Decreto crescita 2019: gli incentivi alle imprese per una ripresa economica

Decreto crescita 2019 si punta alla ripresa ed al sostegno alle imprese per una crescita economica del nostro Paese. Vediamo cosa contiene e le misure previste a favore delle varie imprese.

Il Governo ha approvato il testo del decreto legge che, introduce tutta una serie di misure per la crescita economica del nostro Paese. Vediamo cosa prevede il decreto crescita 2019.


decreto Crescita

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Decreto crescita 2019: si punta ad una ripresa economica

Con il decreto crescita 2019, il Governo punta, grazie a tutta una serie di misure introdotte, alla ripresa economica del nostro Paese. Tale decreto, nei suoi differenti articoli, fornisce sostegno ed aiuto alle imprese e non solo, in modo che si possa puntare ad una crescita dell’economia e del benessere italiano nel corso di questi anni. Il Governo,  ha approvato il decreto legge che introduce una serie di misure per la crescita economica italiana e l’aiuto a settori industriali in crisi. Il testo non è ancora ufficiale, lo sarà nel momento della pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale. Tuttavia il Decreto contiene importanti misure economiche e fiscali. Vediamo in maniera riassuntiva di cosa si tratta.

Decreto crescita 2019: condono di multe, tributi e tariffe locali

Il decreto crescita contiene tra le altre misure, anche quelle relative al condono di multe, tributi e tariffe locali. Regioni, provincie, comuni e città metropolitane, hanno a disposizione 60 giorni di tempo per disporre le regole per la rottamazione delle ingiunzioni di pagamento, notificate ai cittadini tra il 2000 ed il 2017, il tutto senza dover pagare more. Il decreto crescita si compone di molto altro ancora, tra le varie misure di carattere fiscale e non solo. Si punta alla crescita del Pil italiano, alla rivalutazione del made in Italy, al sostegno dei settori e delle industrie in stato di crisi. Tra il 2020 ed il 2022 il decreto prevede aiuti fiscali alle imprese di 438 milioni di euro.

Misure previste per le imprese dal decreto crescita 2019

Vediamo le misure fiscali previste dal decreto per le imprese ed attività produttive.

  • Ritorna il super ammortamento per gli investimenti di beni di carattere strumentale, sostenuti dalle imprese dal 1 aprile 2019 fino la fine dello stesso anno. Questi investimenti hanno un tetto massimo di 2,5 milioni di euro, mentre sono esclusi tutti gli investimenti in beni non strumentali nell’attività di impresa stessa.
  • La riduzione in maniera progressiva dell’Ires, per gli utili lasciati in azienda, passa dal 24% al 20,5% nel 2022. Il Governo non ha potuto effettuare un taglio di 4 punti percentuali (come si diceva inizialmente), per non andare ad attingere le risorse usate dal fondo del reddito di cittadinanza. Così, si procede con la riduzione dell’1,5% con aliquota 2019 che passa al 22,5%.
  • Il decreto prevede l’aumento in maniera progressiva della deducibilità Imu in riferimento ai capannoni. Questa sale dal 40% al 50% quest’anno, passando al 60% nei due anni successivi (2020-2021) fino ad arrivare al 70% nel corso del 2022.
  • Ed ancora, si procede con la riapertura del bonus aggregazioni per andare a sorreggere la crescita delle imprese.

Rilanciare gli investimenti privati

Il decreto crescita introduce misure per il sostegno della crescita e rilancio delle piccole e medie imprese, sia con finanziamenti che semplificando le regole che permettono alle piccole e medie imprese di accedere al Fondo di garanzia. Notevole attenzione anche per quanto riguarda il made in Italy e la sua salvaguardia. Made in Italy che ha fatto la storia del nostro Paese, rendendo famosi i nostri prodotti non solo in territorio nazionale ma soprattutto internazionale. Tutto questo deve essere salvaguardato. Da non dimenticare anche un altro importante tassello del decreto crescita, ossia quello legato al rimborso di tutti i risparmiatori che sono stati coinvolti nel fallimenti delle banche negli ultimi anni.

Presente tra le tante misure previste, anche l’intervento denominato “salva Roma” e l’intervento del Mef nel capitale sociale di Alitalia. Il nostro Paese è sicuramente uscito dal periodo nero della crisi economica, tuttavia c’è ancora molto da fare per risollevare l’economia italiana ed arrivare al benessere sia delle imprese che dei lavoratori.

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