Una sessione di coaching è un incontro individuale, di solito di circa un’ora, in cui coach e cliente lavorano su un obiettivo concreto scelto dal cliente. Ha una struttura riconoscibile: si parte da un accordo su cosa si vuole ottenere in quell’incontro, si esplora la situazione con domande e ascolto, si individuano le opzioni e si chiude con azioni precise da fare prima della sessione successiva.
Una singola sessione raramente basta: il coaching funziona come un percorso di più incontri, in cui tra una sessione e l’altra il cliente mette in pratica quello che ha deciso. Qui trovi cosa succede prima di iniziare, come si svolge una sessione passo per passo, quanto dura un percorso e cosa aspettarsi, sia che tu voglia fare coaching sia che tu voglia diventare coach.
In breve
- Prima del percorso c’è un incontro conoscitivo per definire obiettivi, regole, riservatezza e costi.
- Ogni sessione segue una traccia: accordo, esplorazione, opzioni, piano d’azione, chiusura.
- Le sessioni durano in genere 45-60 minuti, in presenza oppure online.
- Il coach non dà consigli e non fa terapia: fa domande, ascolta e aiuta il cliente a trovare le proprie soluzioni.
Prima di iniziare: l’incontro conoscitivo
Quasi tutti i percorsi partono da un primo colloquio, spesso gratuito o a tariffa ridotta, che serve a capire se coach e cliente possono lavorare bene insieme. Non è un dettaglio formale: tra le competenze chiave che l’International Coaching Federation richiede ai coach c’è proprio quella di stabilire e mantenere gli accordi, sia per l’intero percorso sia per ogni singola sessione.
In questo primo incontro si chiariscono:
- cos’è il coaching e cosa non è, per evitare aspettative sbagliate;
- l’obiettivo generale del percorso e come si capirà se è stato raggiunto;
- numero, frequenza e durata indicativi delle sessioni, modalità (in presenza o online), costi e disdette;
- le regole sulla riservatezza e, nel coaching aziendale, cosa verrà condiviso con l’azienda che paga il percorso.
Un coach serio mette questi punti per iscritto in un accordo. Se durante il colloquio emergono temi di disagio psicologico, il coach deve dirlo con chiarezza e indirizzare la persona verso uno psicologo: il confine tra le due professioni è spiegato nella nostra guida coach o psicologo.
Come si svolge una sessione di coaching
Ogni coach ha il suo stile e usa modelli diversi, come il noto modello GROW. La sequenza di fondo, però, è quasi sempre questa:
- Apertura e aggiornamento
Qualche minuto per riprendere il filo: cosa è successo dall’ultimo incontro, quali azioni sono state fatte, cosa ha funzionato e cosa no.
- L’accordo sulla sessione
Il cliente sceglie il tema di oggi e definisce il risultato che vuole portarsi a casa, per esempio “uscire con una decisione su come parlare al mio responsabile”. Coach e cliente concordano anche come capiranno se la sessione è stata utile.
- L’esplorazione
È il cuore dell’incontro. Il coach fa domande aperte, ascolta, restituisce quello che sente, aiuta a guardare la situazione da punti di vista diversi. Qui si usano anche strumenti come la ruota della vita.
- Le opzioni
Il cliente individua le strade possibili, ne valuta pro e contro e sceglie quella su cui vuole impegnarsi.
- Il piano d’azione
Si definiscono azioni concrete, con tempi precisi e un modo per verificarle: cosa farai, entro quando, come saprai di averlo fatto.
- La chiusura
Il cliente riassume cosa porta via dalla sessione e il coach verifica che l’obiettivo concordato all’inizio sia stato raggiunto o almeno avvicinato.
Il punto chiave è che le risposte arrivano dal cliente. Il coach guida il processo, ma non dice cosa fare: è questo che distingue il coaching dalla consulenza e dalla formazione.
