Tasso di disoccupazione? Poco significativo. Quello importante è il tasso di occupazione

Avete mai notato che in Italia parlando di lavoro si cita sempre il tasso di disoccupazione e mai il tasso di occupazione? Si lascia così inevitabilmente intendere che siano due dati inversamente proporzionali o comunque direttamente correlati. Ad esempio si legge “disoccupazione al 11%” e si pensa di conseguenza l’occupazione sarà allora al 89%, o giù di lì”. O anche “disoccupazione giovanile al 30%” e si pensa “beh, almeno il 70% lavora!”.


 Niente di più sbagliato! A farla da padrone in queste percentuali è infatti la zona grigia, composta da coloro che non lavorano ma non sono ufficialmente schedati (dalle istituzioni italiane) come “disoccupati” (ed ad esempio possono avere lo status di “inoccupati”).

Il dato è tanto importante in Italia perché questa zona grigia è (purtroppo) fortemente rappresentativa rispetto agli altri stati europei.

Quante volte abbiamo sentito dire negli ultimi anni che la Spagna ha una disoccupazione molto più alta della nostra? E’ tecnicamente vero, ma si fa intendere come normale conseguenza che l’occupazione sia quindi più alta in Italia… e questo è invece falso.

Prendiamo i dati 2011 (fonte Eurostat): l’Italia marca una disoccupazione al 8,4%, la Spagna al 21,7%. Crediamo di conseguenza che l’Italia abbia un tasso di occupazione ben più alto. Ed invece non è così: l’Italia registra un tasso di occupazione del 61,2% e la Spagna del 61,6%.

In pratica l’Italia computa oltre un 30% di zona grigia (la Spagna solo del 16,7%).

Il parallelo con la Spagna è significativo, ma non è un eccesso. Se prendiamo la media dei 27 paesi dell’Unione Europea scopriamo che (sempre nel 2011, che è l’ultimo anno in cui Eurostat fornisce i dati completi) l’Italia ha un “tasso di disoccupazione” inferiore alla media (8,4% Italia, 9,7% media europea). Ma il tasso di occupazione è fortemente più basso (61,2% Italia, 68,6% media europea). Solo Malta ha una zona grigia più significativa di quella italiana.

Appurato questo appare evidente quanto il “tasso di occupazione” sia un dato molto più significativo ed oggettivo del “tasso di disoccupazione”.

Tuttavia in Italia (a differenza di molti altri paesi europei) nelle campagne elettorali e nei dibattiti si prende sempre in considerazione il dato “disoccupazione”. E la popolosa “zona grigia” è di fatto diventata quella degli esodati delle statistiche.

Perché questo succede? Un po’ per ignoranza e mancanza di approfondimento ed un po’ perché il dato “occupazione” può creare allarmismo ponendo di fatto l’Italia negli ultimissimi posti delle classifiche occupazionali. Ai commentatori altre motivazioni.



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Commenti

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  • Maurizia Benzi 7 anni

    Questo articolo l’avevo letto mesi fa. Da parecchio tempo ho postato commenti su siti vari di lavoro e trasmissioni politiche-sociali, senza mai ottenere una risposta. Cioè che il dato sulla disoccupazione giovanile è falso e gonfiato soprattutto dai media che riempiono così i loro giornali, tg e programmi. Infatti è lapalissiano che tra i 15 e i 19 anni non si può essere disoccupati perchè si va a scuola e il lavoro non lo si cerca proprio. E tra i 19 e i 24 la gran parte va all’università, stessa cosa. Fa comodo puntare il dito solo sulla disoccupazione giovanile perchè in questo modo si nasconde il dato ben più allarmante della disoccupazione adulta, dai 40, 50 e 60 che non interessa a nessuno perchè troppo difficile da affrontare, quindi molto meglio ignorarlo, far finta di nulla e tenerlo nascosto. A parte gli esodati, tutti gli altri sono dimenticati e abbandonati a se stessi da governo e istituzioni. Non per nulla ci sono associazioni per il lavoro agli over 40-50-60 ed anche una petizione al governo da firmare. Credo sia una cosa buona.

