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Cambiare carriera a 40 anni: come la formazione HR mi ha aperto il mondo del lavoro

Cambiare carriera a 40 anni si può: ecco come la formazione HR e una strategia di personal branding mi hanno aperto le porte del mondo del lavoro.
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articolo di Luca Peroni

Chi affronta un cambio di carriera si scontra spesso con un retaggio culturale ancora molto radicato nel nostro Paese: l’idea che, superata una certa età, il mercato del lavoro lasci sempre meno spazio. Come se esistesse un unico percorso “giusto” da seguire e tutto ciò che ne esce diventasse automaticamente un limite.

Ma è davvero sempre così? L’Italia premia esclusivamente i percorsi lineari e tradizionali? La mia esperienza personale racconta un’altra storia. Nel settore delle Risorse Umane, in particolare, ho trovato un contesto in cui motivazione, formazione, competenze e capacità di adattamento contano più dell’età anagrafica. Se in passato l’HR veniva percepito come una funzione secondaria, oggi rappresenta un ruolo centrale nella crescita e nel successo delle aziende. E, in un mercato sempre più influenzato dall’intelligenza artificiale, una formazione mirata e di qualità è spesso il vero acceleratore di carriera.

Il lavoro introspettivo alla base

Per molti anni non sono riuscito a trovare una vera identità professionale. Provenivo da un percorso tecnico che, pur avendomi formato, non ho mai sentito affine alla mia persona e che, di conseguenza, non ha mai trovato una reale concretezza lavorativa. Quando si lavora in contesti che non ci rappresentano, il rischio più grande non è solo la mancanza di gratificazione, ma la progressiva perdita di motivazione e di fiducia nelle proprie possibilità.

Il primo passo, in questi casi, è avere il coraggio di uscire dalla propria zona di comfort e smettere di pensare che sia troppo tardi per cambiare. Un cambio di carriera può sembrare impossibile, ma spesso le nostre esperienze hanno punti di contatto invisibili con altri settori, che possono trasformarsi in nuove opportunità.

Per questo è fondamentale investire su sé stessi: capire cosa ci motiva davvero, riconoscere le proprie attitudini e trasformarle in una direzione professionale concreta. Anche un percorso di orientamento professionale può diventare uno strumento prezioso per leggere meglio le proprie competenze e prendere decisioni consapevoli sulla propria carriera.

Nel mio caso, tutto è partito da una consapevolezza semplice ma decisiva: nonostante alcune esperienze lavorative non allineate alla mia persona, nei rapporti con clienti e colleghi avevo sempre ricevuto feedback positivi legati all’empatia e alla comunicazione. È stato proprio da lì che ho scelto di ricostruire il mio percorso professionale.

Scegliere il percorso giusto non significa pagare il prezzo più alto

Il primo vero investimento è stato conseguire una laurea in Scienze della Comunicazione, un percorso che mi ha dato le prime conferme su quanto un approccio umanistico fosse coerente con i miei valori e con il mio modo di lavorare. Arrivato a quel traguardo, a 42 anni, era però necessario trasformare quel background in una direzione professionale concreta: le competenze sviluppate tra marketing, branding e comunicazione dovevano trovare una collocazione più precisa.

L’idea di poter lavorare nelle Risorse Umane nasce proprio da lì, dalla volontà di unire competenze relazionali, capacità di ascolto e il desiderio di creare il giusto match tra azienda e candidato. Ma entrare nel mondo HR richiede una formazione seria: oggi parlare di Risorse Umane significa confrontarsi con strumenti, processi e competenze tecniche che non possono essere improvvisati.

Un master efficace non dovrebbe limitarsi alla teoria, ma insegnare a leggere un bisogno aziendale, costruire una ricerca mirata e gestire il delicato equilibrio tra le aspettative del candidato e le necessità dell’impresa. Allo stesso tempo, in un mercato sempre più veloce e competitivo, diventa fondamentale saper utilizzare l’intelligenza artificiale come alleato: dall’ottimizzazione dei tempi di screening al supporto nella comunicazione e nell’employer branding. Oggi l’AI non è più un semplice valore aggiunto, ma una competenza sempre più richiesta dalle aziende.

