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Vacanze, Federalberghi: italiani a casa in 30 milioni

Condividi questo bel contenutoPraticamente metà Italia questa estate non partirà per le vacanze.  30 milioni di italiani infatti rimarranno a casa nel periodo giugno-settembre. Un dato preoccupante quello diffuso da Federalberghi, che segnala altresì come siano comunque aumentati i turisti: dai 26,8 milioni del 2013 ai (previsti) 28 milioni di quest’anno (il 47% dell’intera popolazione). Tale incremento però, stando alle previsioni, andrà a favorire il turismo estero piuttosto che quello italiano. “Aeroporti pieni e strade vuote” è il rischio che ha sottolineato il presidente delle Federazione degli albergatori Bernabò Bocca. I motivi di una così alto numero di individui che ... Leggi tutto
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Praticamente metà Italia questa estate non partirà per le vacanze.  30 milioni di italiani infatti rimarranno a casa nel periodo giugno-settembre. Un dato preoccupante quello diffuso da Federalberghi, che segnala altresì come siano comunque aumentati i turisti: dai 26,8 milioni del 2013 ai (previsti) 28 milioni di quest’anno (il 47% dell’intera popolazione). Tale incremento però, stando alle previsioni, andrà a favorire il turismo estero piuttosto che quello italiano. “Aeroporti pieni e strade vuote” è il rischio che ha sottolineato il presidente delle Federazione degli albergatori Bernabò Bocca. I motivi di una così alto numero di individui che hanno deciso di rinunciare alle vacanze sono svariati, ma prevale sempre più, anche rispetto agli anni passati, quello economico (58% dei casi).

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I soldi per andare in vacanza non ci sono più e quando ci sono, sono sempre di meno. E’ sostanzialmente questo il quadro che emerge dall’analisi di Federalberghi sulle vacanze degli italiani. Se è vero che dall’anno scorso il numero assoluto di turisti sarà probabilmente maggiore, vi sono comunque oltre cinque milioni di “partenze” in meno rispetto al 2011, quando i vacanzieri furono più di 33 milioni. Diverso è invece il caso dei turisti stranieri che hanno già deciso o decideranno di passare le ferie in Italia. Questi ultimi dovrebbero aumentare di circa il 2,5%. Il 24% degli intervistati ha dichiarato di non partire per motivi di salute. Nell’analisi globale vanno inoltre considerati due dati rilevanti, ovvero il 6,5% che ha dichiarato di non andare in vacanza quest’estate per motivi di lavoro e un altro 5% che ha espressamente detto che ci andrà in un altro periodo dell’anno. Insomma, almeno potenzialmente, potrebbe esserci un altro 11,5% di turisti, anche se risulta impossibile determinare destinazioni, periodi e spese previste per le vacanze di questi ultimi.

E a proposito di spese, un dato rilevante sul tema è senz’altro quello che mostra la differenza tra la spesa media procapite in Italia è quella oltreconfine. 660 euro per la prima, 1080 per la seconda. A livello di destinazioni nel 70% dei casi gli italiani preferiranno le spiagge nostrane. Chi non va al mare perferisce la montagna 15% o i luoghi di forte interesse artistico. (5%) A seguire le località termali (2,4%). Chi espatria invece, avrà come destinazione delle sue vacanze una capitale europea, o in percentuale minore, una extra-europea (New York su tutte le altre). Attrazione minore invece per i mari tropicali che vedono i loro visitatori estivi ridursi di tre punti percentuali circa (dal 15,2%, al 12,6).

Angelo Sanna

Giornalista, ho iniziato ad occuparmi di lavoro dopo averlo cercato per anni.
Mettere in luce i lati nascosti dell’intero sistema, soprattutto quelli positivi (sì, ce ne sono e anche tanti), la considero una vera e propria missione.


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