In Italia li chiamiamo “bamboccioni” o, con termine tecnico, NEET. In Cina, invece, hanno inventato un contratto per loro. Sta spopolando su social come Xiaohongshu (l’Instagram cinese) l’hashtag #FullTimeDaughter o #FullTimeSon.
Non si tratta di giovani pigri che non vogliono uscire di casa, ma di una strategia economica familiare: i genitori, spesso pensionati benestanti, pagano ai figli uno stipendio mensile per restare a casa a prendersi cura della famiglia invece di accettare lavori sottopagati e stressanti.
📌 Il Contratto Familiare:
Le testimonianze raccolte dalla CNN e dalla NBC mostrano accordi precisi. Un esempio tipo? Stipendio di 4.000-5.000 Yuan (circa 500-600 euro) al mese.
In cambio il “figlio dipendente” deve: cucinare due pasti al giorno, pulire la casa, accompagnare i genitori alle visite mediche e fare la spesa. Niente videogiochi tutto il giorno: è lavoro di cura.
1. Perché lo fanno? La fuga dal “996”
Dietro questo fenomeno c’è il rifiuto della brutale cultura lavorativa cinese, nota come “996” (lavorare dalle 9 di mattina alle 9 di sera, 6 giorni a settimana). Molti giovani, dopo aver sperimentato livelli estremi di stress e burnout, decidono che è economicamente più vantaggioso “lavorare” per i propri genitori.
Per la famiglia è un calcolo conveniente: assumere una badante o un infermiere a tempo pieno costerebbe molto di più (spesso oltre 6.000 Yuan). Pagando il figlio, i soldi restano in famiglia e l’assistenza è fatta con amore.
2. Un parallelo inquietante con l’Italia
La situazione cinese ricorda molto da vicino quella italiana, anche se con soluzioni diverse. Anche noi abbiamo un esercito di giovani che non studiano e non lavorano. Secondo gli ultimi dati, l’Italia detiene ancora tristi primati europei sul fronte dei NEET.
La differenza è culturale: mentre in Occidente il restare a casa è visto come un fallimento dell’autonomia individuale, in Asia viene ora rielaborato come un atto di “pietà filiale” retribuita, nobilitando quello che di fatto è una disoccupazione mascherata.
3. È sostenibile?
Gli economisti avvertono: questa è una “soluzione tampone”. Se milioni di giovani smettono di cercare impieghi produttivi nelle aziende per ritirarsi nella sfera domestica, l’economia rallenta e il sistema pensionistico rischia il collasso. I “Figli a Tempo Pieno” non versano contributi allo Stato, ma vivono della pensione dei genitori.
Conclusioni
È una fase passeggera o la nascita di una nuova professione? Per ora, per molti trentenni cinesi, l’unico capo che non li licenzierà mai (e che prepara anche la cena) è la propria madre. E forse, visto il mercato là fuori, non hanno tutti i torti.
