Non sono dati rassicuranti quelli consegnati dalla Cgia di Mestre, che ha posto l’accento sulla continua crescita del numero di furti nelle attività commerciali e artigiane italiane. La ricognizione – che ha preso le mosse dai dati forniti dal ministero dell’Interno – ha, infatti, rivelato che, dal 2010 al 2013, l’attività dei ladri è andata sempre più intensificandosi, a danno di negozi e botteghe di ogni tipo.

Il numero di furti certificati nel 2013 (ultimo anno disponibile) ha raggiunto le 104.393 unità. Una quota importante, che la Cgia si è “divertita” ad analizzare per concludere che, in pratica, nell’anno preso in esame, sono stati commessi 286 reati al giorno, 12 ogni ora o, se si preferisce, uno ogni 5 minuti.
E non si è trattato neanche dell’annata peggiore perché, stando ai dati dello studio, è nel 2007 che si è toccato il picco massimo, con quasi 107.500 casi denunciati. Ciò che è emerso con evidenza è che quella di “svaligiare” i negozi è una tendenza che è andata consolidandosi con gli anni, passando dai 39.300 casi rilevati nel 2004 agli oltre 104 mila del 2013.
Ma dove hanno colpito, con maggiore frequenza, i malintenzionati? Nel Nord-Ovest dove, nel 2013, sono stati contati ben 37.577 casi di furti. A seguire il Nord Est (con 24.257 casi), il Centro (23.905) e il Mezzogiorno (18.654). A livello regionale, è la Lombardia a detenere il triste primato numerico (con 23.523 casi), ma se si tiene in considerazione il numero degli abitanti, è in Emilia Romagna che è stata riscontrata la frequenza più serrata, con 268 furti ogni 100 mila abitanti. Di contro, le regioni in cui i negozi sono stati “visitati” meno frequentemente dai ladri sono state la Campania (con 80,8 furti ogni 100 mila abitanti), la Calabria (68,9) e la Basilicata (40,5).
E se vi state chiedendo quali sono state le attività commerciali più colpite, sappiate che – come sempre – i ladri hanno preferito i distributori di benzina, le farmacie, le gioiellerie, le tabaccherie, i bar e i ristoranti; ma non hanno disdegnato tutto il resto. Nel “mirino” sono finite praticamente tutte le tipologie commerciali immaginabili: dai negozi di abbigliamento ai parrucchieri; dalle macellerie ai fotografi; dalle edicole ai negozi di strumenti musicali, passando per gli ottici e i venditori di frutta e verdura.
E c’è un altro sgradevole elemento che l’indagine della Cgia ha messo in evidenza: quello che riguarda la dilagante impunità di questi reati. In pratica: nel 77% dei casi, il ladro riesce a “farla franca”, mentre solo nel 23% dei casi viene individuato e arrestato. E le percentuali si fanno ancora più alte in regioni come la Campania (dove l’84,8% dei furti rimane impunito), la Calabria (83,7%) e la Basilicata (83,3%). Mentre a vantare la percentuale più bassa è la Sardegna che, però, nel 69,3% dei casi, non riesce a stringere le manette ai polsi dello “svaligiatore” di negozi.