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Ict: in Europa 400.000 posti di lavoro. Nel 2015 raddoppieranno

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Se siete genitori ed avete un figlio che sta per affrontare l’università, forse, un buon  consiglio è quello di convincerlo ad iscriversi a corsi di laurea di natura informatica. Infatti, nel settore denominato Ict (information and comnunication technology) la domanda di lavoro supera ampiamente l’offerta, già adesso. Sono infatti 400.000 i posti scoperti in tutta Europa. Questo perché, più ancora in Italia, ma il problema è comune in tutta la zona Ue, i laureati nel campo sono troppo pochi rispetto alla smisurata velocità di espansione del settore.

Insomma, mentre la disoccupazione cresce, alcuni “mondi” lavorativi rimangono decisamente a secco di risorse. E’ quanto è emerso ieri dalla presentazione del rapporto “Crescita, competitività e lavoro”,  da parte del Presidente della commissione europea Manuel Barroso. C’è di più; secondo le previsioni, i posti di lavoro “liberi” nell’Ict, tra soli due anni (nel 2015), saranno 800.000; il doppio di quelli attuali. Il problema più grave, ha spiegato ancora Barroso, deriva dai bassi investimenti dell’Europa nella ricerca, che a loro volta generano  un basso numero di laureati rispetto alle necessità, come appunto dimostra il gap tra domanda e offerta di lavoro nell’Ict.

L’Italia, nel campo ricerca e sviluppo, è agli ultimi posti, assieme ad altri paesi, anch’essi in difficoltà economiche come Cipro e Spagna. Arrivati a questo punto, ci si aspetta un cambio di rotta, magari radicale. Nel frattempo, in un’ottica di mobilità globale (se quindi si ha la possibilità e la voglia di spostarsi dalla propria residenza, anche all’estero), l’information technology aspetta i suoi laureati. Tra l’altro, già adesso, il nostro Paese, pur con tutte le difficoltà che è costretto ad affrontare, non si esime dall’offrire un buon numero di impieghi nel settore dell’informatica.

Angelo Sanna

Giornalista, ho iniziato ad occuparmi di lavoro dopo averlo cercato per anni.
Mettere in luce i lati nascosti dell’intero sistema, soprattutto quelli positivi (sì, ce ne sono e anche tanti), la considero una vera e propria missione.


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