- fa domande che aprono nuove prospettive
- ascolta e restituisce quello che osserva
- tiene il focus sull’obiettivo scelto dal cliente
- sostiene l’impegno sulle azioni decise
- non dà soluzioni pronte né consigli tecnici
- non fa diagnosi né terapia
- non decide al posto del cliente
- non riferisce all’esterno quello che si dice, salvo accordi espliciti
Anche il cliente può fare molto per rendere utile una sessione. Prima dell’incontro conviene dedicare qualche minuto a chiedersi su cosa si vuole lavorare e che risultato si vorrebbe ottenere; durante, rispondere con sincerità anche quando le domande mettono a disagio; dopo, annotare le azioni decise e le riflessioni emerse. Chi arriva alle sessioni senza aver fatto nulla di quanto concordato non sta sbagliando qualcosa di grave, ma è un’informazione preziosa: capire perché un’azione non è stata fatta è spesso il punto di partenza della sessione successiva.
Quanto dura una sessione e quanto dura un percorso
La durata più comune di una sessione individuale è di 45-60 minuti: abbastanza per approfondire un tema e arrivare a un piano d’azione, non così tanto da perdere concentrazione. La prima sessione e quelle di coaching di gruppo possono essere più lunghe.
Per il percorso non esiste una regola fissa: dipende dall’obiettivo. Un tema circoscritto, come preparare un colloquio o una decisione di carriera, può richiedere poche sessioni; un cambiamento più ampio, come un nuovo ruolo manageriale, richiede qualche mese. Molti coach fissano le sessioni a distanza di due o tre settimane, per lasciare al cliente il tempo di mettere in pratica le azioni. A metà e alla fine del percorso è buona pratica fare il punto sui risultati rispetto agli obiettivi iniziali.
In presenza o online, e quanto costa
Le sessioni online sono ormai normali e funzionano bene, a patto di avere una connessione stabile, un luogo riservato e nessuna distrazione. La presenza resta preferita da alcuni clienti e nei percorsi aziendali. Sulle tariffe, l’indagine globale ICF indica una media mondiale di 234 dollari per una sessione di un’ora, un dato che va preso come ordine di grandezza: per l’Italia non esistono statistiche ufficiali e i prezzi variano molto in base a esperienza, specializzazione e tipo di cliente. Ne parliamo nell’articolo su quanto guadagna un coach.
Un consiglio
Come riconoscere una sessione fatta bene: alla fine sai con precisione cosa farai e perché, l’obiettivo è stato fissato da te e non dal coach, e ti sei sentito ascoltato più che istruito. Se invece esci con una lista di consigli o dopo un’ora di sfogo senza direzione, qualcosa non ha funzionato.
Se vuoi essere tu a condurre le sessioni
Condurre una buona sessione è un’abilità che si allena: ascolto attivo, domande efficaci, gestione del tempo, capacità di non dare risposte. Per questo i percorsi seri di formazione prevedono ore di pratica osservata con feedback, oltre alla teoria. Chi vuole farne una professione trova i passaggi nella guida su come diventare life coach: formazione specifica, ore di coaching documentate e ingresso in un’associazione professionale come il network professionista.coach, che tra le scuole indicate comprende il Master in Coaching di Bianco Lavoro.
Domande frequenti
Quanto dura una sessione di coaching?
In genere tra 45 e 60 minuti. La prima sessione può essere più lunga, perché serve anche a definire obiettivi e regole del percorso.
Quante sessioni servono?
Dipende dall’obiettivo: poche sessioni per un tema circoscritto, qualche mese per cambiamenti più ampi. Il numero indicativo si concorda all’inizio e si verifica strada facendo.
Il coach dà consigli?
No, o solo in minima parte e dichiarandolo. Il coach aiuta il cliente a trovare le proprie soluzioni attraverso domande e ascolto; per consigli tecnici servono consulenti o formatori.
Una sessione online funziona come una in presenza?
Sì, se ci sono riservatezza, buona connessione e attenzione piena. Molti coach lavorano quasi solo online.
Quello che dico al coach resta riservato?
Sì, la riservatezza è uno dei punti dell’accordo iniziale. Nei percorsi pagati da un’azienda va chiarito prima cosa viene condiviso con il committente.
Impara a condurre sessioni di coaching professionali
Il Master in Coaching online di Bianco Lavoro ti prepara a operare come coach professionista ed è indicato tra le scuole del network professionista.coach.
