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Esiste una legge che regola la professione di coach?

Molti aspiranti coach si chiedono se esista una legge che regoli in modo chiaro questa professione. La risposta è che in Italia il coaching rientra tra le professioni non ordinistiche: non c’è quindi un albo professionale statale, come avviene per medici, avvocati o psicologi.

Una professione riconosciuta ma non ordinata

Il coaching è riconosciuto e tutelato dalla normativa generale sulle professioni, ma non ha un ordine specifico. Esiste però una norma tecnica di riferimento, che contribuisce a definire standard e criteri di qualità.
Questo significa che chi sceglie di formarsi deve prestare particolare attenzione alla scuola o all’ente che rilascia la certificazione.

Associazioni e network professionali

In assenza di un albo, sono le associazioni e i network professionali a dare valore e riconoscibilità al percorso del coach.
Ad esempio, il certificato del Master in Coaching Bianco Lavoro consente l’iscrizione al network professionista.coach, che rilascia anche un tesserino di riconoscimento e offre strumenti concreti di visibilità e crescita.

Le certificazioni delle competenze

Oltre alle associazioni, esistono percorsi che rilasciano certificazioni delle competenze valide a livello europeo.
Bianco Lavoro, in collaborazione con ICEP (Istituto di Certificazione Europea del Personale), permette di ottenere:

Questi titoli hanno un valore aggiunto perché inseriti nei repertori ufficiali europei e permettono anche di accumulare crediti formativi professionali (CFP).

Risorse per orientarsi

Per chi vuole approfondire l’argomento, è utile consultare anche la guida completa a scuole e percorsi disponibili:
👉 Come diventare coach certificato: guida completa.

Guarda il video

Per chiarire meglio la questione normativa e le reali opportunità, guarda il video dedicato:

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