La scelta del master, quindi, diventa decisiva, e non sempre il percorso giusto coincide con quello più costoso. Bisogna valutare il taglio pratico della formazione, la possibilità di fare esperienza concreta, il supporto reale all’inserimento lavorativo e, soprattutto, il rapporto tra investimento economico e opportunità generate. Per chi affronta un riposizionamento professionale in età adulta, infatti, la domanda che arriva sempre è la stessa: “Ok la formazione, ma concretamente cosa hai fatto?”.

Ed è proprio qui che un buon percorso deve fare la differenza: non limitarsi a insegnare teoria, ma costruire un ponte reale verso il lavoro. Nel mio caso, il Master in Risorse Umane online di Bianco Lavoro Academy ha rappresentato esattamente questo: non solo formazione tecnica e aggiornamento continuo, ma anche una collaborazione concreta che ha trasformato lo studio in esperienza professionale, referenze spendibili e una community capace di generare opportunità reali.

L’importanza di curare il proprio personal brand

Noi stessi siamo il nostro primo brand. Lavorare nelle Risorse Umane significa saper comunicare valore, e sarebbe difficile farlo per gli altri senza prima saperlo fare per sé stessi.

Oggi molte opportunità professionali nascono ancora prima del colloquio: da un profilo LinkedIn ben costruito, da una reputazione digitale coerente e dalla capacità di raccontare il proprio percorso in modo credibile e distintivo. LinkedIn non è solo una vetrina professionale, ma uno spazio in cui aziende e recruiter valutano anche il potenziale, oltre alle competenze. È il luogo in cui il CV smette di essere un semplice elenco di esperienze e diventa una narrazione più completa della persona.

Per questo è fondamentale curare ogni dettaglio: una foto professionale, una headline chiara e una descrizione delle esperienze capace di trasmettere il valore che possiamo portare. Imparare a costruire il proprio personal brand significa anche sviluppare una competenza sempre più richiesta dalle aziende: l’employer branding, ovvero la capacità di rendere un’azienda attrattiva per candidati e collaboratori comunicandone identità e valori in modo efficace e autentico.

Proprio la cura del mio profilo LinkedIn ha dato la visibilità necessaria per ottenere i primi colloqui e, successivamente, arrivare all’azienda con cui oggi collaboro.

Le opportunità arrivano a chi continua a investire su sé stesso

Ogni percorso di ricollocamento porta inevitabilmente con sé momenti di scoramento. Quando l’opportunità giusta tarda ad arrivare, è normale mettere in discussione la bontà dell’investimento fatto, sia sul piano economico sia su quello personale. In questi momenti, il rischio più grande è fermarsi troppo presto.

L’unico approccio che davvero ripaga è non sentirsi mai arrivati: continuare a formarsi, aggiornarsi e costruire competenze, anche quando i risultati non sono ancora immediatamente visibili. La formazione non è un punto di arrivo, ma un processo continuo. Il mercato del lavoro cambia rapidamente, il digitale evolve ogni giorno e l’intelligenza artificiale sta trasformando profondamente anche il mondo HR: restare competitivi significa accettare che imparare non è un’opzione, ma la chiave per distinguersi.

Questo approccio mi ha permesso di superare anche il limite più temuto da chi cambia carriera in età adulta: il fattore anagrafico. È vero, in Italia l’età può ancora rappresentare una barriera, ma è altrettanto vero che esistono aziende capaci di guardare oltre, pronte a investire su competenze, visione e potenziale. Per questo credo che investire su sé stessi non sia solo una scelta professionale, ma una necessità reale per costruire il proprio futuro.

Se anche tu stai pensando di reinventarti professionalmente, il primo passo è scegliere una formazione capace di trasformare lo studio in opportunità concrete. Scopri il Master in Risorse Umane online di Bianco Lavoro Academy e verifica le agevolazioni e le borse di studio disponibili per chi decide di investire sul proprio futuro.


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