendere questa strada desideri avere qualche informazione in più sugli sbocchi professionali? Innanzitutto, conseguita la certificazione internazionale avrai l’occasione di agire come libero professionista aprendo la partita Iva. Individuata la sede adatta, e ottenute informazioni sulla parte burocratica e legislativa, il passo successivo sarà farsi conoscere dal pubblico. Sono molti a scegliere, come alternativa all’attività condotta come libero professionista, quella svolta all’interno delle imprese. Il numero di aziende a necessitare di un coach interno è in costante aumento. In gran parte dei casi, tale figura collabora con le risorse umane contribuendo a far crescere professionalmente i vari reparti.

Per quanto concerne i corsi, ecco una lista dei migliori 5:

1) Master online in Coaching Bianco Lavoro mette a disposizione un team formato da più di 10 persone, suddiviso tra docenti, esperti e tutor. Offre, al contempo, materiale didattico esauriente ed esclusivo. La presenza di schede ed esercizi permette di metterti all’opera fin dalle prime lezioni. Prevede anche le ore di pratica, garantite e certificate all’interno del master, aiutandoti a presentarti sul mercato come professionista attraverso sessioni specifiche. 

Una novità ed una spinta importante di questo percorso sono le schede di coaching. Una serie di oltre 100 file PDF con esercizi ed istruzioni, creati da Bianco Lavoro e concessi in licenza ai coach formati in questo percorso, per il libero utilizzo con i propri coachee.

Saranno queste ultime a consentirti di lavorare sfruttando le potenzialità dei social network, di siti Web e dell’attività di networking. Tieni presente che terminando il Master Bianco Lavoro otterrai l’iscrizione diretta all’Associazione Coaching e il tesserino da coach professionista, senza necessità di valutazioni ed esami ulteriori.

2) Il programma formativo proposto da Prometeo è ideato per aiutare le persone nell’apprendere come condurre relazioni di coaching sia individuali che di gruppo. E chi non ha alcuna conoscenza in materia avrà l’occasione di prendere parte a veri e propri “corsi di avviamento”.

3) A caratterizzare i corsi organizzati da Karakter è la presenza di un team formato da professionisti specializzati in due comparti, Business Coach e Life Coach, ponendosi l’obiettivo di favorire la crescita personale fino a raggiungere l’eccellenza.

4) Incoaching ha ideato un percorso professionale contraddistinto dal fatto di essere il primo, nel nostro Paese, ad aver conseguito il riconoscimento da parte delle due associazioni più importanti a livello internazionale, ossia ICF e AICP.

5) Formorienta, l’ultimo ad apparire nella lista che ho inserito, rivolge la propria offerta ad aziende, manager e chiunque voglia sfruttare al meglio le proprie potenzialità latenti, ricevendo anche consigli su come scegliere master e specializzazioni in questo campo.

Quanto guadagna un coach professionista

Prima di concludere voglio fornirti qualche indicazione sui possibili guadagni, partendo dal presupposto che, per loro natura, sono legati sia alla tipologia (Life Coach, Business Coach etc.) scelta che all’attività che troveresti a svolgere. Esistono dei “fuoriclasse” in questo campo che, in virtù dell’esperienza maturata e delle competenze acquisite, possono giungere a chiedere anche cifre di ben 800 euro l’ora! Ma, in linea generale, un professionista con alle spalle circa 3/5 anni d’esperienza attivo nel “personal” ha l’opportunità di guadagnare un importo tra i 70 e i 200 euro per ora di lavoro. In ambito aziendale le cifre sono più alte, tanto che i 200 euro costituiscono il punto di partenza, mentre il limite massimo non di rado tocca i 500 euro l’ora

Ovviamente, a determinare il reddito annuo è la quantità di lavoro che riuscirai a procurarti, ossia quante delle persone che ti contatteranno finiranno per richiederti effettivamente un intervento. Non sempre, ad ogni modo, questi professionisti lavorano direttamente per le persone o le aziende, essendo delle società a ingaggiarlo per propri clienti. Le cifre, di conseguenza, sono destinate a cambiare, includendo anche il margine spettante all’azienda. In linea di massima, gli anni di lavoro già maturati, e le certificazioni conseguite, innalzano gradualmente la parcella. Non dimenticare che, al fine di incentivare la partecipazione, a fronte di percorsi destinati a prolungarsi nel tempo, potresti decidere di abbassare leggermente le pretese.

Devo dirti, poi, che i guadagni variano anche in base al ramo di competenza. In ambito aziendale, la professione si è affermata nei primi Anni Duemila, mentre in quello della crescita personale e degli obiettivi riguardo la vita privata (famiglia, figli, etc…) ha iniziato a prendere piede intorno al 2012-2013.

Tenuto conto di queste variabili, il reddito medio ammonta a circa 28000-29000 € annui per chi si dedica a tempo pieno alla professione, con punte intorno ai 50000 €. Se, invece, decidi di farlo come secondo lavoro o part-time, puoi arrivare a 12000-13000 € annui. Le stime sono calcolate al netto delle tasse.

Associazioni coaching: quali esistono e a cosa servono

Perché un professionista in questo campo possa farsi conoscere, l’attività condotta deve assolutamente soddisfare le aspettative della clientela. Nonostante dal punto di vista legale non sia necessario appartenere ad una Associazione per poter esercitare la professione, è fortemente consigliato. Questo perchè il coach viene tutelato e formato in maniera costante. Ed inoltre il potenziale cliente ha maggiore fiducia. Le Associazioni storiche sono ICF, CWF ed AICP. 

Network e tesserino Coach

Una nuova e più moderna alternativa è l’Associazione Coaching HR pros, che possiede il portale professionista.coach e grazie ad esso rilascia il tesserino da coach professionista e gestisce il network di coach (molto utile anche per procacciare ai coach che ne fanno parte sempre nuovi interessanti clienti ed opportunità). Il Master in Coaching Bianco Lavoro permette, al suo termine, una iscrizione diretta all’Associazione ed al Network. Chi ha fatto altri percorsi potrà richiedere ammissione previa valutazione del direttivo.

Tesserino Coach Professionista

Buona Fortuna per il tuo lavoro da Coach!

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