Sciopero 21 ottobre: venerdì di passione per trasporti, sanità e pubblica amministrazione

A indire lo sciopero generale di venerdì 21 ottobre è stata l’Usb (Unione sindacale di base) che ha vergato una nota durissima all’indirizzo del Governo. La mobilitazione, che coinvolgerà sia i lavoratori del settore pubblico che quelli del settore privato, promette di creare non pochi disagi. A essere coinvolti saranno, infatti, il sistema dei trasporti e quello della sanità che si organizzeranno, comunque, per fornire i servizi essenziali e di prima emergenza. Ad incrociare le braccia saranno anche i lavoratori delle scuole e della Pubblica Amministrazione. Alla base dello sciopero – a cui hanno scelto di aderire anche l’Usi (Unione sindacale italiana) e Unicobas Scuola – il no fermo a molte delle riforme proposte dal governo Renzi. Non ultima quella che riguarda la modifica della Costituzione su cui gli italiani potranno esprimersi, il prossimo 4 dicembre, attraverso un quesito referendario.


Chi sciopera

Cosa succederà venerdì? A rimanere a piedi potrebbero essere molti passeggeri ed utenti italiani, visto che lo sciopero coinvolgerà i lavoratori dei trasporti pubblici e privati. Per quanto riguarda i treni, le corse fino alle 9 del mattino e quelle tra le 18,00 e le 20,00 dovrebbero essere garantite. Ntv ha già diffuso l’elenco dei convogli che partiranno regolarmente, mentre Trenitalia non ha ancora fornito alcuna indicazione precisa a riguardo.

treni

A rimanere in pista, a motori spenti, dovrebbe essere anche la maggior parte degli aerei, ma il consiglio – per chi aveva progettato di volare venerdì – è quello di contattare la compagnia aerea di riferimento per ricevere informazioni precise sulla propria prenotazione. Anche il servizio sanitario rischia di subire pesanti contraccolpi, per quanto – è importante chiarirlo – gli interventi di emergenza e le prestazioni di primo soccorso verranno regolarmente garantiti.

I motivi della protesta

Ma cosa c’è alla base dello sciopero generale indetto dall’Usb? Il sindacato ha puntato l’indice contro le politiche economiche del governo Renzi, contro il Jobs Act, la riforma Madia e quella Fornero; contro la riforma della scuola e quella che vorrebbe modificare alcuni articoli della Carta Costituzionale. A mettere in fila i motivi della protesta è stata la stessa Unione sindacale di base che ha parlato di lotta alla precarietà e alle privatizzazioni, di difesa dello stato sociale, di nuova occupazione per i giovani e di tutele per chi ha perso il lavoro. Senza tralasciare la necessità di ottenere salari e pensioni più dignitosi, di disporre di ospedali e scuole pubbliche più efficienti e di fruire di trasporti più sicuri e funzionanti. “Sono obiettivi e contenuti che qualsiasi cittadino, lavoratore o meno che sia, dovrebbe condividere – si legge nella nota vergata dal sindacato – Per questo, chiediamo a tutti di scioperare il 21 ottobre. Per questo, chiediamo a tutti i cittadini di comprendere i disagi che deriveranno dallo sciopero e di mobilitarsi insieme a noi il 21 per le iniziative che accompagneranno lo sciopero generale”.