La figura del Receptionist / Addetto all’Accoglienza è una delle più diffuse e, allo stesso tempo, una delle più sottovalutate. Spesso viene vista come un ruolo “di passaggio”, semplice, quasi automatico. In realtà, chi lavora seriamente nell’accoglienza sa che si tratta di una professione complessa, in cui comunicazione, organizzazione, precisione e gestione delle persone fanno la differenza ogni singolo giorno.
Il receptionist è il primo punto di contatto tra l’organizzazione e l’esterno. Che si tratti di un’azienda, di un hotel, di uno studio professionale, di una clinica o di una struttura formativa, la percezione del servizio nasce quasi sempre lì: all’ingresso, al banco reception, al primo contatto telefonico o via email.
Per questo motivo, lavorare come receptionist non significa “stare seduti a rispondere al telefono”, ma rappresentare l’azienda, filtrare richieste, gestire flussi di persone e informazioni, mantenere ordine anche quando intorno c’è confusione.

Cosa fa davvero un Receptionist nella pratica quotidiana
Il receptionist è la figura che tiene insieme persone, informazioni e processi. È il primo filtro e spesso anche l’ultimo passaggio prima che una richiesta venga risolta. Il suo lavoro non è esecutivo in senso passivo, ma richiede continui micro-decisioni.
Ogni giorno deve rispondere a una domanda implicita: “Questa richiesta dove va indirizzata, con che priorità e in che modo?” Sbagliare risposta significa creare disservizio, perdita di tempo o una cattiva esperienza per il cliente.
1) Accoglienza fisica delle persone
L’accoglienza non è solo dire “buongiorno”. È leggere la situazione, capire chi hai davanti e adattare il comportamento di conseguenza. Clienti, fornitori, candidati, visitatori occasionali: ognuno richiede un approccio diverso.
- Registrazione ingressi
- Gestione attese
- Orientamento all’interno della struttura
- Contatto con i referenti interni
Un buon receptionist riesce a mantenere un clima professionale anche in momenti di affluenza elevata, ritardi o situazioni tese.
2) Gestione delle comunicazioni (telefono, email, messaggi)
Il telefono è uno degli strumenti principali del receptionist. Non si tratta solo di rispondere, ma di capire, filtrare e smistare. Molte chiamate arrivano confuse, incomplete o con richieste improprie.
- Risposta professionale e coerente con l’immagine aziendale
- Raccolta corretta delle informazioni
- Smistamento verso l’interlocutore giusto
- Gestione dei messaggi e follow-up
Lo stesso vale per email e comunicazioni digitali: tono, chiarezza e sintesi sono competenze fondamentali.
3) Organizzazione e supporto operativo
In molte realtà il receptionist svolge anche un ruolo organizzativo: supporto alle agende, prenotazioni, coordinamento di sale riunioni, gestione documenti, piccole attività amministrative.
- Prenotazione sale e appuntamenti
- Gestione badge e accessi
- Supporto logistico agli eventi
- Archiviazione e documentazione
Chi sa organizzare bene queste attività diventa rapidamente una risorsa indispensabile.
Competenze relazionali: il vero cuore del lavoro di accoglienza
Il receptionist lavora con le persone. E le persone non sono mai tutte educate, calme e collaborative. Gestire l’accoglienza significa saper affrontare anche situazioni scomode senza perdere professionalità.
Gestione delle richieste difficili
Clienti insoddisfatti, visitatori nervosi, persone in ritardo o con pretese irrealistiche: sono situazioni quotidiane. Il receptionist non deve “vincere” la discussione, ma mantenere il controllo e trovare una soluzione praticabile.
- Ascolto attivo
- Uso di un linguaggio neutro
- Gestione delle emozioni
- Escalation corretta quando necessario
Riservatezza e comportamento professionale
Chi lavora in accoglienza viene a conoscenza di informazioni sensibili: nomi, appuntamenti, motivi della visita, dati personali. La riservatezza non è un optional, ma una competenza chiave.
Parlare troppo, fare commenti fuori luogo o condividere informazioni in modo improprio danneggia l’azienda e la reputazione professionale del receptionist.
Regola base: chi lavora in reception vede e sente molte cose. Un professionista sa cosa tenere per sé.
Formazione, competenze e certificazione professionale del Receptionist
Molti iniziano a lavorare in reception senza una formazione specifica, imparando “sul campo”. Questo approccio funziona solo fino a un certo punto. Senza metodo, si accumulano errori e stress.
Una formazione strutturata permette di:
- Acquisire un metodo di lavoro chiaro
- Migliorare la comunicazione professionale
- Gestire meglio situazioni complesse
- Rendere le competenze trasferibili e spendibili
Il valore della certificazione delle competenze (ICEP)
Nel mercato del lavoro attuale conta sempre di più poter dimostrare le competenze in modo formale. I percorsi Bianco Lavoro permettono, dopo esame finale, di ottenere la Certificazione delle Competenze ICEP – Institute of European Certification of Personnel.
ICEP opera secondo lo standard internazionale ISO/IEC 17024 e i percorsi sono allineati agli standard europei ESCO, garantendo trasparenza, riconoscibilità e spendibilità delle competenze.
Per una panoramica completa: corsi con certificazioni delle competenze
Per il percorso specifico dedicato a questa professione: corso Receptionist ed Accoglienza con certificazione delle competenze
In sintesi: accoglienza non significa improvvisazione. Metodo, competenze e certificazione rendono questa professione solida e spendibile nel tempo.