Aziende con donne al comando: i dati di Unioncamere e InfoCamere confermano che sono le migliori

Donne al potere, in Italia sono più di un milione e 300. Il loro contributo all’economia del Paese è evidente, ed a confermare che le aziende “rosa” risultano le più floride sono i fatti (e i dati).


imprese femminili

Disparità di genere: quando e perché è un problema anche per l’economia del Paese

Gli studi sulla disparità di genere continuano a delineare un quadro non molto florido per le donne lavoratrici. Vi è oggi una consapevolezza diversa ma, la strada per il cambiamento è ancora lunga. Servono interventi mirati dall’alto, politiche che diano maggiori sicurezze alle donne e programmi rieducativi in grado di cambiare la cultura predominante, quella cioè dove le lavoratrici non hanno gli stessi diritti e non godono dello stesso trattamento riservato, invece, ai colleghi maschi.

In Italia, come nel resto del mondo d’altronde, le donne sono ancora pagate meno degli uomini a lavoro, e questo a parità di condizioni contrattuali e posizioni ricoperte. Che siamo prima di tutto di fronte ad un problema culturale è chiaro. È anche vero, però, che la disparità di genere, finisce con l’avere ripercussioni negative anche sulla crescita economica del Paese. Studi e ricerche scientifiche hanno dimostrato che le società dove la componente femminile non viene discriminata ma valorizzata sono anche quelle che funzionano meglio.

Le aziende con donne al potere, inoltre, sono anche quelle più floride del mercato. Persino le piccole imprese e le realtà nuove hanno margini di profitto da fare invidia ai grandi colossi industriali. Il modo migliore per convincere investitori scettici e vertici aziendali che il talento femminile va premiato (tanto quanto quello maschile) è dunque partire dai dati. In Italia, per esempio, le aziende con donne al comando sono anche quelle che hanno avuto più impatto sull’occupazione. Si tratta di realtà che, crescendo in profitti, hanno saputo investire sul territorio ed hanno allargato il proprio campo di azione, garantendo lavoro a più di 3 milioni di persone.

Imprenditoria femminile: in Italia crescono le aziende con donne al comando

Secondo gli ultimi dati resi noti dall’Osservatorio per l’imprenditorialità femminile di Unioncamere e InfoCamere (aggiornati al 31 marzo scorso), le aziende “rosa” sono diventate il fiore all’occhiello dell’economia italiana. Nel nostro Paese il numero di imprese guidate da donne ammonta a 1milione e 330mila, e si tratta nella maggior parte di realtà floride, che complessivamente garantiscono lavoro a più di 3milioni di lavoratori.

Le regioni dove l’imprenditorialità femminile ha dato i suoi maggiori frutti sono quelle situate al Sud. In Molise, per esempio, il 27% delle aziende attive sul territorio hanno ai vertici una donna. La percentuale scende al 26% in Basilicata  e al 25% in Abruzzo. Ottimi risultati anche in Sicilia (dove la percentuale di aziende “rosa” è pari al 24%), in Calabria e Puglia (23%) e in Sardegna e Campania (22%). Prendendo in esame i singoli settori, inoltre, il fenomeno ha una portata più ampia in agricoltura e nell’assistenza sociale/sanitaria, dove la percentuale di aziende guidata da donne sale rispettivamente al 30% e 37%. In un periodo storico dove l’occupazione femminile fatica a crescere (e quando c’è, è comunque piena di falle e contraddizioni), questi dati non fanno altro che rincuorare.

Italia, le aziende guidate da donne sono anche quelle che garantiscono più posti di lavoro: i dati

Le aziende guidate da donne in Italia non solo sono in aumento ma, come i dati di dimostrano, sono anche quelle che stanno avendo un maggiore impatto sull’occupazione. Sono più di 3 milioni, come anticipato, i lavoratori impiegati in imprese con donne al comando. Dal report di Unioncamere, inoltre, risulta che il 15% degli occupati nel settore privato è al servizio di queste società. La percentuale sale se prendiamo in esame le realtà delle singole regioni, arrivando al 20% in Molise e in Sardegna, sfiorando il 19% in Sicilia, Puglia e Abruzzo e mantenendosi intorno al 18% in Basilicata.

Considerando che il Meridione è tra i territori più colpiti dalla disoccupazione, con un’occupazione giovanile ai minimi storici, le aziende “rosa” stanno decisamente facendo da traino all’economia del Sud Italia. Pensare che sia un fenomeno concentrato, tuttavia, è sbagliato. Da quello che emerso, infatti, le imprese con donne ai vertici sono altrettanto numerose ed efficienti anche al Nord: ben 546mila realtà nel complesso che nelle regioni situate ad ovest impiegano l’11,8% di tutti i lavoratori del territorio (pari a più di 800mila persone) e il 13,5% dei lavoratori in quelle situate ad Est (per un totale di 627mila impiegati).

Buoni risultati si sono registrati anche nel Centro Italia, dove le imprese femminili sono 302mila e i loro addetti ai lavori 710mila (con un incidenza del 15% sull’occupazione totale del territorio). I numeri più elevati, comunque, si registrano in Lombardia, con 179mila imprese femminili e 500mila addetti ai lavori, e nel Lazio, con 145mila attività e 325mila lavoratori impiegati.

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