Aprire un’attività di rigenerazione cartucce e toner

Vediamo tutte le informazioni utili per aprire un'attività di rigenerazione cartucce e toner

A chi ha in mente di realizzare un’attività non eccessivamente dispendiosa e di sicuro rendimento, ecco l’idea che fa per lui: aprire un’impresa di semplice rigenerazione di cartucce, nastri e toner per tutti i tipi di stampanti. L’idea non è nuova, ma è stata già sperimentata oltre manica ed ha dato i suoi frutti. Quindi per chi è interessato, ecco i passi da seguire per svolgere professionalmente questa attività vincente.


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Attività di rigenerazione cartucce e toner: come iniziare

Innanzitutto, al livello pratico, la fase iniziale, di start-up, è la più critica. E’ questo, infatti, il periodo del rischio: l’impresa deve sborsare dei capitali per acquisire i mezzi necessari ad avviarsi. In questo campo le agevolazioni e i prestiti da parte dello Stato sono numerosi. Spesso sono legati ad un bando con validità temporalmente limitata, spesso si tratta di erogazioni da parte di Istituti solidi come Sviluppo Italia che ha assorbito persino l’ente per ‘Imprenditorialità giovanile.

Nel caso dell’attività di rigenerazione cartucce sono necessari dei macchinari specifici adatti a reinchiostrare i nastri e le cartucce per le stampanti in modo da renderle nuovamente utilizzabili e perfettamente funzionanti, ma fornendole al pubblico ad un prezzo dimezzato rispetto a quelle originali. Il costo di questi macchinari è minimo e non richiede alcuna esperienza, ma ha una resa garantita, poiché incontra un mercato di acquirenti praticamente infinito. Non c’è infatti chi non abbia almeno una stampante o una fotocopiatrice. La domanda pertanto è altissima, perchè la maggior parte degli utenti avrà necessità di rigenerare le cartucce e i toner almeno una volta al mese. In secondo luogo occorre provvedere al mantenimento di questi macchinari comprando sistematicamente gli oli e gli inchiostri necessari al suo funzionamento. Ma anche qui i costi non sono affatto eccessivi.

Aprire un negozio di rigenerazione cartucce e toner: vantaggi

Un enorme vantaggio che comporta aprire un’attività di rigenerazione cartucce deriva sicuramente dal fatto che non è richiesta forza lavoro supplementare. Non si devono assumere dipendenti, registrarli, pagarli e dichiararli. Ciò costituisce un enorme risparmio di tempo e denaro. Quanto ai locali da scegliere per esercitare questo tipo di attività, non è necessario uno spazio molto grande nè particolari requisiti. E’ importante, piuttosto, sapere tutto sull’uso delle macchine di rigenerazione, che sono sì di facile utilizzo, ma vanno un minimo studiate . Molte sono le società e gli studi che offrono la possibilità di frequentare degli appositi corsi per apprendere tutti i segreti della rigenerazione.

Non va trascurato, poi, l’ampio bacino di utenza in cui si colloca quest’attività che permette future espansioni di settore. In un secondo momento, se l’attività promette bene, è possibile aggiungere l’offerta di altri beni e servizi complementari come prodotti per ufficio, software e hardware.

Burocrazia per l’avvio di un’attività di rigenerazione cartucce e toner

Dal punto di vista burocratico le mosse da effettuare per aprire una simile attività sono poche e semplici. La legislazione italiana è orientata infatti nel senso della liberalizzazione e concede a tutti la possibilità di iniziare la propria attività, qualunque essa sia senza formalità eccessive. Per motivi più che altro fiscali, è richiesta la registrazione dell’impresa alla Camera di Commercio della propria zona di riferimento al fine di ottenere un codice fiscale e una PARTITA IVA.

Vi sarebbero poi alcune comunicazioni da inoltrare alle autorità competenti che sono obbligatorie. Pensiamo all’Agenzia delle Entrate, all’Inps, all’Inail ecc. Ma l’utente interessato non ha ovviamente l’onere di rintracciare ciascun ente per effettuare la dovuta comunicazione, sarà sufficiente effettuare una comunicazione unica che al livello centrale, sarà poi trasmessa ai vari enti interessati. Una volta recatisi presso la camera di commercio competente per territorio e presentata la relativa, dettagliata domanda, quindi, non c’è alcun altro adempimento da effettuare. Sarà la Camera di Commercio a sbrigare la nostra pratica per noi ed ad effettuare le dovute comunicazioni. Non è richiesto nemmeno l’intervento di un commercialista. Salvo poi doverlo necessariamente stipendiare per gestire la nostra partita IVA nel tempo.

Non c’è nessun altro vincolo o richiesta di requisiti specifici, abilitazioni o licenze di sorta per questo tipo di attività.

