Il mondo del recruiting digitale è in pieno terremoto. Due colossi che hanno fatto la storia delle piattaforme di ricerca lavoro – Monster e CareerBuilder – si sono trovati costretti a chiudere sedi, ridurre personale e rivedere drasticamente il loro modello di business.
Per analizzare questo fenomeno ho realizzato un’intervista esclusiva con due ospiti d’eccezione: Dr. Marco Fatizzo, esperto di risorse umane e autore di Lavoro di Merito, e Rodolfo Due, direttore di Tech Jobs Fair.
Le cause: non solo modelli obsoleti
Durante la conversazione, sono emersi alcuni fattori determinanti:
- i modelli di abbonamento troppo rigidi, poco adatti a un mercato che chiede flessibilità;
- la scarsa capacità di innovazione di fronte all’avanzata dell’intelligenza artificiale;
- la concorrenza di nuovi player più agili, capaci di offrire soluzioni verticali e user-centriche;
- un contesto globale con cicli di assunzione più lenti e budget HR più prudenti.
Non solo Monster e CareerBuilder
Altri grandi player stanno attraversando momenti critici:
- Indeed e Glassdoor hanno annunciato importanti riduzioni di personale e un riposizionamento verso l’AI;
- Dice (DHI Group) ha ridotto il 25% della forza lavoro per ripensare la propria offerta;
- ZipRecruiter ha rivisto le proprie previsioni di ricavi, segnalando una domanda più debole.
- Un’analisi dettagliata sul caso Monster e Randstad è stata realizzata da Osvaldo Danzi, uno dei maggiori esperti HR in Italia. Leggi l’approfondimento completo su Informazione Senza Filtro.
Le conseguenze: nuove regole del gioco
Questa crisi non riguarda solo le aziende e i professionisti HR: coinvolge direttamente anche chi cerca lavoro. Con il ridimensionamento dei grandi portali, i candidati non possono più affidarsi esclusivamente a un singolo canale per farsi notare.
È il momento di risvegliarsi e diventare più proattivi: curare il proprio profilo digitale, valorizzare le competenze reali, partecipare a community verticali, eventi e career fair, e imparare a sfruttare al meglio le nuove piattaforme basate su AI.
In altre parole, il mercato chiede di passare da una ricerca “passiva” — pubblicare un CV e aspettare — a una ricerca attiva e strategica, costruendo visibilità, networking e credibilità professionale.
Le possibili soluzioni
Dal confronto con Fatizzo e Due emergono tre linee chiare:
- modelli di business più flessibili,
- AI integrata come strumento di valore,
- piattaforme che mettano davvero al centro le persone e le competenze.