L’agricoltura e le aree rurali: un patrimonio da valorizzare con il “reddito di contadinanza”

L'agricoltura e le aree rurali sono un bene italiano inestimabile che andrebbe valorizzato. Ecco la proposta di un "reddito di contadinanza" per incentivare i giovani ad un ritorno all'agricoltura.

L’agricoltura e le aree rurali rappresentano un grande patrimonio italiano da valorizzare al meglio. Il ritorno all’agricoltura potrebbe diventare una vera occasione ed opportunità per i giovani disoccupati. Una soluzione economica ed ambientale, contro il continuo spopolamento ed abbandono di zone fertili, da cui si potrebbe ricavare tanto.


L'agricoltura e le aree rurali

L’agricoltura e le aree rurali: un bene inestimabile da valorizzare

In Italia, l’agricoltura e le aree rurali rappresentano un grande patrimonio che purtroppo non è valorizzato nel migliore dei modi. Basti pensare al continuo abbandono delle zone rurali, all’assenza di cambio generazionale tra gli agricoltori, ai costi sempre più crescenti di produzione, contro i prezzi sempre più bassi dei prodotti, all’assenza di adeguate infrastrutture. Una realtà rurale, su cui si basa gran parte della nostra economia, è sempre più abbandonata a se stessa. Valorizzarla si tradurrebbe in termini di lavoro, cibo, salute, paesaggio, cultura, turismo e molto altro. Inoltre, un ritorno all’agricoltura, sarebbe anche utile all’occupazione di molti giovani disoccupati alla ricerca di un’adeguata occupazione, che arriva sempre più tardi.

I giovani e l’agricoltura

Investire e valorizzare sempre di più sia l’agricoltura che le aree rurali, significherebbe creare nuovi posti di lavoro, che potrebbero essere occupati dai tanti giovani disoccupati. Certo, lavorare nel mondo dell’agricoltura non è semplice, in quanto è necessario possedere determinate conoscenze, saper intervenire nel miglior modo possibile per incrementare la produzione, spendere ore immersi nella natura ed a contatto con la terra.

Non tutti potrebbero essere portati e pronti a tale stile di vita. Tuttavia, nel corso degli ultimi anni, si sono avviate differenti misure per stimolare insediamenti agricoli. I risultati sono ancora minimi ma comunque in qualche modo soddisfacenti. Giovani e terre incolte potrebbero incontrarsi, facendo nascere occupazione e limitando l’abbandono di zone rurali fertili. Potrebbe essere l’incontro perfetto, in quanto da una parte ci sono terre incolte ed abbandonate, da cui si potrebbe ricavare molto, dall’altra parte ci sono sempre più giovani alla ricerca di un lavoro.

L’agricoltura e le aree rurali: ecco come poterle valorizzare

Per poter valorizzare il grande tesoro che ruota intorno l’agricoltura e le aree rurali, si può partire da tre punti fondamentali, ossia la formazione, il reddito e la semplificazione. La formazione è davvero essenziale per chi decide di lavorare nel settore agricolo. Per questo motivo, andrebbero stipulati patti ed accordi con le scuole agrarie e le università, per fornire una vera e propria formazione sul campo. Professori che vanno nei campi a dare formazione ai tanti contadini che non hanno la possibilità di ritornare a studiare. La formazione e la pratica diventano essenziali per poter produrre e guadagnare redditi soddisfacenti dalla produzione stessa.

Altra proposta è quella di garantire ai giovani che decidono di iniziare un percorso lavorativo nell’agricoltura, un “reddito di contadinanza”, ossia sussidi economici e limitati nel tempo, adatti per avviare l’attività. Il tutto passando per una semplificazione burocratica che non fa male a nessuno, con un relativo risparmio di tempo e di costi.

Reddito di contadinanza e tutela dell’ambiente

I contadini svolgono un lavoro molto importante, in quanto curano l’ambiente in cui viviamo e producono il cibo che mangiamo. Senza di loro tutta l’economia ed il nostro stesso benessere sarebbero a rischio. Per tale motivo deve essere tutelata tale professione e bisogna incoraggiare i giovani ad un ritorno al mondo agricolo. Manca un adeguato ricambio generazionale. Cosa succederà quando i vecchi contadini saranno ormai troppo vecchi per continuare a lavorare? Chi prenderà il loro posto? Sono interrogativi a cui bisogna dare una risposta soddisfacente ed efficace. Per questo bisognerebbe pensare seriamente ad una sorta di reddito di contadinanza, ossia ad incentivi, assegni economici per un periodo limitato di tempo, che possano essere adoperati dai giovani, per lanciare la loro nuova attività agricola. Un investimento per il futuro e per l’ambiente stesso, affinché non sia abbandonato a se stesso.

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