Kit di supporto

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Per chi volesse un supporto per aprire un’attività di rigenerazione cartucce e toner ed avere info e consigli per avere finanziamenti, contributi a fondo perduto e agevolazioni pubbliche segnaliamo il Kit Creaimpresa: Come aprire un’attività di rigenerazione cartucce (da noi valutato e ritenuto veramente valido).

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Commenti

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  • luca 7 anni

    Calcoliamo un costo iniziale minimo di 15000 euro per cappa aspirante, compressore, banco lavoro, un minimo di stampanti per testare i toner, attrezzistica, e mettiamoci 5000 euro per un corso serio, si evitano molte moltissime difficoltà per un lavoro che a farlo bene ci vogliono anni di esperienza e che non si smette di imparare mai, a farlo male chiudi in qualche mese, garantito!… I permessi… dipende, alcuni comuni sono molto più tolleranti di altri e accettano che si trasporti in conto lavorazione toner esausti, quindi non considerati rifiuti…

  • Partita Iva Online 7 anni

    “Una
    volta recatisi presso la camera di commercio competente per territorio e
    presentata la relativa, dettagliata domanda, quindi, non c’è alcun
    altro adempimento da effettuare. Sarà la Camera di Commercio a sbrigare
    la nostra pratica per noi ed ad effettuare le dovute comunicazioni”. Complimenti per la vostra informazione in materia…non è più possibile da circa 4/5 anni recarsi in Camera di Commercio, ma le pratiche vanno presentate telematicamente attraverso Telemaco. Poi tralasciate la SCIA in Comune… capisco attirare le persone con gli articoli, ma questa è pura disinformazione.

  • Simone Coccia 7 anni

    Incredibile quest’articolo! Ma siamo matti? Come diceva Lorenzo che mi ha preceduto, le autorizzazioni non sono così semplici, anzi. Quando si va a sfiorare la legge sui rifiuti speciali, tutto diventa complicato allo sfinimento. Poi le macchine: si, non servono investimenti altissimi (per cominciare basta una sola cappa aspirante e un buon usato si trova anche a 3.000,00 €, all’inizio poi non è necessario investire per macchine dosatrici, il lavoro sporco si può fare anche manualmente), ma bisogna innanzitutto avere un luogo di lavoro idoneo ventilato e a norma. Poi si deve decidere quale obiettivo raggiungere: il mercato impone che i prodotti venduti siano super affidabili. Ormai la concorrenza cinese ha inondato il mercato di cartucce economiche e molto affidabili. Per raggiungere questo occorrono, contrariamente a quanto scritto nell’articolo, forti competenze, investimenti per le attrezzature di test (non testare le cartucce una ad una è praticamente un suicidio) e componentistica di qualità e ben selezionata. La selezione. visto l’infinita offerta dei mercati orientali, si basa esclusivamente sull’essperienza e la competenza. Non possedere certi requisiti, vista l’attuale aggressività nel settore, non solo non si va lontano, ma non si parte nemmeno. E’ vero che i margini sono interessanti, ma ricordiamoci che vendiamo prodotti dal costo unitario piuttosto basso, quindi bisogna necessariamente penetrare il mercato puntando sui numeri. Pubblicità, marketing spianato, negozio eBay e chi più ne ha più ne metta, tutte cose che hanno certamente il loro prezzo. Insomma, i soldi facili non si fanno. A meno che non si intenda rubare o fregare il prossimo.

  • Lorenzo 7 anni

    Ho un centro rigenerazione da 20 anni e posso dire che non si finisce mai di imparare . Sono abbastanza irritato con chi ha scritto questo articolo perché 1 non è assolutamente vero che le macchine per rigenerare ink jet o toner costano poco e sopratutto che tutto sia così semplice….ricarichi e vai tranquillo ….magari fosse cosi . II mio laboratorio ha circa 80 stampanti laser che servono solo per il test finale delle cartucce toner laser e se fosse cosi semplice come scrive l’autore non spenderei soldi in stampanti . Poi ill tizio che scive non sa che le cartucce da stampa sono considerati rifiuti speciali e quindi ci vuole 1 licenza per il trasporto dei rifiuti speciali 2 licenza per la lavorazione dei rifiuti speciali 3 licenza di stoccaggio dei rifiuti speciali……altro che una semplice iscrizione alla camera di commercio . Quindi caro amico quando scrivi un articolo informati bene perché non trovo corretto che tu vada a consigliare una attività così in modo molto all’acqua di rose . Ricordati che gente oggi e ‘ messa male e non ha soldi da buttare via .

  • luca 8 anni

    quanto costa aprire questa attività?

  • roberto 8 anni

    parliamo di DENARI grazie