  • Flavia 7 anni

    Allora, il tasso di occupazione è il numero di occupati sul totale della popolazione. Questo tasso interessa poco perché ci fa solo capire quant’è il peso degli occupati sul totale della popolazione. E per “totale della popolazione” si intende tutta…occupati disoccupati e inattivi, quindi anche persone che ancora studiano e persone che non cercano lavoro. Il tasso di disoccupazione è più interessante perché sono i disoccupati sulle forze lavoro ( dove per forze lavoro si intende occupati+disoccupati, quindi tutti coloro che hanno un lavoro più tutti coloro che cercano un lavoro attivamente). quindi il tasso di disoccupazione è più utile a capire tra la parte di popolazione attiva quanta gente non trova lavoro. questo non vuol dire che se in Italia ha un tasso di disoccupazione del 8,4 vuol dire che il 91,6% della popolazione lavora, ma lavora il 91,6 della popolazione attiva. La popolazione attiva esclude tutte gli individui che per rassegnazione o altro non cercano lavoro.
    Detto questo, il tasso di occupazione di certo non è un buon indicatore per mostrare la situazione del mercato del lavoro. Il tasso di disoccupazione e di inattività si.

  • paolo 7 anni

    politici del cazzo

  • Gabriella 7 anni

    il problema che si aggiunge (e aggrava la questione) e che per i centri dell’impiego gli “occupati” possono anche essere solo delle persone che hanno una partita IVA aperta (a me è successo) anche se in quel periodo non stanno lavorando nè fatturando, oppure delle persone che hanno lavorato 1 ora (UN’ORA) nella settimana precedente il rilevamento (come se una persona che lavora 4 ore al mese si potesse ritenere “occupata”!) O_O
    Quindi l’occupazinone è molto molto più bassa di quella che risulta. Andrebbe calcolata infatti la “piena occupazione” delle persone. Ma allora i dati sarebbero troppo spaventosi e nessun politico ha interesse a fare questa rilevazione in Italia

  • maurizio 7 anni

    Non e’ una novita’.Il giochino e’ semplice e voi lo avete spiegato bene.

  • Silvia 7 anni

    è ancora peggio di quello che si pensa…

  • laura 7 anni

    Finalmente un articolo veritiero che dice le cose per come stanno e devono essere lette .. Altro dato che mi piacerebbe conoscere e che non capisco come mai sia dato prendendo un riferimento secondo me poco realistico è il dato di disoccupazione per fascia di età ovvero che senso ha dire che la disoccupazione nella fascia di età 15-29 anni è al 35% quando c’è solo da augurarsi che almeno fino a 19 anni tutti/e i/le ragazzi/e stiano studiando . Quindi che ben venga una fotografia dell’Italia per tasso di occupazione (lavoro-studio-inattività) per fasce di età realistiche perchè ciò che ci deve preoccupare nella fascia di età 15-19 anni è che ci siano ragazzi che non studiano e non lavorano . E che finalmente si alzi l’obbligo scolastico alla fine della scuola media superiore .
    Laura

  • Paola 7 anni

    Sicuramente in questa zona grigia ci sono anche molti che hanno aperto la partita IVA per trovare qualche lavoretto ma che, di fatto, muoiono di fame…tanti giovani professionisti sfruttati che, se potessero trovare lavoro da dipendenti sarebbero felici ma che sono stati costretti, loro malgrado, ad arrangiarsi ma col rischio di rimetterci anche tra tasse e contributi e senza garanzie di alcun tipo…

    • biancolavoro 7 anni

      no, avendo partita iva sono “schedati” tra gli “occupati”. anche se guadagnano pochi euro…

  • Mauro 7 anni

    E’ una prassi normale in italia minimizzare i problemi o magari non dire la verita per intero camuffandola con dati e statistiche…….l’importante è non creare troppi allarmismi in modo che la gente stia si, preoccupata ma non troppo da uscire in strada con i bastoni ed andare nel covo dei ladroni………………………………………