Diventare personal trainer: come curare il corpo e la mente dei clienti

Il segreto del successo? Realizzare che il benessere del corpo si origina da quello della mente

Siete fissati con la forma fisica? Passate le ore a modellare i muscoli o a rassodare i glutei? O siete degli inguaribili pigroni, che ad una sana passeggiata preferiscono una sessione no-stop di tv sul divano? A qualsiasi categoria voi apparteniate – la più numerosa è quella costituita da uomini e  donne che coltivano un rapporto più o meno equilibrato col loro fisico – potrebbe capitarvi, un giorno, di voler chiedere di più a voi stessi. Di guardarvi allo specchio e non piacervi a sufficienza. O di sentire il bisogno di acquisire abitudini più sane. Da dove partire? C’è chi comincia da un semplice abbonamento in palestra, ma chi vuole centrare obiettivi ambiziosi e impegnarsi fino in fondo, farebbe bene a rivolgersi ad un personal trainer. Che ha studiato e si è formato per prendersi cura del corpo e della mente dei suoi clienti. E per regalare loro un certo benessere personale. Ma attenzione: se pensate che per diventare personal trainer, basti capirne di biomeccanica e di funzionalità muscolare, siete fuori strada. Per svolgere al meglio questo mestiere, occorre avere ben altre competenze. Scopriamole insieme.


Chi è e cosa fa il personal trainer

Il personal trainer è un professionista del fisico – e del benessere in generale – che lavora individualmente coi suoi clienti. Dove? Può farlo in una palestra, al parco, a casa o in qualsiasi struttura attrezzata per allenarsi e prendersi cura della salute psico-fisica dei suoi assistiti. Per svolgere questo mestiere, occorre disporre di una solida preparazione teorica. Saperne di anatomia, di funzionamento dei muscoli, di biomeccanica e di tecniche di allenamento è solo l’inizio. Chi aspira a lavorare bene col suo cliente, deve avere conoscenze approfondite di scienza dell’alimentazione e di psicologia. Perché, a ben guardare, non si tratta solo di spiegare come utilizzare il proprio corpo, ma anche di motivare il cliente trovando la chiave che gli permette di vincere la pigrizia e la ritrosia iniziali. Per questo, un personal trainer deve disporre anche di ottime capacità relazionali: deve essere chiaro, paziente e comprensivo e adattarsi alla personalità di chi si affida alle sue cure.

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Si tratta, insomma, di una professione che – a differenza di quanto si possa immaginare – implica l’impiego di competenze diverse, che vanno ben oltre le abilità motorie. Si parte, di norma, da una fase diagnostica tesa a ricavare un quadro dettagliato del cliente (il personal trainer deve conoscerne l’anamnesi, le abitudini alimentari e gli stili di vita) e ad individuarne i bisogni specifici. Per arrivare ad elaborare un “piano d’azione” mirato a corto, medio e lungo termine (stando a quanto riferito dagli “addetti ai lavori”, nessuna strategia può sortire i suoi effetti prima di 3 mesi di assidua applicazione) capace di procurare crescenti benefici all’assistito. Che dovrà lavorare col corpo e con la mente, affiancato da un professionista serio ed affidabile. Perché per far perdere i chili di troppo alle donne sovrappeso o per scolpire gli addominali dei fanatici della pesistica, il personal trainer deve imparare, innanzitutto, a maneggiare (con estrema cura) l’organo più delicato di tutti: il cervello.

La formazione e i possibili guadagni

Quanto più un personal trainer ha studiato e si è impegnato ad accrescere le sue conoscenze, tanto più ha speranze di ampliare la sua clientela. Il titolo preferenziale per svolgere questa professione resta la laurea in Scienze Motorie, ma ad avere più chance sono i professionisti che scelgono di aggiornarsi continuamente. Gli operatori e i beninformati consigliano di frequentare corsi e master accreditati (tra i tanti, vi segnaliamo quelli organizzati dalla Issa Europe, la scuola leader nelle certificazioni del settore fitness) o quelli proposti dal Coni e dalla Fipe (Federazione italiana pesistica). Le strade da percorrere sono tante: c’è chi sceglie di specializzarsi in Body Building, chi opta per il Fitness posturale, chi scommette sul Training funzionale e chi decide di lavorare con un target ben preciso (ragazzi, donne, atleti ecc…). Il consiglio è quello di non considerarsi mai arrivati: aggiornarsi continuamente sulle tematiche che riguardano le possibilità motorie, l’alimentazione e i corretti comportamenti da tenere è fondamentale. E a fare la differenza sarà, ovviamente, l’esperienza maturata sul campo. Che può procurare entrate interessanti. Stando a quanto riferito da alcuni professionisti del settore, i guadagni medi si aggirano, infatti, intorno ai 40 euro all’ora; ma c’è chi arriva a intascarne anche di più. Il segreto per diventare un ottimo personal trainer? Realizzare che il benessere del corpo si origina da quello della mente.

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