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Coronavirus: terza e quarta ondata. Quando arriverà e come affrontarla


La terza e quarta ondata di coronavirus è dietro l’angolo, per tale motivo, secondo molti virologi, non bisogna abbassare la guardia ed essere sempre preparati. Infatti, l’arrivo del vaccino non significherà la scomparsa definitiva del virus e la fine della pandemia. Tuttavia un modo per limitare i danni c’è. Ecco come affrontare la situazione.

Coronavirus: in arrivo la terza a quarta ondata

In questi giorni si sta parlando di un possibile vaccino che sarà messo a disposizione delle categorie più a rischio. Ebbene, questo non significa la scomparsa definitiva del virus e la fine della pandemia. Nuovi contagi, con quella che potrebbe essere definita la terza e forse anche la quarta ondata di coronavirus sono dietro l’angolo. Ad affermarlo i più stimati virologi che invitano tutti ad essere attenti e preparati anche a questo possibile scenario. Insomma, la parola fine a tutto questo è ancora lontana, dovremo ancora convivere con il virus per diverso tempo, almeno fino a quando non arriverà un vaccino per tutti. Il prossimo anno sarà all’insegna del distanziamento sociale, dell’uso corretto di mascherina ed altri dispositivi di sicurezza.

La seconda ondata di contagi ancora in corso

La seconda ondata di coronavirus è ancora in corso, con contagi che continuano a far preoccupare anche se in leggero calo. Secondo il bollettino di domenica 22 novembre, nelle ultime 24 ore si sono registrati 28.337 nuovi casi di coronavirus, con 562 vittime per 188.747 tamponi eseguiti in un giorno. La Lombardia rimane la Regione con il maggior numero dei casi. Un leggero calo dei contagi, anche se la situazione resta particolarmente delicata e non ci possiamo permettere di abbassare la guardia. Ancora non si sa esattamente quando ci sarà l’arrivo della terza ondata, in ogni caso anche in Italia sicuramente si avrà un nuovo picco di contagi nel 2021. Secondo alcuni virologi questo potrebbe accadere nei mesi di gennaio e febbraio, periodo critico anche per la semplice influenza stagionale. L’ultimo a parlare di questa terza e forse anche quarta ondata di coronavirus è stato il presidente della Regione Veneto, Luca Zaia: “nessuno può escludere che possa arrivare anche la terza ondata e forse la quarta, l’importante è essere preparati”. Il consiglio è sempre quello di non abbassare la guardia.

Coronavirus e Natale

A Natale molto probabilmente ci troveremo di fronte a meno contagi, grazie agli effetti delle varie misure di contenimento. Tuttavia, questo non significa che da ora in poi tutta la strada sarà in discesa. Nuovi picchi di contagio sono da mettere in conto, anche quando uscirà un vaccino ma sarà messo a disposizione solo delle categorie a rischio. Questo Natale deve essere vissuto in maniera differente, sobria, semplice, senza i classici cenoni, feste, eventi di piazza e mercatini di Natale. Inoltre, ci saranno dei provvedimenti da attuare per le celebrazioni religiose a numero limitato, per evitare assembramenti vari nelle chiese. Il Governo è a lavoro per la realizzazione del decreto Natale, con tutta una serie di nuove regole da attivarsi nel periodo delle festività natalizie. Previste delle riaperture, per dare la possibilità di lavorare anche alle categorie commerciali interessate dalle norme restrittive attuate dagli scorsi decreti. Lo shopping natalizio dovrà essere controllato e con ingressi scaglionati nei negozi. Tutto dovrà comunque garantire il rispetto delle basilari norme sulla sicurezza.

Coronavirus e terza ondata di contagi

Secondo Guido Bertolaso, ex capo della Protezione civile, la terza ondata di contagi arriverà tra febbraio e marzo, periodo in cui di solito c’è anche il picco della normale influenza. Come fare per evitare tutto questo? Domanda che tutti si stanno chiedendo cercando una risposta plausibile ed efficace. Secondo il punto di vista di Roberto Stellini, della Fondazione Poliambulanza di Brescia, un modo per bloccare le successive ondate di coronavirus è quello di optare per lockdown preventivi di circa 3 settimane ogni 4-5 mesi. In questo modo si possono rallentare i contagi e garantire una vita quasi normale. In ogni modo, il rispetto delle norme sulla sicurezza è essenziale. Tutti dobbiamo fare la nostra parte per evitare di tornare in una situazione critica.

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